Ho imparato la lezione: mai condividere senza prima leggere!

Ore 17:30, ufficio, ricevo la newsletter di un sito web dedicato al risparmio energetico che seguo da diverso tempo.

Ne ricevo tantissime, di newsletter, perché gestendo un sito web che parla di impiantistica sportiva, di piscine, di benessere, di attrezzature, prodotti, aziende… insomma, devo tenermi informata su molteplici aspetti e molteplici settori.

Comunque, tra le notizie di questa newsletter, una in particolare colpisce il mio sguardo, clicco, leggo il titolo, il sottotitolo e subito penso a una mia collega, Sabrina, la nostra grafica appassionata di Pinterest, ve la ricordate? 

Bene, in quel momento suona il telefono, è un’altra mia collega, poi mi arriva un’altra email a cui devo rispondere subito; insomma, per farvela breve, arrivano le 18, devo spegnere tutto, prendere borsa, telefono, tablet, coprispalle e andarmene.

Proprio mentre sto per spegnere il PC, mi accorgo che nel mio browser c’è ancora la notizia per Sabrina e così, senza riflettere troppo, la condivido sul mio profilo Facebook, taggandola.

È una cosa che evito accuratamente di fare, condividere una notizia senza prima leggerla dall’inizio alla fine. Di solito la condivido su Facebook selezionando “solo io” nelle impostazioni della privacy, in modo da essere l’unica a vedere quel post sul mio profilo.

In questa maniera sono libera di leggere, quando ho tempo e voglia, la notizia o l’articolo che mi ha incuriosito e condividerlo solo se ne vale la pena.

E non è detto poi che io la condivida su Facebook. A volte ne ho tratto un post per il mio blog, a volte uno storify, a volte ho usato Twitter o Pinterest o Google+, perché non è detto che Facebook sia sempre la piattaforma più adatta per condividere qualsiasi tipo di contenuto.

E non è detto nemmeno che legga e condivida subito. Anzi, di solito scelgo di programmare le mie condivisioni, perché ogni social ha un orario migliore in cui pubblicare per poter ottenere massima visibilità.

E quindi? Perché l’ho condivisa subito e senza leggerla? 

È una domanda più importante di quanto pensiate. Se evito sempre di condividere un articolo, un post, una notizia senza averli letti, perché questa volta l’ho fatto?

1) Facebook era il modo più diretto per raggiungere la mia collega. 
Erano le 18, sapevo che Sabrina sarebbe salita sul treno, avrebbe acceso Facebook ancora prima di sedersi e mi piaceva l’idea che, trovando il mio post, avrebbe letto una notizia che ero certa avrebbe trovato interessante.

2)  Avevo una fiducia cieca nella professionalità della fonte
Sono abbonata a quella newsletter ormai da tre anni. La leggo sempre con molto interesse, anche se le energie rinnovabili sono, nell’economia del nostro sito web, un settore abbastanza marginale.

Ho sempre trovato notizie ben scritte, approfondite, con collegamento alle fonti dove poter trovare maggiori informazioni, quindi ero certa, pur non avendolo letto, che quell’articolo sarebbe stato di valore.

Come è andata a finire? 

Un mio amico, Nicola, ha visto il mio post su Facebook, ha letto l’articolo e ha lasciato un commento contro la superficialità con cui era stato scritto, sentenziando che “si può fare giornalismo molto meglio di così”.

E, purtroppo, leggendo l’articolo (questa volta tutto, non solo il titolo!), mi sono resa conto che aveva perfettamente ragione.

Che cosa ho imparato? 

1) Mai condividere senza leggere!
Eh già, torno alle mie buone e sane abitudini. Anche perché ho notato che sono sempre di più i siti e i blog che fanno titoli per attirare i lettori, peccato poi che non sempre il contenuto si riveli all’altezza i quanto promesso.

2) Mai tradire il contenuto!
Perché? Perché il contenuto è la base di tuto! Sì, questo l’avevo già scritto in La peggior nemica di un blogger? La fretta. Proprio come in cucina (ti sei perso questo post? Non preoccuparti! Puoi ancora leggerlo!), però ripeterlo aiuta, come i mantra nello yoga.

Quindi, se hai un sito web, o un blog, non farti prendere dall’ansia di doverlo riempire a tutti i costi e nel minor tempo possibile. Le notizie ha senso darle se sono utili, se creano valore.

Le parole d’ordine? Programmazione, approfondimento, fonti autorevoli. Se non ci sono questi tre elementi, meglio non pubblicare.

3) Mai tradire il lettore!
Come ho sottolineato in L’ho imparato dai bar sotto l’ufficio: nel web la qualità non basta, non è sufficiente che gli utenti ti trovino.

I titoli ben scritti, l’uso delle parole chiave, l’attività di SEO, il fatto di pubblicare spesso e in maniera regolare aiutano certo a far arrivare utenti al tuo sito, però bisogna poi riuscire a fidelizzarli.

E di certo tradire il lettore con contenuti vuoti, pubblicati solo per riempire lo spazio, o peggio falsi, inventati di sana pianta solo per aumentare le visite al tuo sito, non ti porta in questa direzione.

E… adesso tocca a te!

A te è capitato di condividere contenuti senza leggere? Ti sei mai sentito preso in giro da titoli che promettevano più di quello che poi davano?

2 pensieri riguardo “Ho imparato la lezione: mai condividere senza prima leggere!

  1. Sì!! Mi è capitato di condividere post di Jon Morrow perchè di solito ciò che leggo è sinonimo di qualità, e solo perchè il titolo era irresistibile. L'ho condiviso su Twitter poi ho pensato “lo leggo dopo!”. Effettivamente valeva la pena condividerlo, ma l'esperienza in sè mi ha fatta riflettere sulla bravura di Jon Morrow di inventare titoli eclatanti, e di essersi fatto un nome (brand) che ispira fiducia, qualunque cosa pubblichi.

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  2. Ciao Eli, grazie per il tuo commento! Crearsi la fiducia degli utenti è un lavoro lungo e faticoso, per questo penso che sia da pazzi rischiare di perderla pubblicando notizie non all'altezza della reputazione che ci si è creati. Bisogna stare veramente attenti, perché nel web è molto più facile perdere un utente che trovarlo! 😉

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