E se non fosse tutta colpa della tecnologia moderna?

Ieri mattina, nell’uscire di casa al solito orario, ho incrociato per caso una ragazza che ho scoperto essere la mia nuova vicina, una vicina del tutto particolare che mi ha fatto pensare che forse, se tendiamo a isolarci, non è colpa della tecnologia…

Vedo che chiude la porta, si volta verso di me e dice “Ciao! Io sono Eva, tu come ti chiami?”. Vi giuro, sono rimasta spiazzata. Ho persino impiegato qualche attimo a ricordarmi che io, io mi chiamo Alice.

Ad ogni modo, scendendo le scale mi ha raccontato che si sono trasferiti da settembre, che si trovano tanto bene nel palazzo, che c’è così silenzio, neanche sembra di vivere in centro città, e che sì, il fatto di non avere l’ascensore un po’ le ha pesato all’inizio, ma ormai neanche se ne accorge delle scale.

Insomma, un fiume di parole neanche mi conoscesse da sempre. Poi, arrivate davanti al portone del palazzo, mentre mi diceva che da settembre ad oggi ormai ha conosciuto tutti i vicini, mi ha guardata e mi ha detto “E tu? Da quanto vivi qui?”

E io mi sono resa conto che vivo in questo palazzo da quasi otto mesi e niente, non conosco nessuno. Di gente ne ho incontrata sù e giù per le scale, ma mai che mi sia venuto in mente di presentarmi o di scambiare due parole.

Sì, certo, saluto tutti, ma non conosco nessuno. Non credo sarei in grado di riconoscere i miei vicini se li incontrassi sull’autobus o al supermercato o in posta o in qualsiasi altro luogo che non siano le scale del palazzo.

È stato qui che ho capito. Ho capito che i Social Network non c’entrano nulla, dipende solo da noi essere socievoli con gli altri, parlare con gli altri, e sorridere e informarci e presentarci.

Se questi mezzi ci allontanano è perché siamo noi a voler stare lontani, perché quando vogliamo avvicinarci agli altri non c’è web o social network o telefonino che possa tenerci distanti.

Questa ragazza mi ha fatto ricordare anche una scenetta alla quale ho assistito qualche mese fa, mentre tornavo a casa dal lavoro.

Lei molto carina, capelli lunghi, tuta da jogging aderente. Portava a spasso un cagnolino di media taglia, pieno di pelo (le razze, perdono, non le conosco) e camminava con gli occhi bassi, fissi al cellulare.

Dall’altra parte del portico veniva un ragazzo, più o meno della stessa età, rideva al telefono parlando con qualcuno. Anche lui aveva un cane, di quelli piccolini con le orecchie a punta.

Si sono ritrovati fermi, tutti e due, davanti al portone del mio palazzo, lui parlava al telefono, lei continuava a messaggiare, i loro cani si annusavano finché si sono ritrovati aggrovigliati nelle corde dei guinzagli, i cani e i padroni. Vi giuro una scena da Lilly e il Vagabondo.

A forza di piroette e giravolte, sono riusciti a districarsi e ad allontanarsi, ognuno nella propria direzione e portandosi via il proprio cane.

Tutto questo senza mai smettere di stare dietro al proprio telefono e senza quasi guardarsi in viso l’un l’altro.

Ora, forse erano entrambi felicemente fidanzati, o sposati, oppure uscivano da una brutta avventura sentimentale e non volevano proprio saperne di fare nuove conoscenze.

Però, però mi è sembrato tutto così asettico. Voglio dire, nemmeno un sorriso, nemmeno uno scambio di sguardi, nulla.

Sul momento ho dato la colpa alla tecnologia moderna, a questi smartphone del cavolo che ci isolano dagli altri. Però ora non lo so più.

E se non fosse tutta colpa della tecnologia? Se le ragioni per cui evitiamo di comunicare con gli “altri”, con gli “estranei”, fossero altre? Se la tecnologia fosse solo un’alibi dietro al quale ci nascondiamo?

Io possiedo telefono e tablet, ma senza connessione internet, per cui quando sono fuori di casa non ho modo di navigare in rete, raramente mando sms o telefono camminando; eppure non mi è mai venuto in mente di presentarmi ai miei vicini di casa.

Perché? Perché siamo diventati così poco socievoli con le persone che non conosciamo? 

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8 pensieri riguardo “E se non fosse tutta colpa della tecnologia moderna?

  1. Come sempre hai colto nel segno…quante persone ho incontrato grazie al web,ma proprio fisicamente dico!
    Non si deve demonizzare la tecnologia ma usarla nel modo giusto!
    Grazie ad internet,ai blog ho ritrovato un'amica ai tempi del liceo e ieri ci siamo ritagliati un pomeriggio per noi…bellissimo!
    Grazie
    Lorenza

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  2. Ciao Alice, ho fatto anch'io questa riflessione. Io sono più simile alla tua vicina, ma mi accorgo che a malapena i miei condomini mi rivolgono la parola. La risposta che mi sono data è che si ha paura dell'altro, di essere coinvolti.
    Basta solo dare il LA
    P.S. Mi fa piacere leggere il tuo blog, sempre spunto di riflessioni

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  3. Poi va a dire che non ti leggo eh?! 😉 Credo che il nostro isolamento non sia colpa della moderna tecnologia, essa implementa solamente una condizione in cui siamo invischiati. Io non mi ritengo una persona socievole nè tantomeno espansivo (tant'è che sto iniziando un training dell'assertività da uno psicologo per vincere questi miei blocchi)….e mi rendo conto che non è lo smartphone che mi isola dagli altri, ma sono io che uso lo smartphone per non cercare il contatto. Credo che chi è aperto e “chiacchierone” (come la mia morosa) attacchi bottone anche se in mano ha l'ultimo ritrovato della tecnologia, chi invece tende a isolarsi potrebbe avere in mano anche solo un cubo di Rubik e di fronte a se Megan Fox che non cambierebbe nulla, rimarrebbe nel suo triste isolamento……Beh magari con Megan Fox una mossa se la da!!!!!!!! 😉
    Semola

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  4. Lorenza, ciao. Non sai quanto la tua storia sia simile alla mia! Anche io ho ritrovato un'amica tramite Facebook ed è stato come ritrovare una parte di me. Mercoledì 15 ottobre, dalle 18 sarà online un post proprio su questa mia esperienza… e sono sicura che tu potrai capire anche meglio di tante persone che mi conoscono “dal vivo”. Un abbraccio e a presto.

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  5. Cara Camilla, hai assolutamente ragione! Come in tanti altri aspetti della vita bisogna solo fare il primo passo… e il resto viene di conseguenza! Comunque, a te piace leggere il mio Blog… e a me piace tantissimo leggere i commenti che ognuno di voi lascia sul mio Blog. Siete voi la mia perenne fonte di riflessione e ispirazione. Quindi… grazie! 😉

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  6. Semola… cosa dire? Trovare il tuo commento mi ha emozionato! Conosco bene la tua timidezza, la tua riservatezza, e sono felicissima tu abbia scritto qui quello che provi. 🙂 Sappi che aver condiviso queste “poche” righe ed esserti aperto è già un primo segnale che stai superando quelli che tu chiami blocchi. O meglio… che stai accettando questi blocchi come parte integrante di te e di quello che sei. Un abbraccio (per ora) online! Ali

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