Vi racconto il mio modo di essere casalinga e non disperata!

Nel corso degli ultimi mesi, mi sono resa conto che più aumenta il carico di lavoro in ufficio e più, nei fine settimana, mi ritrovo con quello che Andrea chiama “il sacro fuoco della casalinga”.

In pratica, da sabato mattina a domenica sera, in casa c’è sempre un elettrodomestico in funzione: lavatrice, ferro da stiro, forno, lavastoviglie… per non parlare dell’aspirapolvere e dalla foresta di stendini che si prendono possesso del salotto e della camerina.

Il risultato? Andrea che mi guarda perplesso e dice: “Si può sapere cosa ti prende? Hai il sacro fuoco della casalinga?”

Io ho provato a spiegargli, ma non so se ha capito. Lui non fa un lavoro come il mio. Come professore universitario, non ha una sede fissa 8 ore tutti i giorni.

Io entro in ufficio la mattina alle 9:00, normalmente ne esco che sono le 18 (e già sarebbe un tempo poco umano, negli ultimi tempi arrivo anche prima delle 9 e ne esco a un orario tra le 18e30 e le 19e45…).

Insomma, sto tappata in un ufficio – luce al neon, pc sempre accesso, sedere quadrato per colpa della sedia – per la maggior parte della giornata e quando arriva il fine settimana, ho tanta di quella energia statica da liberare che non mi tenete ferma neanche a forza!

A volte vado a camminare, il più delle volte mi godo la nostra casa e me la curo: cucino, pulisco, rassetto, sistemo, lavo; il più delle volte senza mai guardare l’orario, quindi spesso succede che pranziamo alle 15e30 del pomeriggio perché prima mi sono persa a fare crostatine alla crema con pezzetti di mela, oppure ceniamo che è quasi mezzanotte perché, a un certo punto, stravolta da tutta l’attività, sono crollata addormentata sul divano!

Insomma, mi rendo conto che ho bisogno, il sabato e la domenica, di uno stacco totale dalla normalità delle settimane tutte ufficio-casa-ufficio e dagli orari comandati 8e10colazione-13pranzo-16pausa-merenda.

A stare in attività, uso le mani e distraggo la testa, la tengo attiva in cose pratiche, che richiedono un’attenzione diversa da quella quotidiana del lavoro d’ufficio.

L’unico che alla fine ci rimette è il mio blog, perché spesso e volentieri finisce bistratto negli angoli liberi del mio… furore casalingo!

E voi? 

Raccontatemi la vostra esperienza. M’interessa! 🙂

Un pensiero riguardo “Vi racconto il mio modo di essere casalinga e non disperata!

  1. Lavorando poco fuori casa ho molto tempo da dedicare alla casa e spesso mi accorgo che i lavori in casa o in giardino mi aiutano tantissimo quando ho dei problemi ,scarico così le tensioni ,ma quello che mi aiuta di più è fare il pane ,è il mio terapeata!!

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