Vorrei imparare a rallentare

Nell’ultimo periodo mi sono resa conto che ho passato tutta la vita correndo dietro a qualcosa, nell’ansia di finire qualcosa per poi poter iniziare altro. Ora vorrei imparare a rallentare, ma talvolta temo di non esserne proprio capace.

Da bambina volevo diventare grande per poter andare a scuola e imparare. Poi, arrivata in seconda media non ne potevo già più – gli stessi amici da sempre, le stesse quattro case e la chiesa e il campetto e le panchine – mi sentivo oppressa e avevo bisogno di aria, di cambiare, di andare “altrove”.

Alla fine del Liceo mi è successa la stessa identica cosa. L’unico desiderio era diplomarmi e andarmene all’Università, per imparare cose nuove, per trovare nuovi amici (che alla fine non ho mica trovato) e per… crescere.

Arrivata all’Università non ho fatto altro che studiare; l’unica cosa che desideravo era finire per non perdere tempo e non finire fuori corso. Dire che non mi sono goduta minimamente quegli anni è dire poco.

L’ultimo anno di specialistica, poi, l’unica cosa che sognavo era laurearmi ed entrare nel mondo del lavoro, così da essere indipendente e andarmene di casa  perché, anche se ci sono sempre stata bene, mi sentivo troppo cresciuta per vivere sotto lo stesso tetto della mia famiglia.

Mi sentivo come Alice nel Paese delle Meraviglie quando mangia un pezzetto di fungo e inizia a crescere, a crescere, a crescere e rischia di sfondare con la testa il tetto della casa e le gambe e le braccia escono dalle finestre e della porta.

Ecco, io mi sono sentita così ogni volta e il guaio è che inizio a sentirmi così anche ora, ora che lavoro da quasi 8 anni nella stessa casa editrice.

Così oggi, mentre andavo al lavoro, mi sono ritrovata a chiedermi: è salutare questo modo di vivere?

Certo, mi ha sempre spronato ad andare avanti senza voltarmi indietro, a mettermi alla prova, a migliorare sempre.

Eppure, adesso che vivo in questa casa con Andrea, adesso che ho 32 anni e il mio dannato orologio biologico dovrebbe (a regola) risvegliarsi, avrei voglia di rallentare e non ci riesco.

Sono qui che inizio un progetto nuovo alla settimana, che scrivo come mai ho scritto in vita mia, che penso di fare un corso di marketing, che accetto senza nemmeno discutere nuovi compiti e nuove responsabilità al lavoro (come se già non facessi abbastanza).

Insomma, non so come rallentare. Non so nemmeno se sia giusto rallentare.

Fatico a capire se il mio è il ritmo giustamente accelerato di una trentenne che ha ancora tutto da vivere, tutto da sperimentare, o se invece io mi stia facendo, come solito, prendere dalla fretta di fare tutto per il timore di perdermi qualcosa.

E nel frattempo mi ritrovo a correre tutto il giorno, con il fiatone per le troppe cose da fare, la sensazione di non avere mai abbastanza tempo e il metabolismo iperaccelerato di chi brucia tutto, anche la massa che non ha.

Non lo so, a volte mi sento incastrata nei meccanismi di una macchina come Charlie Chaplin in Tempi Moderni.

E voi? 

Vi sentite anche voi così? Oppure siete bravi e avete imparato a rallentare?

13 pensieri riguardo “Vorrei imparare a rallentare

  1. Mi consola sapere che, prima o poi, ci si riesce, a rallentare…
    Comunque penso sia già qualcosa essermi resa conto che sto correndo troppo e che questo correre troppo mi sta… asciugando!
    E, hai ragione, bisogna darsi delle priorità seguendo il proprio cuore, lasciando perdere il resto.
    Grazie del commento (anche per quello su Facebook!) Baciiiii

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  2. Cara Alice come ti capisco , io purtroppo mi sono accorta che correvo troppo quando il mio corpo si è ammalato, obbligandomi a rallentare, non bisognerebbe mai arrivare a questo punto perché tutto quello che inevitabilmente ti perdi correndo non lo recuperi più, almeno per me è stato così !!
    Non so se si impara a vivere la vita o se alcuni l'hanno nel dna e altri no( io sono della seconda categoria) in ogni caso rendersi conto che si sta correndo troppo, come dici tu, è già un buon segno!!
    Un abbraccio …è sempre piacevole leggerti!!
    Piera

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  3. Sai Alice, io non so certamente dirti se sia giusto oppure no correre sempre tanto, penso però che interrogarsi sull'argomento, possa già essere un piccolo segnale di dubbio o insofferenza. Il giusto equilibrio non è semplice, credo comunque che l'importante sia capire quali sono le cose che più vorremmo, al fine d'evitare poi rimpianti.

