Facebook: il database più potente al mondo

Vi siete mai soffermati a pensare a quanto sia potente il database nelle mani di Mark Zuckerberg? Grazie a Facebook, infatti, Mark raccoglie talmente tante informazioni su di noi che, a volte, mi viene la tentazione di cancellare il mio profilo!

Poi mi rendo conto che mi serve per lavoro e che, invece di cancellarsi, forse è meglio imparare a utilizzare Facebook in modo più responsabile e attento.Questa riflessione è nata leggendo queste tre domande apparse su Facebook:

Ora che avete letto queste domande, immaginate questa scena.

Siete seduti in un bar, tanta gente attorno a voi. Entrano, ordinano qualcosa da bere o da mangiare, scambiano due parole con la barista, questa è una barista simpatica, di quelle che ti fanno tornare la voglia di entrare nel bar.

Ad ogni modo, tutte le volte che si apre la porta voi alzate gli occhi, il cuore accelera i battiti e, ogni volta, rimanete delusi perché la persona che entra non è entrata per voi. E allora riprendete a guardarvi le mani, il bicchiere posato davanti a voi, mezzo vuoto.

È un po’ che aspettate, siete arrivati prima per l’emozione, l’ansia, la voglia di conoscere finalmente questo famoso amico di una vostra amica, lei ha detto “è perfetto per te, devi assolutamente uscirci”.

E ora siete qui, in attesa, non vi siete mai visti, mai conosciuti, mai parlati, neanche un sms.

Poi arriva, bel ragazzo, viene verso di voi, vi fa un gran sorriso, si presenta, si scusa del ritardo, ordina un caffé, si siede e vi dice: “Quali esperienze ti riempiono di orgoglio?”

Ecco. Io ogni volta che accedo a Facebook e vedo comparire, nel mio profilo privato, una di queste domande mi sento così. Come se un estraneo si volesse fare i fatti miei.

Perché, ce la possiamo raccontare come ci pare, ma Facebook è questo: un estraneo che si impiccia nei fatti nostri.

Chissà cosa deve aver provato Zuckerberg, il giorno in cui ha capito che il suo Facebook non era più solo un software in grado di mettere in contatto le persone, ma era diventato il luogo dove riversare sogni, speranze, desideri, rancori.

Come minimo deve aver gridato “Tombola”.

Provate a pensarci. Su Google trovate una marea di informazioni, ma è come se fosse un’immane enciclopedia, di quelle che se le metti sulla libreria sfondano i ripiani.

Dentro Facebook ci trovate i sogni, le passioni, anche quelle spente, quelle a cui non pensate più da anni.

Basta un commento, un mi piace, un aggiornamento di stato, una foto, un video; basta poco e tutte quelle informazioni finiscono nel software inventato da Mark Zucherberg.

Da cosa me ne sono accorta? 

Qualche giorno fa, a un corso in ufficio sui Social Media, abbiamo studiato le Facebook Ads. In pratica chiunque dentro Facebook può creare un’inserzione pubblicitaria sponsorizzando un’attività, un prodotto, un corso, un’idea.

Le pubblicità che crei su Facebook possono essere altamente profilate, non solo sulla base dell’anagrafica delle persone, ma anche sulle loro passioni e interessi. Come è possibile una tale profilazione? 

È possibile perché Facebook sa:

1) Chi sei
Età, sesso, la città in cui vivi, il lavoro che fai, se sei madre o sorella o nonna. E fin qui, sono informazioni che possiede anche l’anagrafe del tuo Comune di residenza; e comunque puoi scegliere se divulgare queste informazioni oppure no.

2) Quali sono le tue preferenze, le tue passioni
Sa se sei gay o etero, se sei cattolico o protestante, sa se ti piace il catania calcio o l’inter, sa se ami la pasta o la carne o il pesce o la frutta.

Se ami la montagna oppure il mare, se ami viaggiare in macchina oppure sei un appassionato di bicicletta. Se sei un tipo tendenzialmente felice o se tendi al suicidio (secondo voi: perché ci sono le faccine??)

Conosce i tuoi ristoranti preferiti, ma anche i tuoi campeggi, i tuoi hotel preferiti, i tuoi gusti in fatto di musica. Sa se ti piace dipingere o fare l’uncinetto.

Sa che io mi interesso di Social Media Marketing. Sa che ho un interesse per lo sport (è lavoro, ma per lui un interesse vale l’altro). Sa che amo la montagna. Sa che sono in età da marito e da figli.

E, infatti, nella mia home trovo post sponsorizzati che trattano di questi temi, non di altri.

La cosa che più mi disturba è che questo discorso non vale anche per gli altri Social.

Anche gli altri Social Network raccolgono una quantità incredibile di dati su di noi. Però penso ci sia una differenza fondamentale.

Se sono un’azienda, su Facebook non posso iscrivermi come azienda (come su Twitter o su Pinterest), sono costretto ad avere un profilo personale, con il quale posso aprire una Fanpage aziendale.

Anche su Google+ funziona allo stesso modo, però come Pagina aziendale ho gli stessi identici privilegi di un profilo personale. Posso interagire con gli altri utenti da pari a pari, muovendomi liberamente e taggando chi voglio.

Quindi, potenzialmente, posso anche dimenticarmi di avere un profilo personale e dedicarmi solo alla Pagina aziendale.

Su Facebook non funziona così. Le Fanpage hanno moltissimi limiti. Non possono taggare gli utenti, non possono scrivere sulla loro bacheca, non possono partecipare ai gruppi.

Le Fanpage, se vogliono visibilità, hanno due soli modi:
1) pagare Facebook e fare pubblicità, così da raggiungere uno specifico target di riferimento in tempi brevi,
2) sfruttare i profili personali delle persone che lavorano nell’azienda per stringere amicizia con chi lavora nel settore, così da creare una rete di contatti e portarla, vi assicuro con una grande fatica, sulla Fanpage.

Il risultato è che su Google+ puoi essere semplicemente un’azienda, mentre su Facebook devi essere una persona.

Con questo semplice escamotage, Facebook riesce ad acquisire moltissime informazioni sugli utenti, riuscendo a profilarli come neanche Google riesce a fare e diventando sempre più appetibile per investitori e aziende. (Oltre che un competitor difficile da scavalcare)

Insomma, il Grande Fratello di George Orwell ha incontrato il marketing.

E ora tocca a voi! 

Come la pensate? Credete che io stia esagerando o siete d’accordo con me? Parliamo insieme!

2 pensieri riguardo “Facebook: il database più potente al mondo

  1. Ah ah bello il paragone che apre il post! In effetti concordo con te, se ti metti un attimo a pensare a quanti dati raccoglie Big F su di noi e oltre a ciò devi anche pagare per avere una visibilità apprezzabile… bé, diciamo solo che Zucky l'ha pensata proprio bene! ^_^

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  2. Non so se l'abbia pensata poi così bene, quando si tira troppo la corda, finisce poi per spezzarsi. Sono tanti oggi i Social Network cui ci si può rivolgere per avere visibilità, per cui non so quanto sia saggio testare così tanto la pazienza e la fedeltà dei propri utenti… non dovrebbe dimenticare che si fa molto presto a perdere il proprio primato e a finire nel dimenticatoio. 😉

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