Che cosa significa oggi essere uno scrittore

Che cosa significa oggi essere uno scrittore? È scrittore solo chi scrive (e pubblica) romanzi o racconti, oppure è uno scrittore anche chi scrive un blog o su un sito web? E quelli che postano sui Social Network? Anche alcuni di loro hanno abilità da scrittore…

Il dizionario Garzanti definisce lo scrittore come: “Chi scrive opere con intento artistico” e “Derivato del verbo scrivere”.

Mah, non saprei. Voi cosa dite? Siete d’accordo? Direi che siamo tutti d’accordo che sia un derivato del verbo scrivere, ma nel 2016 lo scrittore è ancora “chi scrive opere con intento artistico”?

Con una definizione del genere, a me viene in mente Leopardi chino sullo scrittoio, con la sua gobba e i l calamai in mano, sommerso dai volumi polverosi della sua casa di Recanati.

Mi viene in mente l’atmosfera della biblioteca nel romanzo Il nome della rosa, con i monaci amanuensi intenti a ricopiare volumi enormi e ricoperti di polvere.

Ecco, quando penso allo scrittore “che scrive opere con intenti artistici”, a me viene in mente la polvere: granelli e granelli di polvere grigia che si accumula sulle coste dei libri e si infiltra tra le pagine.

Insomma, fatico a far coincidere le immagini evocate dalla definizione del vocabolario con tutte le forme di scrittore oggi possibili…

Oggi, infatti, ci sono:

1) Gli scrittori partecipativi, quelli che pubblicano l’inizio di un racconto utilizzando siti web come 20lines e aspettano che sia un altro utente a continuare la storia, mentre a un terzo spetterà il compito di concluderla.

2) Gli scrittori faccio tutto da solo. Sono quelli delusi/rifiutati/sfiduciati dalle case editrici tradizionali e allora si pubblicano da soli (tipo con ilmiolibro.it) e si promuovono da soli, sfruttando la propria rete di conoscenze e l’apertura che i social network sono in grado di dare.

3) Gli scrittori-blogger, che pubblicano post su post dando libero sfogo alla propria creatività e alle proprie passioni.

4) Gli scrittori figli del televoto da casa; quei personaggi da talent e talk show che, raggiunta una certa popolarità, finiscono per pubblicare un libro sulla propria vita.

5) Gli scrittori Social: i maghi della sintesi su Twitter, gli sproloquiatori su GooglePlus, gli appassionati di cucina e ricamo su Pinterest e i i gestori di Fanpage su Facebook..

6) Gli scrittori che nessuno legge: quelli che riempiono cassetti (e cartelle del PC!) di racconti, poesie e romanzi, che poi restano lì a prendere polvere. 😉

Tutto questo per dire che non credo esista più una definizione univoca dell’essere scrittore e penso che comincerò a definirmi tale; dopotutto, scrivo per lavoro, scrivo il blog, scrivo sui Social, scrivo mentre cammino, scrivo anche mentre dormo… la mancanza di “intento artistico” non ritengo faccia la minima differenza!

E voi? 

Per voi cosa vuole dire essere uno scrittore?

PS:

Un ringraziamento speciale va ad Elena, del blog L’arte della gioia, per avermi dato l’ispirazione per questo post. 😀

Un pensiero riguardo “Che cosa significa oggi essere uno scrittore

  1. Beh, che dire? Grazie mille Alice per la tua menzione! Sono molto contenta e lusingata di esserti stata d'ispirazione e per un post così ricco di spunti di riflessione, poi… !
    Visto che ci siamo, provo a formulare un pensiero che tenga conto un po' di tutti i temi che hai sollevato.
    È vero. Sono d'accordo sul fatto che in un'epoca come la nostra, così ricca di stimoli, così nuova in fatto di mezzi espressivi, lo scrittore non possa essere incasellato solo come colui che scrive per intento artistico. O che sia da considerarsi uno scrittore solo chi pubblica libri, saggi e così via. Ci sono abili scrittori per il web, abili scrittori /giornalisti, abili scrittori/intrattenitori e pochi ma grandiosi scrittori che riescono a creare ancora qualcosa di unico e speciale per molti. Ecco forse il punto sta proprio qui. Molti di noi scrivono (me compresa! ) e talvolta riusciamo con le nostre parole a far breccia nel cuore di qualcuno, a suscitare qualcosa in lui con le nostre parole. E questa è sempre una cosa bella è positiva. Forse, però, rimangono ancora nell'Olimpo dei grandi coloro che parlano a tante persone, che smuovono, che innegabilmente, a prescindere dal gusto personale di ciascuno di noi, fanno la differenza. Ecco quelli per me sono ancora GLI SCRITTORI, coloro cui io guardo con reverenza e ammirazione perché, si, loro producono arte.

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