Insegnamenti di vita dal film “A bug’s life”

Stavo rispondendo a un commento sul mio blog e mi sono ritrovata a pensare al cartone animato A bug’s life. Ora, mi si permetta una piccola digressione, giusto un paio di righe per farvi capire.

Il protagonista è una formica, vive in un formicaio, tante formichine operose che lavorano dalla mattina alla sera senza sosta, senza porsi il problema di che cosa ci sia oltre i metri e metri di gallerie scavate nella terra, oltre il fiume poco più in là, che sancisce la fine del territorio a loro conosciuto.

Sarebbe tutto perfetto se non fosse per lo stormo di gavallette giganti che ogni primavera giunge dall’alto, stile elicotteri nemici, costringendole a passare quasi l’intera stagione a raccogliere cibo per sfamare le loro bocche voraci.

Ora, il nostro protagonista è diverso, non ha paura delle cavallette e vorrebbe cambiare le cose, anche se non sa ancora bene come potrebbe fare. “Le formiche raccolgono il cibo, le cavallette mangiano il cibo, è così che è sempre stato”.

La scena cui voglio arrivare vede le cavallette sedute in una specie di bar stile messicano, tutte intente a suonare e divertirsi. Un posto malfamato, meglio non entrarci di notte.

Le cavallette si stanno divertendo tanto, chi glielo fa fare di tornare dalle formiche, fa tanto caldo. Però… però c’è quella formica, quell’unica formica che ha osato tenere loro testa. Le cavallette ridono, dicono “Ma di cosa ti preoccupi, capo?! È solo una formica”. Il capo grosso e intelligente le guarda e gli dice “Ah! È solo una formica?”

Poi prende un seme, lo lancia addosso a una delle cavallette e dice “E questo? È solo un seme, vero?” Le cavallette sorridono serafiche, il seme non gli ha fatto nulla… “Sì, è solo un seme”, rispondono. Il capo gliene tira un altro, poi un altro ancora, le cavallette iniziano a ridere, ripetono “È solo un seme, è solo un seme”. Finché il capo cavalletta, con un colpo secco, rovescia la tinozza piena zeppa di semi e questi rotolano tutti insieme seppellendo il fratello, che smette di ridere all’istante.

Il capo cavalletta si erge su quella montagna di semi e dice: “E questo? È solo un seme?”

Il senso di questa breve storia, che personalmente amo molto, è che finché ci fanno credere di essere soli non potremmo mai cambiare le cose.

E vi dò una notizia: non siamo soli. E mi urtano i nervi quelli che mi dicono “L’Italia è irrecuperabile, meglio andarsene”. Andarsene dove? Andarsene perché? Perché me ne dovrei andare? A me piace la mia lingua, la mia terra, qui ho tutto, ho gli amici, l’amore, la famiglia. Sono nata e cresciuta qui e qui voglio crescere i miei figli.

Penso che dovremmo renderci conto che soli siamo piccoli semi, ma insieme siamo forti come una marea in piena. Penso che dovremmo far sentire la nostra voce, perché se urliamo tutti insieme, la nostra voce è più forte.

A mio modestissimo avviso, il problema principale è che in Italia siamo divisi in due: quelli che hanno tutto (e chi glielo fa fare di lottare con il rischio di perdere questo tutto?) e quelli che non hanno nulla (e già hanno il loro bel da fare a cercare di tirare a campare).

Diamo la colpa al “sistema”, che è corrotto, che è sbagliato, che è vecchio, che non funziona. Diamo la colpa a chi è venuto prima di noi, che non ha saputo prevedere la disfatta verso cui stiamo andando. Diamo la colpa la Storia “è un ciclo, è sempre stato così, sarà sempre così”. Diamo la colpa anche al Padreterno. E alla fine rimaniamo fermi, ad aspettare che qualcosa cambi.

Mi sento impotente e non so come cambiare le cose. E sono stanca di lavorare per pagare le pensioni agli altri, quelli “fortunati” che la pensione ce l’avranno a vita, e in questo la mia generazione non è poi così diversa dalle formiche che lavorano per dar da mangiare alle cavallette.

Mi piacerebbe tanto cambiare le cose, ma non so da dove iniziare. Forse dovrei iniziare dal piccolo. Smetterla di fare la moralista e agire io stessa.

Dopotutto, sono solo un seme.

Un pensiero riguardo “Insegnamenti di vita dal film “A bug’s life”

  1. SI bisogna lottare ,e far sentire la propria voce.Il 18 ci sarà a Roma una manifestazione……forse le formiche si stanno incazzando ! Speriamo ,la solita fans

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