A Merano per ritrovare l’antica arte della fiducia

La scorsa settimana ho approfittato del ponte festivo dell’8 dicembre per mettere ordine nelle foto che Andrea e io abbiamo scattato in agosto, durante la nostra vacanza a Merano, in Alto Adige.

Abbiamo scelto Merano perché volevamo una vacanza senza auto e infatti siamo arrivati, abbiamo posteggiato la macchina e non l’abbiamo più utilizzata fino al viaggio di ritorno a Bologna.

Abbiamo trovato un appartamento a 8 minuti a piedi dal centro della città, punto dal quale prendono il via una serie infinita di passeggiate tutte magnifiche, e treni, autobus, seggiovie e funivie.

Insomma, il paradiso per chi ama camminare in montagna e preferisce non utilizzare la macchina, almeno in vacanza!

Oltre al fatto, non trascurabile, che Merano è una città vera e propria, con ristoranti, negozi di ogni genere, birrerie, pub…

…e, allo stesso tempo, è il classico paese di montagna, circondato da alte cime e attraversata dal fiume che, in alcuni punti, diventa torrente, e rapide, e cascate, e s’insinua tra le rocce creando grotte misteriose e spelonche.

Nel corso delle nostre paesaggiate, girovagando tra i boschi che circondano la periferia di Merano, ci siamo trovati davanti a un banchetto di legno.

Sopra era posata una botte in legno di forma rettangolare contenente del sidro di mele, con accanto una lunga fila di bicchieri di plastica e una cassettina dove mettere il denaro.

Accanto alla cassettina, un semplice cartello: 50 cent per 1 bicchiere.

Il giorno dopo, sempre passeggiando, siamo approdati in una zona bellissima, in mezzo alla campagna, circondati da montagne e filari di frutta.

Sul sentiero, ogni kilometro circa, eccoli lì, i banchetti con la frutta da acquistare e la solita cassettina, dove inserire il denaro.

Intorno: niente e nessuno che controllasse. Capite? Niente di niente.

Mi è tornato in mente quando andavo in Alto Adige con la mia famiglia, per Pasqua. Nei giorni di festa, nel centro del paese, c’era un banchetto con i giornali, con una cassettina accanto dove lasciare le monete.

Le persone passavano, prendevano il giornale, lasciavano la moneta, si salutavano tra loro, augurandosi felice Pasqua.

Allora, come oggi, sono rimasta stupita. Non so nelle vostre città, ma a Bologna si sarebbero rubati persino il banchetto di legno, oppure l’avrebbero lasciato, ma imbrattato di scritte inutili.

Non voglio essere retorica, voglio solo dire che mi dispiace di rimanere ancora oggi stupita per la fiducia che si respira in certe zone d’Italia…

… e mi dispiace che quel clima di fiducia non ci sia, invece, a Bologna.

E voi?

Vi stupireste di vedere quei banchetti incustoditi nella vostra città?

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