Per mia fortuna ho le gambe

Chi mi conosce sa che, da circa due anni, ho due case. Una è la mia, dove pago l’affitto e dove in linea di principio dovrei vivere.

L’altra è quella del mio ragazzo, dove in sostanza vivo, portandomi avanti e indietro lo stretto indispensabile e tornando a casa mia (in pratica) solo per fare le lavatrici.

“Fortuna” vuole che le due case in questione siano oltretutto collocate agli antipodi della città, per cui ogni volta è un su e giù da treni, autobus e… marciapiedi.

Viaggiando tanto (e vi assicuro che viaggio tanto!) e prendendo una sequenza infinita di mezzi pubblici di varia natura, mi sono resa conto di una verità abbastanza aggianciante.

E la verità è (rullo di tamburi) che, per mia fortuna, io ho le gambe. Sì perché se fossi disabile e dovessi spostarmi in carrozzella, semplicemente non potrei farlo. Tra stazioni senza ascensori o con ascensori non funzionanti, maricapiedi impraticabili e pieni di buche, muretti invalicabili e lavori in corso che bloccano il passaggio, sarebbe impossibile per me muovermi in autonomia.

E la cosa buffa è che, fuori dalle stazioni, ci sono i posti auto riservati all’handicap… peccato che poi non ci sia modo di arrivare al binario due per prendere il treno!

Non parlo della stazione di Bologna, enorme e superaccessibile, parlo di tutte le stazioncine che collegano la periferia al centro e che permetterebbero a chiunque abbia una disabilità fisica di poter banalmente arrivare in centro, accompagnati o soli che siano.

Mi sono accorta di tutto questo quando nei miei soliti spostamenti tra le due case sopracitate mi sono dovuta portare dietro la valigia trolley invece del solito zaino (ebbene sì, vado ancora in giro con l’Invicta arancione del Liceo!), e sono arrivata a casa del mio ragazzo distrutta dalla fatica.

È stato un percorso a ostacoli alla “Mai dire banzai”. Sù e giù dalle scale con la valigia in mano, slalom tra le buche del marciapiede, sfida alle auto in corsa per attraversare la strada senza strisce pedonali così da aggirare i lavori in corso, riattraversamento numero due (sempre senza strisce perché raggiungerle mi avrebbe portata troppo lontana) e infine arrancamento in salita, ovviamente in mezzo alla strada perché è troppo stretta e lo spazio per il marciapiede mica c’è.

Insomma, sono arrivata a casa ricordandomi per quale motivo alla fine me ne vado sempre in giro con lo zaino, stile lumaca con la casetta sempre sulle spalle, e ritrovandomi decisamente stanca di vivere in un mondo in cui se hai le gambe che non funzionano come dovrebbero non sei nemmeno libero di prendere uno stupido treno e andare dove ti pare.

5 pensieri riguardo “Per mia fortuna ho le gambe

  1. immagino che i maricapiedi siano infidi strumenti che il Perfido Comune di Sbologna infligge agli sfortunati viaggiatori come te per marinare i loro piedi….

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  2. Io sto facendo la stessa esperienza ma….con il passegino della OLLI!! In più ci sono le cacche dei cani che i padroni si guardano bene dalraccogliere.:)

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  3. Ali….mia sorella che ha un grosso deficit fisico e mentale dalla nascita settimane fa è stata investita da un’auto, solo perché la poverina attraversava una strada senza striscie pedonali, inesistenti da noi nel reggio di centinaia di metri!!! Come non darti ragione??? Ai disabili viene dato troppo poco spazio, nonostante la nostra Bologna che però accoglie TUTTI per avere VOTI. questo è il mio modesto pensiero. Noi ci vediamo prestissimo 💙💛

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