Famiglie di altri tempi

Qui lo scrivo e qui lo nego, ma la dimensione della famiglia allargata – nonni, genitori, figli, nipoti che vivono tutti sotto lo stesso tetto – in fondo non mi dispiace del tutto.

Me ne rendo conto quando vado (anche se per poco) nella casa al Lago con la mia famiglia. Anche se forse il fatto che sia “per poco” è la chiave che mi rende piacevole questo stare tutti insieme. E di sicuro aiuta il fatto che, quando ci ritroviamo, metà delle persone sia in pensione e l’altra metà in ferie dal lavoro.

Aiuta anche il fatto che la casa sia molto grande, con tanto spazio attorno, per cui è sostanzialmente facile trovare tempi e luoghi dove stare soli, senza occhi intorno.

Le donne sono le padrone quasi assolute della cucina, a meno che non si tratti di cucinare il pesce, e allora quello che comanda è il mio prozio.

Gli uomini si occupano dei lavori manuali, costruire, montare, smontare, aggiustare; una finestra che non chiude bene? Una zanzariera uscita dai cardini? Pezzi dello steccato da riparare? C’è sempre un uomo pronto a intervenire con la cassetta degli attrezzi.

Dopo il pranzo si sparecchia tutti insieme, poi gli uomini vanno a fare il pisolino – chi mezzo storto sul divano in sala da pranzo, chi sul letto, chi su una sdraio sotto i grandi alberi davanti a casa (di solito mio padre!) – mentre le donne raccolgono i panni o li stendono, rassettano la cucina, lavano i piatti, un po’ chiacchierando, un po’ stando in silenzio.

Svolgere i lavori di casa in questo modo, con una che lava i piatti, una che li asciuga, un’altra che li ripone, non pesa come in città, quando ci si ritrova da sole o in due, se il marito/compagno o i figli collaborano.

Ci si sbriga in poco tempo, poi si torna a sedere fuori: una legge un libro, un’altra sfoglia una rivista, un’altra scrive (di solito io), non sempre si parla. A volte qualcuna si addormenta qualche minuto su una delle sdraio.

E nel giro di poche ore è già ora di iniziare a programmare cosa cucinare per cena, perché in tanti se non c’è programmazione, non si va molto lontano.

Le giornate passano senza accorgersi, tra discorsi più o meno seri, lavori più o meno pesanti, tante parole lette e scritte e ci si sente molto meno soli, molto meno sperduti, con una pace dentro che mi porto appresso per buona parte dell’anno.

Sono giorni di vento e di nuvole, che arrivano e oscurano il cielo all’improvviso e bisogna entrare a prendere il golfino, perché qui la temperatura può cambiare tanto e all’improvviso.

Sono giorni senza televisione, senza internet – anche il telefono squilla di rado – giorni in cui in casa ci si entra il minimo indispensabile e per il resto si sta sempre fuori, a volte a anche solo per fissare le auto che passano nella strada di sotto.

Sono giorni in cui la noia non si sa che cosa sia. Anche quando si sta con le mani in mano, c’è sempre qualcosa da osservare, da programmare, qualcosa a cui pensare.

Se fossi al posto dei miei nonni, ovvero in pensione, mi trasferirei qui da maggio a ottobre, e la città la relegherei solo ai mesi più freddi e impervi, quando la vita da queste parti, con tutta la neve e il gelo che circondano la casa, diviene meno praticabile.

Foto da Sxc.hu

3 pensieri riguardo “Famiglie di altri tempi

  1. Brava Alice, questa pagina rispecchia la bella persona che sei, che fa tesoro delle vecchie abitudini e sa riconoscere gli affetti semplici e saldi. Probabilmente e' il mio coinvolgimento nei fatti che mi porta a condividere il tuo pensiero, ma ritengo che comunque sia, e' una bella storia di vita vera che racconti.
    Una tua alleata di pensieri

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  2. Grazie Claudia, è stata una bellissima sopresa aprire il blog e trovare il tuo commento. Ed è anche più bello sapere che sono riuscita a trasmettere queste emozioni, soprattutto a qualcuno “coinvolto nei fatti”! Continuerò a scrivere storie di vita vera… dopotutto non so fare altro! Un bacio grande… Ali

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  3. Ciao, anche la mia era una famiglia allargata… vivevano con noi mia nonna e mio zio, il fratello di mia mamma che non si sposò mai.. ora non ci sono più da tanti anni ma ancora ne sento tanto la mancanza!… complimenti per i tuoi post sempre ricchi di poesia e riflessione… A presto!

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