Un’idea per contrastare le bufale pubblicate nel web

Da due anni a questa parte sono diventata particolarmente intollerante nei confronti delle cosiddette “bufale” che circolano per il web.

Per quale motivo? Da quattro anni mi occupo di un sito web dedicato agli impianti sportivi in Italia.

Non scriviamo di calciatori e veline, o di calcio scommesse, ci occupiamo di gestione di strutture sportive, di stadi, di piscine pubbliche; insomma ci rivolgiamo a una nicchia ben specifica, con problemi ben specifici.

Per raggiungere quella nicchia, e posizionarsi come sito utile e di valore, mi sono dannata l’anima. Ho lavorato tantissimo sui contenuti, facendo interviste, creando partership con altri siti web e blog di settori affini, partecipando a fiere, corsi e convegni in giro per l’Italia, sono abbonata a così tante newsletter e allert di Google che ormai ho perso il conto.

Negli ultimi due anni ho anche creato pagine dedicate al sito su Facebook, su Twitter, su GooglePlus, allargando le partnership e le collaborazioni.

Il risultato è che, dal 2010 ad oggi, siamo passati da 6000 a 20000 visite al mese. Un grande risultato, certo, frutto di un lavoro che non ha mai fine.

Perché adesso che arriva agosto, la nostra azienda chiude, ma il sito web e i Social Network no, per cui ho dovuto predisporre aggiornamenti minimi lungo tutto il mese e dovrò continuare a tenere tutto monitorato anche se sarò in vacanza.

Non fraintendetemi, amo il mio lavoro e lo faccio con passione, però capirete bene quanto mi facciano sentire… mediamente stanca… quelli che attirano persone sul proprio sito web con l’inganno, registrando magari migliaia di visite al mese grazie a bufale ben costruite.

Stesso discorso vale per i Social Network. Dovreste vedere quanti commenti, like e condivisioni può ottenere una notizia falsa su Facebook; basta inventarsi qualcosa che crei un po’ di scalpore.

Il risultato? Le loro pagine hanno il quadruplo di visibilità di quelle gestite, con costanza e onestà, da noi poveri comuni mortali. E, per quanto mi riguarda, lo trovo inaccettabile.

Quindi? Cosa fare?  

Un  milione di anni fa circa ero abbonata alla rivista Focus.

Ricordo che, nella parte finale della rivista, c’erano sempre delle pagine dedicate alle domande dei lettori. Immancabilmente c’era sempre il lettore che chiedeva se la tal storia che aveva ricevuto per email o che aveva sentito dall’amica tal dei tali poteva essere vera o una “leggenda metropolitana”.

La cosa interessante era che la redazione di Focus non solo smantellava la notizia e dimostrava come essa fosse, al di là di ogni dubbio, una leggenda metropolitana, ma insegnava anche ai lettori come riconoscerle.

Ecco. Secondo me è questa la strada da intraprendere. Dovremmo insegnare ai lettori a distinguere le bufale dalle notizie reali, quelle che per intenderci fanno informazione.

Questo perché non possiamo impedire che le bufale vengano pubblicate, però è giusto mettere le persone nelle condizioni di riconoscerle e decidere, liberamente, se condividerle oppure no, se cliccare mi piace oppure no.

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2 pensieri riguardo “Un’idea per contrastare le bufale pubblicate nel web

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