Vorrei lavorare per una persona degna di stima

La scorsa settimana ho ricevuto un messaggio da una ragazza. Mi ha trovata tramite il mio blog, in particolare grazie a uno dei miei primissimi post: Ma ringrazia che hai un lavoro.

Mi ha contattata perché si è riconosciuta in quello che io stessa avevo scritto in materia di rapporti di lavoro e, chiacchiera dopo chiacchiera, le ho chiesto se potevo condividere la sua storia sul mio blog. E lei ha detto una sola parola: “Volentieri”.

Nell’ascoltare e nel riportare la sua storia, mi sono resa conto che non ho risposte certe da darle, purtroppo oggi il mondo del lavoro è molto complesso ed è sempre più difficile riuscire a trovare il mix perfetto di “contratto decente, stipendio sicuro, ottimo ambiente”.

L’unica cosa che mi sono sentita di dirle, e che le scrivo anche qui, è di non smettere mai di credere in se stessa, e nelle sue capacità; sono certa un giorno troverà il giusto riconoscimento.

Per ovvie motivazioni, che capirete leggendo le sue parole, non vuole che io riveli il suo nome; ho anche cambiato alcuni dettagli della sua vita, in modo che non potesse essere riconosciuta.

Quindi, vi lascio in compagnia delle sue parole:

>>>Cara Alice,
ti scrivo perché, in quasi dieci anni di esperienza, ho faticato a trovare un datore di lavoro degno di stima

Ho avuto la fortuna di aver sempre lavorato con ottimi colleghi, sia da un punto di vista umano sia professionale, ma non ho mai avuto il piacere e l’onore di lavorare per qualcuno che meritasse la dedizione, l’impegno e la passione che ho sempre messo nel mio lavoro. 

Ho inseguito un sogno subito dopo essermi laureata, che nel mio caso era: trovare un posto fisso che mi permettesse di utilizzare le lingue straniere, per le quali ho sempre avuto grande passione e interesse. 

Davanti a me avevo l’esempio dei miei genitori che, lavorando una vita intera e potendo contare su uno stipendio sicuro (anche se non necessariamente elevato), hanno potuto costruire una famiglia, comprare una casa, dare la possibilità ai loro figli di studiare, senza che mai ci mancasse nulla, o quasi. 

Io sono cresciuta con questo mito e con le stesse speranze. 

Oggi mi ritrovo amareggiata e arrabbiata. Abbattuta e demoralizzata. Priva di slancio e di ottimismo per il futuro.

Ho 34 anni, avrei voglia di crearmi una famiglia, eppure mi ritrovo per l’ennesima volta a lavorare per un capo che è quanto di più lontano c’è dall’imprenditorialità:

sciatto, codardo, del tutto incapace di stabilire priorità e strategie, avido fino all’estremo, arrogante, maleducato e, soprattutto, senza nessuna voglia di lavorare.

Siamo in pochi in azienda, lavoriamo tutti come pazzi, eppure lui arriva con calma la mattina, passa le sue giornate a chiacchierare in giro per l’ufficio e la sera è il primo ad andarsene.

Dovrebbe visitare clienti, fare pubbliche relazioni, intessere rapporti (anche di carattere politico), ma la sua risposta è sempre: “Non ne ho voglia, pensateci voi”.

Intanto, l’azienda va sempre peggio, la reputazione costruita nel corso degli anni da collaboratori capaci e di grande professionalità si sta piano piano sgretolando e, in pratica, navighiamo a vele spiegate verso un (meritato) fallimento.

Non è la prima volta che mi capita, durante il mio primo lavoro l’azienda è fallita, dalla seconda poi sono scappata, nonostante avessi trovato il lavoro della mia vita, avessi un buon stipendio e un ottimo contratto.

Peccato che il titolare fosse intollerante e intollerabile. Era un totale misantropo che non sapeva fare altro che insultare i dipendenti quotidianamente e trattarli come bestie, controllando persino quanto tempo trascorrevamo al bagno. 

Ho resistito quasi due anni, poi il mio fisico ha ceduto e mi sono trovata costretta a cambiare lavoro, accettando un ruolo che non mi è mai piaciuto, per poi trovarmi a lavorare per l’ennesimo imprenditore improvvisato.

Quello che più mi rattrista è che, contrariamente alla maggior parte dei giovani di oggi, ho sempre goduto (e godo anche oggi) di buone condizioni contrattuali: ovunque abbia lavorato, sono stata apprezzata da colleghi, clienti e direzione, e ho sempre avuto buoni contratti.

Eppure, da che io ricordi, non mi è mai capitato di lavorare per una persona che fosse degna di stima.

Quindi ora mi chiedo: “Sono queste le condizioni di lavoro che dobbiamo accettare? C’è qualcosa di meglio fuori da queste mura? Potrò mai finalmente svolgere il lavoro per il quale ho studiato in condizioni umane?”<<<

3 pensieri riguardo “Vorrei lavorare per una persona degna di stima

  1. Consiglierei a questa ragazza di adoperare la stima che nutre verso se stessa a tal punto da non avere mai trovato nessuno degno di lei di mettersi in proprio. Lavorerà dunque per qualcuno degno di lei. Le consiglio anche meno lagne e più intraprendenza. Il mondo é calpestato praticamente solo da eccellenti incompresi sottovalutati, a sentir loro…. Ma si sa, siamo un popolo di “tecnici”

    "Mi piace"

  2. A parte tutto quello che ci siamo già scritti su Facebook, su una cosa ti do ragione: il primo passo per cambiare le cose è smettere di lamentarsi e agire, fare qualcosa (qualunque cosa) per cambiare lo stato delle cose. Non basta prendere coscienza che la situazione ci va stretta e ci fa stare male, ma bisogna rimboccarsi le maniche e FARE.

    "Mi piace"

  3. Il sogno del posto fisso e dello stipendio sicuro e' solo utopia. Dentro ad ognuno di noi covano altri sogni, speranze, visioni che se tenacemente perseguiti spesso ci danno ampie soddisfazioni, basta volerlo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...