Se scrivere il blog non ti diverte più, prova a cambiare strategia!

Da quando ho letto il post di +Samuele Onelia “11 errori che portano un blog al fallimento” – non ho fatto altro che pensarci.

In pratica, secondo questo post io sto sbagliando quasi tutto. Secondo questo post, il mio blog è destinato al fallimento.

La realtà dei fatti è che continuano a crescere le visite, continuano a crescere i commenti, continuano a crescere le persone che mi seguono.

La realtà dei fatti è che conosco blogger (non di persona, li conosco online!) che, sempre secondo questo post, avrebbero dovuto fallire e invece hanno successo.

Quindi? Che cosa significa?

Io penso che, nel blog, ognuno debba trovare la propria strategia, senza forzarsi a fare cose che non si sente.

Ad esempio, Samuele sostiene che “Le persone che navigano per il web non aspettano di leggere i tuoi contenuti. Hanno già i loro punti di riferimento, i loro blogger di fiducia”.

Per questo, lui consiglia di chiedere ai blogger che hanno un maggiore seguito nel tuo settore di riferimento di poter pubblicare sui loro blog i tuoi post migliori, così da poter “sfruttare” il pubblico che il blogger si è costruito attorno.

Non che ci sia niente di male in questo, però rientra in una logica “assistenzialista” che sento poco mia.

Di sicuro è una strategia che funziona, ma almeno per il momento non mi sento di pubblicare i miei post sul blog di qualcun altro, mi piace scrivere sul mio, altrimenti perché l’avrei aperto?

Se proprio devo puntare in alto, mi piacerebbe essere una Super-Blogger tipo +Riccardo Esposito, che riesce a scrivere un post al giorno per il suo blog, pubblica articoli e post per siti web di altri, ha appena scritto un libro e tiene conferenze in giro per l’Italia sull’essere un blogger.

Quando penso a Riccardo, me lo immagino dormire (in piedi e vestito) due ore per notte! 😉

Tornando all’articolo di Samuele.

Altro consiglio che non mi sento di seguire è “Scegli un solo blog nel quale commentare e trova il modo di creare un botta e risposta con l’autore dell’articolo”.

Ecco, questo proprio non sono in grado di farlo. Seguo una marea di blog e, se commento un post, è perché l’argomento mi ha colpita e ho voglia di esprimere il mio parere.

Senza contare che un buon 70% delle volte, dai commenti che ho lasciato sui post di altri, sono poi nate nuove idee per il mio blog. Quindi, perché mai dovrei rinunciare?

Quando poi ho letto la frase “Vuoi che i tuoi contenuti siano letti, o preferisci ricevere commenti solo da tua madre?”.

Beh…

Perché la “madre” non è un utente come tutti gli altri? E il padre? Lo zio? Il cugino? Loro vanno bene? Che cosa distingue l’utente “giusto” dall’utente “sbagliato”?

Non fraintendetemi, ho capito perfettamente il senso delle parole di Samuele, ma dal mio punto di vista la madre non vale meno di un qualsiasi altro utente.

Anzi! Se il mio blog ora ha trovato un pubblico appassionato, se il mio blog ha trovato la sua “nicchia” è stato proprio per merito di mia madre.

<<Non mi credi? Leggi il post “Per portare avanti un blog ci vuole una grande fiducia” >>

Che cosa voglio dire con tutto questo? 

Io non penso esista una “ricetta segreta”, una lista magica tipo “fai così, così e così e vedrai che avrai successo”.

Credo piuttosto che ognuno debba sperimentare varie strategie e vedere quale funziona meglio, senza forzature.

Questo perché non esiste una strategia facile, che vi farà avere successo per miracolo quindi meglio scegliere quella che meglio si adatta al vostro settore e alle vostre attitudini.

E ricordate: non è detto che avere migliaia di seguaci sia sinonimo di successo. Tutto dipende da che cosa volete ottenere con il vostro blog.

E questo, solo voi potete saperlo.

In conclusione… 5 bellissimi consigli!

Chiudo questo post con i 5 consigli che +Blogghidee ha lasciato nei commenti al post di Samuele:

  1. divertitevi e vedrete che il vostro blog non fallirà
  2. siate resilienti, anche se avete un solo lettore e non riuscite ancora nei vostri intenti
  3. scrivete con allegria, senza farvi stessare!!!
  4. non abbandonate… subito, anche un seme ci mette tempo a germogliare (ve lo ricordate il mio post “I blog sono come le piante, crescono foglia dopo foglia”?)
  5. se mollate, vuol dire che non vi importava o vi stancate facilmente e va bé pronti per altri lidi.

Insomma… se non vi divertite voi per primi, a scrivere il vostro blog, perché dovrebbero divertirsi gli altri a leggervi e a commentare?

E voi? 

Come la pensate? State seguendo una strategia? Quale?

12 pensieri riguardo “Se scrivere il blog non ti diverte più, prova a cambiare strategia!

  1. Ho criticato, insieme ad altri, Samuele Onelia per quello che ha scritto in quel post, per il troppo risalto che ha dato all'allacciarsi a Blogger più famosi. Credo che abbia appositamente forzato la mano per colpire. Io però la penso esattamente come te.

