Pensieri tecnologici dopo una serata senza cellulare

Circa un mese fa, un venerdì sera in cui sono uscita con le mie amiche per festeggiare il mio compleanno, avevo dimenticato il cellulare in ufficio e mi sono sentita… persa! Come se mi mancasse un braccio!

Infatti, caso ha voluto che, quella sera, a cena con me e le mie amiche venisse anche una mia collega, che quindi mi ha riportato il cellulare, altrimenti mi sarei ritrovata senza fino a lunedì.
Quella sera ero senza macchina – serviva ad Andrea – quindi sono andata in autobus a casa della mia collega che vive relativamente vicina a me.

Il lato interessante di questa storia si è svolto alle 19:45, quando sono uscita di casa per andare a prendere l’autobus.

Arrivata alla fermata mi sono resa conto di non ricordare molto bene dove dovessi scendere e, soprattutto, il numero civico della mia amica.

Ero stata a casa sue poche volte e l’ultima risaliva a più di un anno fa, per cui i miei ricordi erano decisamente confusi.

Il primo istinto è stato cercare il cellulare nella borsa per chiamarla, seguito dall’istantaneo ricordo che il cellulare ce l’aveva proprio la mia collega.

Ecco. In quel preciso istante mi ha preso il panico, ho pensato: “E ora? Ora come faccio?”

Poi mi sono ricordata che è esistito un tempo in cui uscivo di casa senza cellulare, eppure riuscivo a non perdermi, riuscivo a trovarmi con gli amici comunque, anche senza chiamate, messaggini e whatsapp.

Così, ho guardato bene i nomi delle fermate – ma non è che mi ricordassero granché. Allora ho pensato ai punti di riferimento vicino a casa della mia amica, così da chiedere consiglio all’autista dell’autobus e farmi aiutare.

Quando sono scesa, nonostante fosse la fermata sbagliata (troppo presto), ho unito insieme quel poco che sapevo della zona, quello che ricordavo delle precedenti volte che sono stata a trovarla e un po’ di sano senso dell’orientamento e sono arrivata a individuare la serie di palazzi in cui si trova casa sua.

E lì è iniziata la parte divertente, perché mi sono messa a leggere tutti i campanelli, un portone dietro l’altro, sperando di avere fortuna.

Insomma, alla fine ce l’ho fatta. Forse ho impiegato qualche minuto in più che se l’avessi chiamata e le avessi chiesto nome della fermata e numero civico, però volete mettere la soddisfazione (e il sollievo!) quando ho trovato il suo nome sul campanello e ho suonato?

Cosa voglio dire con tutto questo? 

A volte penso che la tecnologia abbia un po’ impigrito certe nostre capacità. Certo è un grande aiuto, e in alcuni casi può anche salvare la vita, però avere sempre tutto a portata di click, senza alcuno sforzo mentale, sarà poi così positivo?

A volte forse dovremmo lasciare a casa tutto – cellulari, Smartphone, Tablet e compagnia bella – e provare a contare solo sulle nostre forze. Giusto per ricordare a noi stessi che cosa siamo in grado di fare.

E tu? 

La pensi come me? Oppure difendi a spada tratta l’utilizzo del cellulare sempre e comunque?

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2 pensieri riguardo “Pensieri tecnologici dopo una serata senza cellulare

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