Rivendico la libertà di scegliere come morire

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Vi rendete conto che oggi, in Italia, non abbiamo la libertà di scegliere in che modo morire? Io lo trovo profondamente ingiusto… dovremmo poter decidere della nostra morte come decidiamo della nostra vita.

Pensavo a questo quando sono rientrata da una camminata con mio padre. Ci siamo trovati al Meloncello, da lì siamo saliti a San Luca per i gradoni, poi abbiamo proseguito fino a raggiungere il Parco Talon.

Abbiamo attraversato tutto il parco fino alla chiesa, siamo risaliti per il Sentiero dei Bregoli attraverso il bosco, da lì di nuovo alla chiesa di San Luca e poi giù per i gradoni fino a tornare al Meloncello.

Al Meloncello ci siamo separati, mio padre è andato a riprendere la macchina per tornare a casa sua e io mi sono incamminata lungo via Saragozza, diretta a casa mia.

Mentre camminavo – piano, perché vi dirò che avevo le gambe abbastanza stanche… – ho notato un uomo seduto al tavolino di un bar sotto il portico.

Avrà avuto tra i 50 e i 60 anni, non di più, non di meno, e stava imboccando una signora vecchissima, seduta su una sedia a rotelle.

Le strappava pezzetti piccolissimi di brioche e glieli metteva in bocca, guardandola biascicare molto lentamente. Ogni tanto, lui distoglieva gli occhi da lei e leggeva una riga dal suo giornale.

Nell’assistere a questa scena, vi giuro ho provato una pena infinita.

E non l’ho provata solo per lei, bloccata in un corpo talmente vecchio da non consentirle più una vita autonoma, l’ho provata anche per lui, seduto lì, la domenica mattina, fuori da un bar, a imboccare quella che ho supposto fosse la madre.

Io non voglio diventare così. Non voglio trascorrere gli ultimi anni della mia vita in quello stato, incapace di muovermi e dipendente al 100% dagli altri. E non voglio un futuro simile nemmeno per i miei genitori.

Un conto è essere anziani, un conto è diventare corpi che miracolosamente respirano ancora, incapaci anche solo di tenere eretta la testa.

Poi magari quei due, seduti al tavolino, ero felicissimi di essere ancora vivi e di poter trascorrere ancora del tempo insieme.

Però non è quello che ho visto io. Io ho visto una vecchia muta, spaesata, che fissava il vuoto e un uomo bloccato lì, a mettere in stand by la sua vita per lei.

E quella non è vita. O, almeno, è il fine vita che io mai vorrei e non lo vorrei per i miei genitori. Tra le due, io preferisco un’iniezione.

Quello che penso è che l’Italia dovrebbe essere un paese più umano e darci l’opportunità di scegliere in che modo preferiamo morire, invece che tenerci in vita a ogni costo.

E voi? 

Che cosa pensate?

2 pensieri riguardo “Rivendico la libertà di scegliere come morire

  1. Neanch'io voglio finire così, ma purtroppo in questo paese non c'è ancora l'umanità e la libertà di lasciare scegliere alle persone di morire con dignità. Dipendere dagli altri al 100% è la cosa che più mi rattrista e preoccupa della vecchiaia.

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  2. Ciao Alice, la penso esattamente come te. Ho assistito un'amica in coma irreversibile, vivere in un corpo che non le apparteneva più, con i medici che continuavano a martoriarla con inutili operazioni ogni volta che lei stava per andarsene. Anche il fratello, cattolico praticante, si era convinto alla fine che quella era solo crudeltà.Questo accanimento è crudele e disumano. Si dovrebbe essere liberi di morire. Ma il nostro paese ce lo vieta.
    E questo mi spaventa tantissimo.

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