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  2. La mia strategia è la stessa che seguo nella vita, cioè quella di non scendere a compromessi.
    Non importa se avrò pochi lettori, ma non posso mettermi a leggere l'ultimo libro alla moda (magari anche per stroncarlo) solo per avere più visite. Non potrei neanche obbligarmi a scrivere un post su un libro che non mi è piaciuto.
    Probabilmente non si tratta di una strategia giusta per aver successo, ma è quella che mi consente al meglio di non perdermi…

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  3. Ho aperto il mio blog in un momento difficile della mia vita per evadere dalla realtà.Non sapevo cosa volesse dire avere un blog né dove mi avrebbe portata. Sono sincera, ho avuto momenti di scoramento quando non avevo neppure un follower o nessun commento e per un periodo l'ho abbandonato. Poi sono tornata perché non è nel mio carattere rinunciare alle cose senza motivi validi e seri e così ora faccio post quando posso, senza stress e senza strategie, solo perché mi piace. Ho pochi followers, è vero, ma contano forse meno di quelli che seguono le superblogger?personalmente seguo blog ai quali mi sono affezionata pian piano xché traspare la veridicità della persona che sta dietro allo schermo e commento solo quando davvero rimango colpita da un post. Le strategie alla fine vengono allo scoperto e non ripagano quasi mai..quasi!le persone che sgomitano, che si vogliono mettere in mostra a tutti i costi e le invidiose non mi piacciono né nella vita di tutti i giorni né sul web.
    Ciao Sami

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  4. Cara Simonetta, hai ragione. La fase piu' bella è preparare il post, il momento in cui ti rendi conto di avere avuto una nuova idea e inizi a pianificare il prossimo post; è quasi come il momento prima di baciare qualcuno, quando ancora tutto è possibile e c'è solo l'emozione. Va beh, troppo romantica stasera! 😊

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  5. Cara Paola, anch'io sono della tua idea quando il Blog è il nostro Blog personale, ovvero che debba rispecchiare quello che siamo e quello che ci piace e ci appassiona. Non sempre vale però quando si parla di seguire, per lavoro, il sito web o il blog per un'azienda o per un cliente. In quel caso, il compromesso c'è per forza, anche se non vuol dire accettare tutto o “vendersi” l'anima o inventarsi storie false pur di avere traffico sul sito.
    Ma sto divagando, era solo per dire che la penso come te e che mi piace il tuo blog, abbiamo gusti molto simili in fatto di libri. 😉
    Torna a trovarmi presto, e io verrò presto a trovare te.

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  6. Cara Sami, sono felicissima che tu abbia scelto di pubblicare sul mio blog, soprattutto considerato quello che hai detto.
    Anch'io come te ho aperto il blog in un momento difficile. Ero in crisi con il mio lavoro, non vedevo via d'uscita e il blog è stata la mia salvezza.
    Ora è un luogo prezioso di riflessione, di sfogo, di condivisione, a volte persino di insegnamento; un luogo tramite il quale continuo a studiare e a imparare.
    Ho conosciuto e sto conoscendo persone incredibili, come voi, che condividete come me quello che siete e quello che vorreste essere.
    Sono felice che tu abbia ripreso in mano il tuo blog, mettici dentro te stessa e ci sarà sempre qualcuno pronto a leggerti e ad apprezzarti.
    Pochi o tanti che siano.
    Un abbraccio e a presto, spero.💖

    Ah, dimenticavo. Bellissima questa parola che hai usato: “autenticità”, bellissima. So già che salterà fuori in un mio prossimo post. Non ho dubbi.😊

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  7. Cara Monica, è vero, anch'io penso abbia voluto forzare la cosa per “far parlare”, per “far discutere” e in sostanza attirare molto l'attenzione. Penso anche che qualsiasi strategia, se portata all'estremo, diventi troppo calcolata, troppo studiata, troppo… finta.
    Io penso che ci voglia sempre una giusta misura, nella vita come nel blog. E che ci voglia pazienza, tanta pazienza, perchè i blog crescono come le piante, foglia dopo foglia. Tanto per non citare me stessa! HeHe!
    Comunque, torna a trovarmi presto, mi piace “chiacchierare” con te! 😉

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  8. Ciao Alice, ti ringrazio per il post di risposta e mi permetto di commentare visto che ci eravamo già “parlati” tra i commenti sul blog di Skande.

    Il mio post era pensato soprattutto per i blogger che vogliono creare una piattaforma per monetizzare in qualsiasi forma.
    Chi vede il blog come un hobby è libero di fare come preferisce, perché in quel caso non contano i risultati, ma la “soddisfazione personale” che si ricava dallo scrivere e pubblicare online.

    Non ho calcato la mano, ho scritto esattamente quello che ho fatto su ItalianIndie.com (non ho fatto tutto giusto dall'inizio, ma quando ho iniziato a concentrarmi sulle relazioni tutto ha iniziato a funzionare molto meglio).

    Come ti ho già detto nessuna volontà di convincere, è solo un appunto 😉

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  9. “Quando ho iniziato a concentrarmi sulle relazioni tutto ha iniziato a funzionare molto meglio”.

    Ecco Samuele, su questo siamo del tutto e assolutamente e pienamente d'accordo. Visto che un punto di contatto l'abbiamo trovato? Alla fine, non si è mai del tutto distanti…

    Comunque, scrivimi pure quando vuoi e vieni a “disturbarmi” sul blog… io verrò di certo sul tuo. (Ecco, lo sapevo, alla fine mi hai agganciata!) ;D

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