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  4. Ognuno di noi ha un suo proprio ritmo biologico alimentato da energie fisiche e mentali in parte visibili e in massima parte sommerse. La domanda da porsi non è tanto se sia opportuno o necessario rallentare o accelerare, ma se si sta andando alla velocità più giusta per mantenere in equilibrio le aspirazioni, gli affetti, le passioni e cose del genere. Non è facile trovare la ricetta, riuscirci è difficile e ci vuole molta intelligenza.

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  5. Se rallentare significa contraddire la propria indole forse non è nemmeno giusto, se rallentare significa gustare a pieno ciò che la vita ti dà e rivalutare ogni esperienza fatta, allora non è una scelta farlo, ma un obbligo. I traguardi, le mete, sono importanti, ma servono solo per farti essere felice, se lo scopo non è più essere felici, ma raggiungere certi obiettivi per ambizione o anche solo per senso del dovere, alla fine potresti stringere un pugno di mosche. Ho unun'amica che come te aveva un calendario con scadenze e obiettivi: laurea, lavoro, marito, figlio… il figlio non è arrivato e lei è stata male, malgrado la sua vita perfetta. Ha rimpianto le esperienze non fatte, invidiato la sorella un po' folle e senza senso del dovere… ha rallentato, anche sul lavoro, malgrado la carriera. Ha iniziato a cercare di avere almeno una cosa bella al giorno, tutta per lei, solo perché era piacevole, non perché era un obiettivo. Fra l'altro anche lei adorava Alice nel paese delle meraviglie e il bianconiglio… sono in ritardo, sono in ritardo… io devo dire che la mia favola preferita è sempre stata La bella addormentata; )

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  6. Per il solo fatto che ti sei fatta questa domanda,credo che tu stessa abbia già intuito la risposta!Comunque per incoraggiarti io l'ho capito molto più tardi di te…l'equilibrio è difficile,ma non impossibile,non per una ragazza con le tue capacità!Il viaggio è bello anche se non si è tra i primi a gridare”Terra!”.
    Un abbraccio

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  7. Cara Piera,
    è la cosa che mi preoccupa maggiormente, intendo accorgermi troppo tardi che sto correndo troppo e che questo vada a scapito della mia salute.
    Forse l'arte dell'andare con calma, nella vita, s'impara giorno per giorno. Chissà…
    Intanto voglio ringraziarti per il tuo sentito commento, grazie veramente.
    E spero tanto che ora tu stia bene.
    Alice

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  8. Sì, carissima Claudia, hai del tutto ragione. Il mio è un segnale d'insofferenza… verso il troppo lavoro, sia a casa sia al lavoro.
    Penso che, in alcuni casi, rallentare sia quasi un dovere, anche per riuscire a concentrarsi meglio sulle cose che veramente hanno un valore.
    A presto, anzi prestissimo. 😀
    Alice

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  9. “Se si sta andando alla velocità più giusta per mantenere in equilibrio le aspirazioni, gli affetti, le passioni e cose del genere”.
    Mio caro Enzo, papà, quanto hai ragione. Questa frase mi ha fatto molto riflettere e in un certo modo ha ispirato il mio post successivo (“L'amore è la via d'uscita”).
    Però mi è rimasto un dubbio: la ricerca di questo equilibrio (per forza di cose instabile) non è forse la vita stessa?
    Alice

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  10. Cara Serena,
    grazie per aver condiviso la tua esperienza (o meglio, l'esperienza di tua sorella) con me. Grazie veramente.

    E hai ragione, quando siamo troppo presi dai nostri obiettivi, dai passi che dobbiamo fare per dimostrare a noi stessi e agli altri quanto valiamo, dalle tappe che una certa cultura c'ha imposto di dover fare se vogliamo essere vere donne, bravi madri e ottime lavoratrici e avere sempre tutto sotto controllo… insomma, sono stanca solo a scriverle queste cose. 🙂

    Quindi sì, a volte bisogna rallentare, rimettere al primo posto quello che veramente conta per noi e lasciar perdere il resto e fa lo stesso se, alla fine, non saremmo perfette.

    Insomma, grazie ancora Serena. Grazie.
    Alice

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  11. Cara Lorenza…
    … Il viaggio è bello anche se non si è tra i primi a gridare “Terra!” …
    Questa me la stampo e l'appendo ovunque! In casa, al lavoro.. forse dovrei tatuarmela addosso.
    Lo terrò come nuovo obiettivo di vita: smetterla di cercare di arrivare sempre per prima ed essere sempre quella “brava-bravissima”.
    Grazie Lorenza, i tuoi commenti sono sempre motivazionali. 🙂

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