Cambiare casa due volte in cinque mesi

La nostalgia è uno strano sentimento, ti coglie nei momenti più impensati, spesso per le cose più assurde.

Questa mattina mi sono ritrovata a pensare che non vedrò fiorito l’albero di magnolia della stazione vicina alla casa dove viveva il mio ragazzo.

È un albero veramente bellissimo, ogni anno sbocciano questi fiori stupendi, di un colore molto particolare per essere di magnolia, di un fucsia intenso, quasi viola.

E la cosa più incredibile è che riesce a fiorire e prosperare, anno dopo anno, in neanche 3 mq di terreno secco, in mezzo ai treni merci parcheggiati ad arrugginire e le casette basse della stazione, circondato da cemento.

Ha iniziato a fiorire a metà marzo e gli ultimi giorni che ho preso il treno si vedevano appena le prime gemme fucsia scuro che germogliavano dai rami secchi. Adesso sarà pieno zeppo di fiori da togliere il fiato.

E ogni volta penso sia un miracolo come tutto nasca, cresca, sfiorisca e muoia, come tutto incessantemente cambi, senza mai smettere di scorrere.

Ormai niente più treno, niente più stazione, casa nuova (di nuovo), nuovo quartiere (di nuovo), non vedrò fiorito l’albero di magnolia.

Forse un giorno sentirò le conseguenze dell’aver cambiato casa due volte in cinque mesi. O forse no.

Nella foto: è proprio l’albero citato nel post, immortalato uno degli ultimi giorni che prendevo il treno.

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