Il potere della gentilezza nella vendita

Ieri, all’ora di pranzo, ero in fiera. Ero in fiera per lavoro, a fare pubbliche relazioni con le aziende e i professionisti del nostro settore, a prendere appunti ai convegni, a dare il cambio alla mia collega che stava allo stand.

Mi piacciono le fiere. Mi piace incontrare le persone che, fino a quel momento, erano solo indirizzi email, contatti di Facebook o di Twitter; mi piace anche conoscere persone nuove, raccontargli chi siamo e che cosa facciamo.

Mi piace quando afferrano la nostra rivista e dicono “Ah! Sì! La riceviamo sempre, è molto interessante. Mi sono iscritta anche alla newsletter”.
Insomma, ero in fiera. Ora di pranzo. Ovviamente mi sono ritrovata in fila, ad aspettare il mio turno alla cassa. È sempre così. I convegni finiscono tutti per le 13 e la gente si riversa tutta in fila nei vari bar della fiera. Un classico. Non è una vera fiera se non ci si ritrova in fila per la pausa pranzo.
Davanti a me, una lunga coda. Una sola persona che fa gli scontrini, scalda i panini e li serve. Penso: “Qui non mi passa più. Potrei tornare dopo”.
Poi, qualcosa mi ha fermata. Prima di tutto, quando sei in fiera la parola “dopo” te la devi dimenticare, perché se perdi il momento, poi ti ritrovi a un altro convegno, poi a parlare con un architetto, poi con un’azienda e finisce che salti il pranzo del tutto.
La seconda cosa che mi ha tenuto in fila è stata la donna alla cassa. Mi sono bloccata ad osservarla. Era talmente tranquilla, gentile, sorridente, come se non stesse servendo panini al bar di una fiera, come se non avesse davanti 40 persone che aspettavano solo lei.
Era sola a fare tutto, eppure non ha mai perso il sorriso, mai perso la pazienza, mai sbuffato; vi giuro non sembrava umana!
Quando è arrivato il mio turno, mi ha servito il panino con tanti di quei “mi dica signora”, “glielo scaldo un po’ signora?”, “desidera altro signora?” che, nel momento in cui mi ha allungato il panino oltre il bancone, l’ho guardata e ho detto: “Grazie. È stata veramente gentilissima”.
L’ho vista illuminarsi e raddrizzare le spalle, ha risposto “Grazie a lei” ed è tornata al suo lavoro, tutta sorridente e soddisfatta.
Dopo tanti anni di fiere – e di file per prendere i panini e di rispostacce scontrose da parte del personale del bar – questa donna mi ha veramente colpito e scaldato il cuore.
E mi ha fatto riflettere. Da quando scrivo questo blog noto sempre di più le persone che mettono impegno e passione nel loro lavoro e quelle che invece sembra che il dottore le abbia costrette a lavorare, quasi fosse una medicina cattiva da mandar giù a forza.
Da quando ho questo blog, ringrazio le persone gentili molto più di quanto non facessi prima. Le guardo e lo dico proprio “Grazie. È stata veramente gentile”.
E sapete una cosa? Le persone lo apprezzano. Apprezzano che venga riconosciuta la loro gentilezza, che venga riconosciuto che essere gentili non è così scontato, non è che venga proprio e sempre naturale.
Quindi, questa sera doppio “insegnamento”:
  1. Le persone comprano più volentieri se chi vende loro i prodotti è gentile. (A questo proposito, leggi anche 3 motivi per cui scelgo di comprare in un negozio)
  2. Ringraziate la gentilezza di chi vi vende un prodotto; non è che sia sempre facile essere sempre e comunque e imperturbabilmente gentili! 😉
E voi? 
Ringraziate chi vi tratta con gentilezza, oppure lo date per scontato?

2 pensieri riguardo “Il potere della gentilezza nella vendita

  1. Concordo in pieno, cara Faby! Trovo tristissimo questo continuo stupirsi della gentilezza altrui… Dovremmo semplicemente apprezzare chi sa essere gentile e cominciare a indignarci di fronte alla maleducazione. Ognuno di noi può fare qualcosa, non credi anche tu? 🙂

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