La blogger che ero, che sono e che sarò

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Questa mattina, leggendo un post di Athena Bruna (Essere un bravo blogger, ovvero il blogger che piace a me), ho realizzato una verità che sto ignorando da troppo tempo: la blogger che sono diventata non mi piace.

Non ho un progetto con il mio blog, capite? Ho iniziato a scriverlo come sfogo personale, ho continuato per condividere quello che stavo imparando in materia di Social Media, poi è diventato una specie di diario sull’amore, sull’amicizia, sulla famiglia e sulla mia vita…

Ora è un passatempo. Scrivo di tutto quello che mi passa per la testa, senza uno scopo, senza una direzione, solo per riempire il tempo libero, che ora è più di quanto io abbia mai avuto in tutta la vita.

Nel febbraio 2008 scrissi, all’interno di una poesia: “Non lo so cosa scrivo. In fondo è solo noia. Non è sonno, è solo noia”

Questa strofa mi è tornata in mente come se l’avessi scritta ieri perché oggi, più che allora, io provo esattamente la stessa cosa e non mi piace. Non dico che sia sbagliato – ognuno del proprio blog e del proprio tempo può fare quello che vuole – ma è sbagliato per me.

Sono una persona che si sente bene quando ha un obiettivo da raggiungere, una vetta da scalare, progetti da portare avanti. Non sono proprio capace di lasciarmi andare alla deriva senza una direzione…

Finché lavoravo tutto il giorno ed ero sempre di corsa, e arrivavo a sera distrutta dalla stanchezza e al week end come uno zombie, mi piaceva avere un blog che fosse uno sfogo, una pausa, un veleggiare senza meta all’interno di una vita dominata da un lavoro super-organizzato, super-impegnativo, super-stressante.

Ora non mi basta più. È da un po’ di tempo che guardo a Mediamente Stanca come al passato e cerco il coraggio di creare un blog più… serio, più mio. Prima mi fermava la stanchezza, ora mi ferma la paura.

Anche in questo caso, come in ogni cambiamento, c’è il timore di lasciare la strada conosciuta per quella nuova. Oltre all’horror vacui di ripartire da un blog vuoto, capite? Pagine zero, post zero, visite zero… tutto dall’inizio.

Pagina bianca.

E mentre lo scrivo capisco già che sto sbagliando approccio. Una pagina bianca può essere spaventosa, ma può essere anche una grande opportunità. Può essere l’inizio di qualcosa di nuovo, ma anche il continuo di qualcosa che esisteva già…

Questo blog mi ha insegnato tantissimo perché mi ha permesso di sperimentare senza il timore di sbagliare.

Prima di questo blog non sapevo nemmeno da dove iniziare per aprire un blog, per pubblicare un post, per collegarlo con google analytics, per modificare le immagini, per gestire i commenti, per personalizzare gli url, per tenere in ordine le “etichette”… e mi fermo qui perché altrimenti scrivo un papiro!

E, sopra ogni cosa, prima scrivevo e nessuno leggeva quello che scrivevo, capite? Restava tutto chiuso in un cassetto, abbandonato.

Eeeee quindi?

Quindi non lo so. Penso che inizierò a ragionare in maniera più concreta al progetto per un nuovo blog. E, nel frattempo, userò il blog per quello che, alla fine dei conti, è sempre stato: un punto di contatto tra me e il mondo.

E voi?

Qualche consiglio da darmi? Pensate che io sia pazza, vero? 😉

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Un pensiero riguardo “La blogger che ero, che sono e che sarò

  1. No Alice 🙂 Non sei pazza, solo…deliziosamente umana in cammino ed è un cammino il tuo così interessante e vero che è un piacere leggere le tue riflessioni 😉 Grazie per aver condiviso! 🙂 ♡ Sogni d'oro e a presto 🙂

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