Stress da lavoro: il riposo è meglio dell’antiacido

Sono sicura che anche voi avrete notato le pubblicità dei farmaci antiacido. 

Una delle ultime vede protagonista un ragazzo nel suo ufficio, una lampada illumina il computer davanti al quale sta lavorando, mentre il resto riposa in un quasi buio, e da qui si deduce che l’ora di andarsene a casa dalla propria famiglia è come minimo passata da un po’.

Il volto concentrato, batte sui tasti a una certa velocità, il colletto della camicia leggermente sbottonato perché “già che mi tocca di rimanere al lavoro quando ormai tutti gli altri se ne stanno beati a casa, almeno che mi possa concedere qualche libertà”.

All’improvviso, da dietro, entra il capo. Guarda impaziente il nostro lavoratore (il suo lavoratore) e gli dice qualcosa tipo: “Allora? Hai finito?”. La risposta? “Certo, certo, manca pochissimo”.

Si rigira verso la scrivania ed eccolo: il bruciore alla bocca dello stomaco.

Seconda scenetta tipo.

Lavoratori in un bar (li riconosci perché gli uomini sono in giacca e cravatta, mentre le donne hanno decolté eleganti che si intravedono al di sotto del tavolo). Ridono, scherzano, mangiano insalate e sandwich farciti.

All’improvviso, uno guarda l’orologio e dice: “È già ora, dobbiamo tornare”. Una delle donne si tocca la bocca dello stomaco ed eccolo il bruciore (e di solito ci piazzano anche la musichina dell’organo che fa tanto castello infestato da fantasmi).

Ora, io non ho mai sofferto di bruciore di stomaco e non so proprio cosa significhi, però mi sembra assurdo pensare che la soluzione ai nostri ritmi lavorativi sempre meno umani siano gli antiacido.

E il fatto che la maggior parte di noi riconosca come “normalità” mangiare con l’imbuto a pranzo e rimanere ben oltre l’orario di lavoro e sopportino questo stile di vita (perché passiamo e passeremo la vita a lavorare e i fine settimana sono una parentesi sempre più breve e inconsistente, e dovremmo pure ringraziare) con la pazienza malcelata di una novella Madre Teresa di Calcutta, beh, mi fa incazzare da morire.

E questo perché credo che se uno soffre di bruciori di stomaco frequenti, di coliti continue, di mal di testa spacca meningi, di mal di collo e di mal di schiena, beh, magari è meglio se rallenta il ritmo, invece che prendere la pillola magica e rimettersi a lavorare.

Insomma, quando arrivate a sperare che qualcuno vi rompa una gamba per potervi finalmente concedere un po’ di riposo, forse (ma solo forse) è venuto il momento di prendervi qualche sano giorno di ferie.

Salva

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...