Ci controllano e ci gestiscono… SVEGLIA!

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Foto di Pawel Kuczynski

“Libri, riviste, giornali, hi-pod, cellulari di ultima generazione per parlare, chattare, mandare e-mail, navigare in internet, ascoltare musica. Mi chiedo quando abbiamo perso la capacità di stare da soli? Di quale vuoto abbiamo paura? Possibile che abbiamo sempre bisogno di annegare, stordire, azzerare i pensieri che abbiamo in testa?”

Queste poche righe le ho scarabocchiate su un pezzetto di carta il 4 marzo 2010; non so se fossi sul treno che mi portava da casa al lavoro, o su uno dei molteplici autobus sui quali sono salita nel corso della vita.

So solo che ho “perso” una parte di questa mattina per recuperarle, perché era da diversi giorni che mi frullavano in testa e, per mia fortuna, io salvo nel PC tutto quello che scrivo, anche gli appunti volanti che sembrano portarmi da nessuna parte.

Mi ponevo queste domande nel 2010, nel frattempo la tecnologia è andata avanti a una velocità portentosa e io ho la sensazione che siamo ancora fermi lì, incapaci di stare soli con i nostri pensieri, bisognosi di quelle che Roberto Gerosa, nella sua fantastica intervista semiseria a un Pokémon, ha definito “armi di distrAzione di massa“.

Perché è questo che sono e bisogna esserne coscienti quando li utilizziamo: sono prodotti pensati appositamente per distrarci, per tenerci occupati, per mettere in stand by le nostre capacità di concentrazione, di pensiero, di riflessione.

Oggi, Marco Martone, un professionista con cui sono entrata in contatto grazie al mio precedente lavoro, ha scritto:

“Vi vogliono ubriachi e vi vendono l’alcol, vi vogliono malati e vi vendono il tabacco, vi vogliono ignoranti e vi danno un’istruzione di merda, vi vogliono grassi e vi fanno mangiare e bere schifezze zuccherate, vi vogliono con la testa bassa a fare gli zombie e vi fanno scaricare Pokémon GO! E ora vi vogliono pure un po’ sballati (si riferisce alla legalizzazione della Marjuana, ndr)!
Fanno quello che vogliono con voi, vi controllano e vi gestiscono! Che tristezza!”

Il punto è proprio questo: ci controllano e ci gestiscono, esattamente come siamo stati controllati e gestiti dalla propaganda in epoca nazista. Uguale.

Secondo voi esagero? Io non credo.

Mio fratello, 23 anni compiuti, l’altro giorno ha scritto, commentando il mio post su Pokémon GO:

Ci facciamo usare come abbiamo sempre fatto. Ora è più accessibile, ora è più veloce, ora la tecnologia sta nel palmo della nostra mano. Una volta si girava col cavallo, poi hanno fatto le macchine. E così via. Il progresso tecnologico ci ha portato sulla luna, ci ha permesso di esplorare il mondo, microscopico e macroscopico. Non so dove ci porterà tra 20 anni. Non so cosa sia meglio. Ma ci porterà da qualche parte. Ci TRASCINERÀ, perché ci siamo fatti trascinare fino ad ora. Un giorno probabilmente ci fermeremo, ci guarderemo indietro e avremo dei rimpianti. Ma quel giorno è ancora troppo lontano”.

Capite? “Ci facciamo usare come abbiamo sempre fatto”… “Ci trascinerà perché ci siamo fatti trascinare fino ad ora”.

È questo che mi spaventa, l’arrendevolezza con cui ci lasciamo trascinare, con cui pensiamo: “è sempre stato così, sarà sempre così, inutile lottare per cambiare le cose”. 

Ci stanno rubando il futuro, con lavori malpagati, contratti inutili, tasse al limite della criminalità, attentati giornalieri che, guarda caso, colpiscono solo le persone normali, mai i centri di potere (leggete “Terrorismo, qualcosa non torna…” pubblicato su Il Fatto Quotidiano).

E il rischio che corriamo è di arrivare a banalizzare e a ritenere normale anche il terrore. Come ha scritto Ilvo Diamanti su La Repubblica:

“Tanta insicurezza, alimentata da tanti avvenimenti drammatici che si ripetono sempre più frequenti, rischia di erodere, fin quasi a dissolvere, il senso drammatico di quel che sta capitando, di routinizzare l’orrore e il terrore. D’altronde, il dibattito sui nostri media riflette la nostra tentazione di normalizzare questi eventi drammatici, di dar loro una spiegazione che ci permetta di com-prenderli (…) favorendo l’abitudine al terrore e alla morte. La narcosi della coscienza“.

Nell’articolo, Ilvo conclude: “Non dobbiamo rassegnarci“. E sono pienamente d’accordo. Non dobbiamo abituarci e non dobbiamo arrenderci.

Nessuno ci costringe a rassegnarci allo stato dello cose, ad accettarlo come ci viene raccontato, a vivere succubi delle molteplici realtà che ci creano attorno, a spegnere le nostre coscienze lasciandoci guidare come se fossimo burattini

Nessuno ci costringe e dovremmo insegnarlo anche ai nostri figli, a non arrendersi, a pensare con la loro testa, a non accettare succubi quello che c’è “perché tanto non c’è altro e non ci sarà mai altro”: a impegnarsi e a lottare per costruirsi un futuro di cui andare fieri.

E voi?

Aspetto i vostri commenti, sempre fonte di grande ispirazione e riflessione…

 

Un pensiero riguardo “Ci controllano e ci gestiscono… SVEGLIA!

  1. Brava Alice, condivido in pieno il tuo invito a pensare con la nostra testa. Io lo sto già facendo da anni cercando di sforzarmi a ragionare su ogni cosa, a usare con parsimonia la tecnologia, a non guardare passivamente la TV, a diffidare di ogni forma di pubblicità, a non cedere al consumismo, a privilegiare il dialogo con gli altri esseri umani. Ma occorre molta fatica per fare tutto ciò, e la pigrizia umana è tanta. Dunque è comodo lasciarsi trascinare e abbandonarsi alle convenzioni e al conformismo. Come sanno bene gli uomini del marketing. Proviamo a essere più furbi e intelligenti di loro, ti assicuro che ne vale la pena.

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