3 consigli di web e di lavoro dalle vacanze che ho trascorso nei b&b

Sono ormai diversi anni che io e Andrea trascorriamo le nostre vacanze (brevi o lunghe che siano) nei bed & breakfast.

Le prime volte era soprattutto un fatto di comodità: niente orari, niente imposizioni, nessun tipo di obbligo. Facevamo delle colazioni belle abbondanti e poi via, in giro tutto il giorno, a visitare città, borghi, mostre, boschi, spiagge e chi ne ha più ne metta.

Adesso come adesso, li scegliamo non solo per comodità, ma perché la formula del b&b ci piace veramente tanto.

Primo motivo tra i tanti è che, di fatto, siamo ospiti in casa dalle persone stesse che li gestiscono.

Entrare in casa loro è come entrare per un attimo nelle loro vite, farne parte anche se solo per pochi giorni, per una notte o per una settimana.

Non fraintendete, non è che dormiamo in camera con loro o condividiamo i loro spazi di vita; di solito gli ambienti dell’abitazione e del b&b sono ben distinti, anche con entrate separate, però l’effetto finale è un “senso di casa”.

Senza contare che, anche perché è di fatto casa loro, sono sempre strutture molte curate, molto pulite e rifinite; spesso poi sono case indipendenti, con il giardino e le terrazze dove fare colazione.

Ogni volta si è instaurato un bellissimo rapporto con i padroni di casa; ci consigliano sui posti da visitare, sui ristoranti dove mangiare, sulle aziende agrigole dove comprare i prodotti tipici, il vino, l’olio ecc.

Ci ascoltano parlare delle nostre vite e loro ci raccontano le loro, di vite. I figli, i nipoti, i posti dove sono stati, le loro passioni, le avventure (e le disavventure) capitate loro.

Ricordo alla Pensione Biscotti, in Puglia, il figlio della padrona di casa ci raccontò che, molti anni addietro, un incendio aveva distrutto tutto il bosco e il paese attorno. Fu un disastro.

Casa loro si salvò miracolosamente, perché era in cima a una collina e il fuoco non era riuscito ad arrivare fin lassù. “Però che spavento vedere le fiamme che divoravano tutto attorno a noi”.

La vista dalla Pensione Biscotti, a Peschici, Puglia

Al b&b da Mariangela, dove dormivamo ad Avio, proprio sotto al Monte Baldo, i padroni di casa c’hanno raccontato dei loro viaggi in Africa per aiutare a costruire case e ospedali per i bambini, e di quella volta in cui lui è rimasto bloccato al confine tra un paese e l’altro, perché era scoppiata una sommossa civile, e lei era lontana, ad aspettarlo, senza poter avere contatti, per giorni interi.

La vista dal b&b da Mariangela, ad Avio, Trento

In Umbria, quest’anno, i padroni del b&b La Terrazza Fio…Rita c’hanno raccontato la storia della loro casa, costruita dentro le mura di un antico castello medioevale, che Rita ha ereditato e ristrutturato con amore per trasformarlo in un b&b. Ha mollato lavoro fisso e sicurezza economica, Rita, per dedicarsi alla nuova attività. Di questi tempi è da ammirare.

Una piccola porzione della magnifica vista (e della fantastica colazione!) al b&b La Terrazza Fio…Rita, a Ripa, in Umbria

Forse siamo stati fortunati, forse sono io particolarmente brava a scegliere i posti dove dormire, però soggiornare in queste strutture mi ha insegnato alcune piccole cose, che oggi voglio condividere con voi.

1) Sei un’azienda? Allora hai anche una storia. Anzi milioni di storie!

Rimango dell’idea che, nel web, presentarsi come “azienda leader nel settore…” oppure avere intere pagine dedicate alle “caratteristiche innovative” dei propri prodotti serva fino a un certo punto.

Va benissimo avere un’area del sito dedicata al catalogo (meglio ancora se i prodotti possono essere direttamente acquistabili online, anche da mobile), ma non basta ad attirare nuovi clienti.

La vostra azienda è una storia, le persone che l’hanno fondata sono una storia, i prodotti che avete brevettato sono storie, persino le persone che hanno inventato quei prodotti sono storie.

Raccontate tutto questo, non abbiate paura: raccontatevi al mondo, fate vedere che dietro le foto dei prodotti, quelle asettiche con la solita descrizione tecnica, ci sono persone e storie vere. 

Le storie coinvolgono popoli interi da millenni e sono il valore più grande che voi possediate.

2) Anche se l’attività non è tua, sarà ben meglio che funzioni, o no?
Senza clienti qualsiasi attività è destinata a morire. E direi che su questo punto siamo tutti daccordo. Nei b&b dove ho soggiornato mi sono sentita coccolata, viziata, indirizzata.

