Il motivo per cui gli adulti mettono al mondo bambini

La scorsa settimana ho portato, nella nuova casa che condivido con Andrea, un oggetto di grande importanza che appartiene alla mia infanzia (e all’infanzia di mio fratello): la casa dei Playmobil che mio nonno mi ha regalato da bambina.

Dovete sapere che, per mio nonno, non esisteva desiderio che fosse troppo grande o troppo difficile da esaudire. Sarebbe andato dall’altra parte della terra pur di trovare quello che io volevo.

Giusto per farvi capire che cosa intendo, c’è una storia, che mia mamma racconta da anni e che riguarda la Saltarella.

La Saltarella era una bambola che, nella pubblicità in televisione, faceva dei salti altissimi, tanto alti che sembrava volasse.

Mio nonno, a detta mia madre, girò mezza Bologna per trovare sta benedetta bambola che saltava e quando me la portò, io la estrassi dalla scatola, tutta felice, la misi per terra, le poggiai una mano sulla testa (come avevo visto nella pubblicità) e lei fece un microscopico saltello per poi cadere a terra.

Ci rimasi malissimo e iniziai a strepitare che non era la bambola che volevo, che era quella sbagliata, che non era quella la Saltarella che volevo io!

Pensate quanto sarà rimasto deluso mio nonno, poveretto.

Ad ogni modo, la casa dei Playmobil a suo tempo costava una fortuna (e poi che mia mamma lo convinse a prendermi quella a due piani perché, fosse stato per lui, m’avrebbe comprato quella ancora più grande!)

Era, ed è, il giocattolo più bello che io abbia mai posseduto e oggi fa bella mostra di sé dentro l’unica vetrina che possiedo in questa casa, insieme ad alcune bambole di stoffa e di porcellana (accurata selezione di una collezione troppo vasta per poter pensare di esporla tutta senza rischiare un litigio apocalittico con Andrea).

Mentre estraevo quella casa dalla scatola, mi è tornato in mente il giorno in cui l’abbiamo montata per la prima volta. C’era, a casa nostra, un’amica di mia madre – Antonella pure lei – che si è messa a montarla con me con quella pazienza certosina che l’ha sempre contraddistinta.

Non vi dico cosa fu montare tutti i pezzi di questa casa. Il tetto che non stava insieme, i piccoli fiori da assemblare uno per uno, le finestre, ognuna composta da almeno 6 pezzi a incastro.

E poi la carta da parati da incollare su tutte le pareti! Insomma, fu un lavoro allucinante e… bellissimo.

L’ho rivissuto in parte smontando parte della casa per lavarla per bene prima di metterla via. Mia mamma l’aveva spolverata, ma non si può avere idea di quanta polvere sia venuta fuori smontando le balaustre, le finestre, le fioriere, le scale, i comignoli del tetto! 🙂

Smontando, lavando e rimontando, mi sono resa conto del motivo per cui gli adulti, a un certo punto, scelgono di avere figli.

Non è (solo) un istinto di procreazione, di mandare avanti la specie, di avere qualcuno che porti nel mondo il nostro DNA… la verità è che ci mancano i giochi!

Ci manca giocare con i Lego, con le bambole, con i trenini e le macchinine; ci manca il “facciamo finta che tu eri”… ci manca lo scambio delle figurine.

Forse è per questo che, quando li vediamo crescere e abbandonare in cantina i giocattoli, ci si stringe il cuore, perché insieme alla loro d’infanzia, mettiamo via anche la nostra… almeno finché non diventiamo nonni.

6 pensieri riguardo “Il motivo per cui gli adulti mettono al mondo bambini

  1. Carissima Alice, concordo pienamente con te! Quando si diventa genitori si torna un po bambini e si rivivono emozioni d'infanzia indimenticabili. Non ti dico quanto è bello giocare con le mie bimbe con i miei giochi vintage e che emozioni provo quando le scopro a disegnare proprio con le matite del mio astuccio d'infanzia! Un caro saluto. Cecilia.

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  2. Hai scoperto il mio segreto ,fra voi figli e tutti i bambini che ho cresciuto e continuo a crescere, giocare con loro è ilmio divertimento !!!Per quanto riguarda la Saltarella tuo nonno fece tutti i negozi di Bologna e dintorni alla fine la trovò in un negozio in via S Vitale,dove divenne il cliente più importante ,visto la quantità di giochi che ti regalava .Un bacio

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  3. Veramente il dramma è che trovare genitori adulti è molto difficile e che circolano generalmente bamboccioni vecchi che giocano con le bambole o con le macchinine che ma che a fare gli adulti fanno fatica fatica fatica. e non è affatto un bene. Non ho mai creduto alla frutta fuori stagione

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  4. Lucio! Che bello trovarti sul mio blog! E sai cosa ti dico? Hai ragione, sono tanti i “bamboccioni” che non crescono neanche a forza! Però ci sono anche tante persone che, pur diventando adulte, non perdono il gusto per il gioco. E per la frutta fuori stagione, non saprei, ormai viene quasi tutto coltivato in serra…

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  5. Appunto. E le coltivazioni in serra sono senza sapore. Basta bambini grandi sui tacchi con le mollette a soddisfare capricci o bambinoni alle ducati: finita l'infanzia i giocattoli van bruciati in un bel falò per fare capire che inizia una nuova era. Un rito di iniziazione. Così forse i figli li fanno per il desiderio di essere genitori e non per completare una vita insulsa

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  6. Ahha! Forse è proprio vero! Io sono contenta all'idea di ritirare fuori certi miei pelouches e i lego…e credimi invece le mie Barbie con una certa cautela: erano di gran lunga il mio giocattolo preferito e…ho paura che si rovinino!!!! 😀

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