Il lato buono della maternità surrogata

Di recente ho letto un articolo molto interessante su Linkiesta dedicato alla pretica dell’utero in affito. L’articolo parte da un manifesto, portato avanti dalla deputata del PDL Eugenia Roccella, che vorrebbe sensibilizzare l’opinione pubblica contro la pratica dell’utero in affitto.

Il manifesto “Di mamma ce n’è una sola” pone le basi, a mio modestissimo avviso, su una giusta premessa per poi arrivare però a conclusioni sbagliate, nonché repressive. 

Sono assolutamente d’accordo che la pratica dell’utero in affito sia da contrastare nei paesi dove le donne vengono ingannate e costrette a partorire figli non loro per poi venderli, perché analfabete e troppo povere per opporsi, ma che vada vietata a prescindere mi sembra un’assurda presa di posizione.

La pratica della maternità surrogata non è sempre e comunque un fenomeno da condannare. Se una coppia che non può avere figli avesse, anche in Italia, la possibilità di andare in una clinica e ricorrere a questa pratica, con una terza madre consenziente, non ingannata e non sfruttata in alcun modo, che male ci sarebbe?

Se la pratica fosse regolamentata e controllata, dove sarebbe il problema?

Arrivare ad affermare che una società che permette di sfruttare il corpo della donna e svilirne la dignità, considerandola un mero contenitore di un figlio altrui, è una società che non sa più da dove viene né verso dove vada” significa vedere solo la metà brutta e malata del problema, senza considerare che potrebbe rivelarsi un’opportunità.

Poi, non mi stupisce che si arrivi a dire che bisogna “avviare tutte le opportune iniziative culturali e politiche per contrastare qualsiasi tentativo di legalizzare anche in Italia la pratica dell’utero in affitto. Figuriamoci! E se una coppia di omossessuali volesse avere un figlio e si azzardasse a “usare” una donna per raggiungere lo scopo??? Dio non voglia.

Il punto è che di mamma non deve per forza essercene una sola. Ce ne possono essere anche due, che si amano e vogliono condividere la vita insieme. Oppure una che il figlio lo porta in gremo, lo partorisce e un’altra che lo nutre e lo cresce.

La verità è che l’Italia ha paura di dare spazio a famiglie che non siano le classiche mamma + papà regolamente sposati, con la fede al dito e solo figli legittimi.

La verità è che si fa prima a vietare una cosa in toto piuttosto che affrontarla, regolamentarla e fare poi in modo che le regole vengano rispettate.

E lo dimostra il fatto che non si sia più parlato di PACS, di matrimoni tra omossessuali, di cittadinanza italiana ai figli di stranieri…

Per come la vedo io, cari parlamentari, una società che condanna l’amore quando non rientra in uno standard preconfezionato è una società che non sa più da dove viene né verso dove vada…

2 pensieri riguardo “Il lato buono della maternità surrogata

  1. Aggiungo che forse, sarebbe un fenomeno meno necessario se in Italia si desse la possibilità', alle coppie sterili, a utilizzare tutte le possibilità' che offre la medicina per avere un figlio, senza dovere andare all'estero…

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  2. Sono pienamente daccordo e mi spingo ancora oltre: quando l'aborto era illegale, le donne ricorrevano a mezzi e a metodi che spesso poi le portavano ad ammalarsi e a morire. E dire che bisognerebbe imparare dalla storia…

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