Basta un solo momento e tutto cambia

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In questi ultimi giorni ho pensato solo ai due treni che si sono scontrati in Puglia. Mi hanno colpito perché io, come tanti altri pendolari, ho passato tanti anni della mia vita su un binario unico, quello tra Bologna e Vignola.

Ricordo che ogni volta che il treno si fermava in stazione a Casalecchio Garibaldi, aspettando che arrivasse l’altro (spesso in ritardo), sentivo sempre qualcuno attorno che si lamentava: “Perché stiamo tanto fermi? Cosa aspettiamo?”

E c’era sempre il veterano di turno, che quel treno lo prendeva ogni giorno, che si sentiva in dovere di spiegare che, dopo Casalecchio, c’era un binario solo, quindi eravamo fermi ad aspettare che arrivasse quello che procedeva in direzione opposta.

Non mi è mai passato per l’anticamera del cervello che potesse verificarsi il benché minimo errore, ho sempre avuto fiducia: noi stavamo fermi, arrivava l’altro treno e solo allora ripartivamo.

“Il sistema ha sempre funzionato, funzionerà sempre“. Questo mi dicevo.

L’altra sera, guardando le due carrozze sventrate sui binari, non ho potuto fare a meno di pensare che tutte quelle persone avessero riposto la stessa mia fiducia nel sistema, la stessa, capite?

“Il binario unico ha sempre funzionato, nulla può andare storto”.

E quando ancora stavo digerendo questa tragedia, le persone morte in quello scontro che poteva essere previsto ed evitato, ecco che ieri, a Nizza, un camionista si è divertito a passare sopra a tutta quella gente che era lì, sul lungomare, solo per festeggiare.

Erano in una zona chiusa al traffico, si sentivano al sicuro, si sentivano felici, ammassati tutti insieme a festeggiare un giorno che, per i francesi, è quasi più importante del Natale.

Nulla poteva andare storto, stavano solo festeggiando.

E non ci posso pensare a come un sereno senso di fiducia e sicurezza possa trasformarsi nel terrore più assoluto così, in un battito di ciglia.

Basta un attimo, capite? E nulla è più come prima. Tu non sei e non sarai più quello di prima. Questo, ovviamente, se sei tra i fortunati che possono ancora raccontarlo.

14 luglio 2016. 15 anni esatti dopo il giorno del mio diploma di maturità. Io di solito sono negata con le date, se non me le scrivo, non c’è verso che mi restino in mente.

Eppure quella data non sono riuscita a dimenticarla. La data del mio orale di maturità. 14 luglio, come la presa della Bastiglia.

E ora sarà ancora più impossibile dimenticarla, ora che è collegata a una strage che non ha proprio un senso e che rende sempre più vividi i contorni di quella che temo sia già una Guerra Santa.

2 pensieri riguardo “Basta un solo momento e tutto cambia

  1. Basta un attimo.
    A volte ci penso e penso che mi preoccupo troppo. Quante probabilità ci sono che capiti proprio a me o a qualcuno dei miei cari? Ma alla fine, tutti quelli che hanno subito un incidente o un imprevisto di qualsiasi tipo, si sentivano al sicuro in quel momento (e forse meglio così, o non vivremmo più bene).

    "Mi piace"

    1. Mi viene in mente: era una delle prima volte che restavo a casa di sera con mio fratello (che ha 11 anni meno di me). I nostri genitori erano usciti. Mi svegliai sul divano, senza sapere che ore fossero e pensai: “Se è successo qualcosa ai nostri genitori, cosa facciamo io e Alle?”.
      Ho quasi 40 anni e vado ancora nel panico di fronte a questi pensieri… Ci vuole tanta pazienza con se stessi.

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