Personalmente non sono mai riuscita ad appassionarmi ai videogiochi, per cui faccio molta fatica a comprendere tutta la folle passione nata per Pokémon GO. E dire che i cartoni animati dei Pokémon li guardavo anche…
È più forte di me. Ogni volta che provo un videogioco, dopo un po’ non capisco più dove mi trovo, dove sto andando e finisce che mi sento una stupida a stare lì, a far scoppiare palloncini o a correre e saltare per prendere monete ed evitare lingue di fuoco.
Però, mai mi sono mai sognata di giudicare chi invece li trova e li ha sempre trovati divertenti, almeno fino ad oggi… fino a che non è scoppiata la mania per Pokémon GO.
Voi ci giocate? Perché io non riesco proprio a capire. Voglio dire, non vi sembrano tutti investiti da una completa e dilagante follia?
Già prima la gente camminava per strada chattando, con gli occhi fissi allo SmartPhone, e non potete immaginare quante volte sono andata a sbattere (volutamente) contro qualcuno per dimostrargli che, anche se sei sotto un portico pedonale o su un marciapiede, mica puoi dimenticarti del resto del mondo.
Adesso si riversano in strada bloccando il traffico, cadono nell’acqua di un lago, tamponano la macchina davanti, mollano il lavoro e lo fanno per… giocare.
A voi sembra normale?
Vi sembra normale che alcuni luoghi – tipo cimiteri, campi di concentramento, musei della memoria, basi militari, autostrade – abbiano dovuto appendere cartelli per vietare l’utilizzo di Pokémon GO?
Come se il solo fatto di trovarsi al museo dell’Olocausto non bastasse a far perdere la voglia di collegarsi e cercare Pokémon…
Certo, tutto questo succedeva anche prima di Pokémon GO: su Facebook e Instagram è pieno di foto scattate e postate alla guida di una macchina e sui mezzi pubblici ormai sono rare le persone che stanno semplicemente con le mani in mano, guardando fuori dal finestrino, senza intrattenersi online…
Ci si limita a vietare l’utilizzo di Pokémon GO sull’autostrada e via, amici come prima.
Personalmente sono parecchio preoccupata e penso sia venuto il momento che la scuola scenda in campo e inizi a insegnare un utilizzo consapevole della tecnologia, facendone comprendere opportunità e rischi.
Ho nominato la scuola, ma ritengo che tutti noi dovremmo dare il buon esempio, ricordando a noi stessi e ai nostri figli che esiste un confine da salvaguardare tra offline e online e che, ogni tanto, è di fondamentale importanza spegnere il wifi.
E voi?
Aspetto il vostro parere…
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La foto di apertura
L’immagine è dell’artista Steve Cutts. Vi consiglio di andare a vedere le sue opere perché fanno riflettere sulla “deriva” che rischia di prendere la nostra società, e non solo a causa della tecnologia: stevecutts.wordpress.com