Ciò che non uccide fortifica. O almeno lo spero.

Non so quante donne si siano trovate costrette, per motivi che qui è meglio tacere, a utilizzare a un certo punto delle loro vite gli assorbenti in puro cotone.

Ora, partiamo dal presupposto che sono, contro ogni possibile previsione, decisamente comodi e devo dire che mi sono trovata meglio che con qualsiasi prodotto mai utilizzato. Però… perché devono costare il doppio degli assorbenti “tradizionali”?

Avete mai fatto caso che le cose “naturali”, “biologiche”, 100% cotone made in Italy, costano mediamente il doppio.

Voi direte: ci metto ingredienti migliori e più costosi, quindi il prodotto finale sarà più costoso. Sì, ok, può anche essere un ragionamento che sta in piedi, ma vi sembra giusto?

Cioè, se vado al mercato e compro una maglietta misto poliestere, che perde il colore mentre la indosso e mi ritrovo con delle macchie rosse sul corpo e dopo averla indossata mezza giornata puzzo come un lavoratore che ha passato otto ore sotto il sole cocente ad asfaltare una strada, vi sembra giusto che costi meno di una maglietta in fresco cotone?

Oppure, banco dei biscotti al supermercato. Scaffali e scaffali di pacchi famiglia (500/800 gr), prezzo medio 2 euro, tra gli ingredienti: grassi e oli vegetali (non ben specificati) o il mitico olio di palma, che ormai si trova praticamente ovunque.

Poi, un singolo scaffale (e questo giusto quando il supermercato è ben fornito) con biscotti biologici, naturali, ecosostenibili, equosolidali, solo olio d’oliva, solo pacchi da 200 gr massimo, con goccie di cacao raccolto a mano dalla signora Giuseppa di via degli Armarioli, Roma. Modica cifra: 3/4 euro.

Terzo esempio (poi giuro che la smetto e giungo al punto). Cosmetici, creme, saponi e altri “addetti” alla pulizia e alla bellezza. Mediamente, i prodotti senza profumo, senza coloranti e/o pigmentazioni, senza additivi chimici, a base di sole erbe raccolte a mano dalla citata signora Giuseppa costano, ovviamente, almeno il doppio degli altri. E questo a prescindere dalla marca.

Io lo trovo semplicemente ingusto. Vi sembra normale che mi facciano pagare di meno prodotti o derrate alimentari che potenzialmente possono nuocere alla mia salute? Vi sembra normale che se voglio mangiare sano, senza strane sostanze o aggiunte chimiche, io debba ipotecare metà dello stipendio tutti i mesi?

Trovo che sia quantomeno assurdo. Dovrebbero far pagare il doppio i prodotti di peggiore qualità e far pagare di meno i prodotti migliori; se i prodotti naturali fanno così bene, perché dovrebbero poterli utilizzare solo coloro che se li possono permettere?

Perché dovrei farmi venire le irritazioni in luoghi che è meglio non nominare, solo perché un pacco piccolo di assobenti di cotone costa quanto un pacco doppio di assorbenti sintetici?

Forse, l’unica soluzione è mettermi a coltivare l’orto nel pezzetto di giardino davanti a casa, e farmi regalare una bella piantagione di cotone per il prossimo compleanno.

foto da Sxc.hu

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