Si accettano candidature per i MA Awards

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Una mattina, durante la colazione, Andrea e io siamo finiti a parlare di aziende che sono fallite e si fatica a comprenderne il motivo, di aziende che invece sono ancora in attività, nonostante l’inettitudine e la miopia di chi le governa, e di certi pseudoprofessionisti che riescono a trovare (e a conservare!) i clienti.

Ora, sia chiaro, non mi sento di augurare a un’azienda di fallire e nemmeno spero che una persona perda il lavoro o venga retrocessa di ruolo… però a volte proprio non capisco come possa esistere una distribuzione del lavoro così poco meritocratica.

Vi faccio un esempio per farvi capire meglio. Durante il primo anno di Liceo, la nostra professoressa di italiano era in maternità, per cui ne chiamarono un’altra per sostituirla.

A distanza di così tanto tempo, non ricordo quanti anni potesse avere, ma aveva i capelli bianchi e la postura da persona anziana, quindi i suoi 60 anni probabilmente li aveva raggiunti e forse superati.

Bene, era precaria, mai diventata di ruolo, eppure tutto quello che io ho imparato di letteratura italiana (almeno al Liceo), l’ho imparato da lei. Era una donna straordinaria; era inflessibile, quasi dittatoriale, e allo stesso tempo aveva un affetto immenso per la sua materia, per l’insegnamento e per gli studenti.

Aveva una vera passione, capite? Una passione che era impossibile non percepire. E, poi, ricordo che i suoi studenti preferiti non erano quelli bravi (son buoni tutti a insegnare ai secchioni), lei si prendeva a cuore tutti quelli che avevano difficoltà: a studiare, a concentrarsi, ad apprendere.

L’insegnante di ruolo, che abbiamo avuto nei 4 anni successivi…. vabbé, ci sarebbe da stendere un velo pietoso. Non che non fosse preparata, ma non le interessava insegnare. Parlava solo di se stessa, dei suoi figli, del fatto che aveva dovuto abbandonare i suoi sogni e le sue aspirazioni per il posto fisso… insomma, non per male, ma non mi ha insegnato niente.

Per ritornare alla famosa mattina e alla nostra colazione (che come solito mi perdo nei ricordi!), a forza di scambiarci aneddoti e racconti, Andrea ha proposto di fondare i “Miracolosamente Ancora Awards” (i MA AWARDS), il riconoscimento che ogni anno premia:

  • l’imprenditore Miracolosamente Ancora in attività,
  • il dipendente Miracolosamente Ancora assunto,
  • l’insegnante/docente che Miracolosamente Ancora conserva (o riesce a ottenere) una cattedra,
  • il professionista che, nonostante sia del tutto improvvisato, Miracolosamente Ancora trova (o conserva) dei clienti,
  • ecc. ecc. ecc.

Che cosa ne pensate? 

Potrebbe rivelarsi dei casi studio molto interessanti… 😉

E… ovviamente, si accettano candidature!

Un pensiero riguardo “Si accettano candidature per i MA Awards

  1. Pubblico questa mail che mi ha fatto commuovere e sorridere, solo per ringraziare chi l'ha mandata, con la riprova che mettercela tutta in qualsiasi cosa si faccia vale la pena. Alcuni mi hanno salutato pubblicamente altri solo per mail, poco importa ma il bene, come avevo pensato, ritorna sempre indietro sotto tante forme e maniere, nulla può essere più gratificante di un grazie raccontato in questo modo:
    Egli Spaho 28 agosto 17:42:33
    Diciamo che questa botta non ci voleva.
    Credo che in tre anni che ci siamo conosciuti, abbiamo avuto un bel rapporto.
    (Ti do del tuo, perché sei un amico, un caro amico.)
    Un rapporto in cui io mi potevo fidare tantissimo, i consigli, i problemi, gli insegnamenti che mi hanno fatto maturare, tutto quello che mi hai insegnato io lo ho praticato.
    Le risate, gli scherzi, le prese in giro a crepa pelle, le note, i mazzi che mi facevi, i lavori fatti insieme, i discorsi.
    Credo che un professore che ti dia tutte queste cose, non lo si può trovare.
    Per non parlare della gita che abbiamo fatto, le risate che mi sono fatto.. nessuno può sapere.
    Io e Sascha e tu, che gruppo ahahah
    Gli scherzi fatti in gita, l'abbiamo mandata in bagno dicendo che c'era R., quando in realtà non c'era nessuno ma era solo una scusa per nasconderci.
    Le risate caro Daniele.
    Ho detto questi piccoli dettagli, perché mi fanno stare bene e ridere ancora, e lo continueremo a fare.
    A presto grandissimo, passaci a trovare.
    Un abbraccio, il tuo caro amico/alunno Egli.

    Leggendo della tua supplente mi sono venuti in mente ricordi , te ne mando uno dei tanti che ti aiutano a capire la differenza che hai descritto, un saluto
    Daniele

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