Ora, che tu sia o non sia il proprietario dell’attività che gestisci, oppure un dipendente, un commesso, un venditore con partita IVA, uno stagista mal pagato senza contributi non cambia poi molto.

Se l’attività per cui lavori funziona, tutti hanno da guadagnarci (chi più chi meno, certo, ma questa è un’altra storia).

Ecco perché mi stupisco sempre quando entro in un negozio, o in un ristorante o in un hotel o anche in un supermercato, e vengo trattata male.

Commessi scontrosi, proprietari burberi che non ti guardano neanche negli occhi, camerieri che fanno fatica ad augurarti un “buon appetito”.

Quello che penso è: se non ti piace il lavoro che svolgi, se il tuo capo ti maltratta, se il cliente prima di me ti ha urlato addosso, se io sono la milionesima persona che vedi oggi, beh, io non ne ho comunque colpa.

Quindi, qualunque posto di lavoro voi stiate occupando, coccolate e viziate i clienti; sono l’unico motivo per cui voi, un lavoro, ancora potete dire di averlo.

3) Ripartiamo da qui: senza clienti… 
… la tua attività smette di esistere. Bene, oggi il modo migliore per avvicinare nuovi potenziali clienti è certamente tramite il web e i Social Network.

Questo perché non credo esista persona che non si serva del web per cercare un prodotto o informazioni su una struttura o su una persona.

Per questo ti dico: prendi esempio da questi b&b, cura il tuo sito web, il tuo eventale blog e i Social Network come curi la tua azienda e come curi casa tua.

Rita, durante la nostra vacanza in Umbria, mi ha detto: “noi abbiamo curato le stanze del b&b nei dettagli perché è casa nostra. Solo perché le affitto non vuol dire nulla. Questa è tutta casa nostra“.

Già, è casa loro. Lo sarà sempre. Anche l’azienda è, in un certo modo, casa tua (soprattutto se sei tu il padrone!). Come lo è lo studio dove ricevi i clienti, la scrivania dove lavori al computer, il blog che segui per un’azienda o per te stesso, il sito web che crei per conto terzi o per far conoscere la tua attività.

Io dico: metti qualcosa di te stesso in qualsiasi cosa tu faccia. Mettici cura e, se puoi, anche un po’ d’amore.

Non importa quello che mi dicono gli altri, continuo a credere nell’impegno, e nella costanza, continuo a metterci passione e amore e a dare un valore a tutto quello che creo.

La mia speranza è che le persone, approdando sul mio blog o sul sito web che seguo per lavoro, sentano la cura che metto nei particolari, l’importanza che dò a ogni stanza, a ogni soprammobile, a ogni quadro; affiché loro si sentano quasi a casa.

E ora tocca a te!

Tu che cosa ne pensi? Anche a te piacciono i b&b? Ci metti passione nel tuo lavoro o l’hai ormai persa per strada?

4 pensieri riguardo “3 consigli di web e di lavoro dalle vacanze che ho trascorso nei b&b

  1. Anche noi come voi, frequentiamo i b&b per le nostre vacanze e abbiamo, generalmente, trovato belle persone e belle sistemazioni. È vero ciò che dici, il rapporto è certamente diverso dalle altre sistemazioni. Ricordo con piacere un soggiorno in Sicilia dove il proprietario del b&b addirittura si presto' a farci da guida in alcuni luoghi. Li apprendemmo cose che nessun libro ci avrebbe spiegato. In quanto alla passione per il lavoro, direi che è fondamentale per più di un motivo, non ultimo alzarsi ogni mattina senza “il mal di pancia da lavoro”. Passione che dobbiamo avere per ogni occupazione, come fosse un hobby.

    "Mi piace"

  2. condivido completamente la parte riguardante il “dovere” e “la convenienza” a trattare al meglio i clienti della propria azienda anche se si è solo dei dipendenti. Se l'azienda va bene,anche i dipendenti ne traggono un vantaggio, non ultimo la possibilità di conservare il lavoro ma se l'azienda va male, sicuramente gli stessi non hanno nulla da guadagnare.

    "Mi piace"

  3. Ciao Claudia, che bello ritrovarti sul mio blog! Hai pienamente ragione, bisognerebbe saper prendere il lavoro come se fosse un hobby, con la stessa passione… anche quando capi e colleghi si impegnano a rovinati le giornate! 🙂

    "Mi piace"

  4. Grazie Lena del tuo commento, non tutti capiscono che l'etica del lavoro fatto bene prescinde da come l'azienda viene gestita e da chi viene gestita. Non dico che il cliente abbia sempre ragione, però dovrebbe essere sempre messo al primo posto, altrimenti a cosa serve avere prodotti da vendere se trattiamo male chi li compra?

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...