Il giorno in cui ho spento la TV e ho acceso la radio

Da quando vivo insieme ad Andrea ho riscoperto la musica, o meglio, la radio. E mi sono resa conto della differenza profonda tra guardare la televisione e ascoltare la radio, riscoprendo parti di me che avevo dimenticato.

Ora, dovete sapere che la mia stanza preferita è sempre stata la cucina. Anche quando vivevo con i miei genitori, è sempre stato il luogo dove passavo più tempo, a leggere, a scrivere, a fare i compiti, a parlare al telefono, a (ovviamente) cucinare.

Anche in questa casa nuova, che condivido con quello che credo sia l’amore della vita, la stanza dove passo più tempo è la cucina. E in questa stanza la TV non c’è.

Ed è stata la mia fortuna perché mi sono ritrovata a rimettere in funzione la vecchia radio, di quelle portabili con lo spazio per il CD e per la musicassetta, ve le ricordate? Questa in particolare apparteneva a mio fratello e se devo essere sincera non ricordo nemmeno perché c’è l’abbia io.

Ad ogni modo, c’è l’ho sempre accesa. Arrivo a casa la sera, la accendo, cucino, chiamo la mamma per la nostra chiacchierata serale, chiamo un’amica (o un amico) perché, va bene che siamo sempre tutti super impegnati, ma lo spazio per gli amici lo si trova sempre sempre e comunque.

Esco dalla cucina e spengo la radio solo dopo aver finito di cenare, e spesso passiamo in sala e la musica la ascoltiamo in TV (e con le casse nuove e il subwoofer è tutta un’altra cosa!)

La cosa interessante che ho riscoperto è il piacere di avere sempre una canzone in testa. Mi ricorda quando, da ragazza, imparavo le canzoni a memoria perché mi teneressero compagnia alla fermata in attesa dell’autobus, nei lunghi tragitti verso la scuola, verso il centro della città, verso l’università.

Anche ora, ora che la mattina a lavorare ci vado a piedi, ho perennemente una musica in testa, mi rigiro le parole, spesso le sbaglio, mi domando perché alcune canzoni io le ricordi in maniera diversa, con piccole variazioni che hanno un senso tutto freudiano.

Mi addormento la sera con le parole che mi ronzano in testa… e penso che un giorno di questi diventerò schizofrenica perché tra tutte le parole che penso di scrivere (per lavoro e per passione) e tutte le parole che sento nelle canzoni alla radio, diciamocelo, il passo è breve!

E voi? La ascoltate la radio? Vi piacciono i programmi impegnati o ascoltate, come me, Radio Bruno, che è piena zeppa di musica commerciale?

Nella foto: la mia mitica radio rossa immersa nel caos della cucina!

4 pensieri riguardo “Il giorno in cui ho spento la TV e ho acceso la radio

  1. Ecco una delle eredità che ti ho lasciato, l'amore per la musica meglio se trasmessa dalla radio. Ti ricordi Finardi? “Amo la radio perché arriva dalla gente…”. In macchina da me la radio è sempre accesa sintonizzata su Radio Capital, non potrei farne a meno, è una fonte inesauribile di stimoli come osservare un meraviglioso panorama sulla terrazza di un rifugio alpino.
    Complimenti per il tuo blog e per la tua invidiabile capacità di esprimere i tuoi pensieri così bene.
    Papà

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  2. Oltre a Finardi, io ricordo Ligabue “Certe notti la radio che passa negli Neil Young sembra avere capito di chi sei”. Però hai ragione, la mia infanzia e la mia adolescenza sono state piene di musica, la vostra musica, poi la mia musica. Di musica e di favole, ascoltate a ripetizione con il mio (mitico) registratore portatile.
    Per la radio, da brava donna disimpegnata ascolto Radio Bruno, solo musica, poche parole, tante stupidaggini. Ma cosa vuoi? Posso sempre dare la colpa alla mia generazione! 😉

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