Sola in pausa pranzo. Ecco che cosa ho imparato…

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Da quando ho cambiato lavoro, trascorro la pausa pranzo da sola e devo dire che sto riscontrando parecchie difficoltà… e allo stesso tempo ho imparato tanto su me stessa, sulle logiche del web e della “distrazione di massa”.

Non sono abituata a mangiare senza compagnia. Quando vivevo con i miei genitori, c’era sempre qualcuno a casa, poi ho iniziato a lavorare e spesso eravamo anche troppi in quella piccola stanzetta, assembrati attorno al tavolo!

Quando sono andata a vivere da sola, poi, lo ammetto, mangiavo davanti alla televisione accesa oppure guardavo qualche video al computer.

Insomma, non mi sono mai trovata nella situazione di mangiare sola ogni giorno, senza una compagnia di qualche genere, per questo mi sto sforzando di tenere il PC spento.

Mangio alla scrivania, perché non abbiamo uno spazio dedicato per il pranzo, quindi spengo lo schermo del PC, apparecchio per bene, preparo l’insalata o qualsiasi altra cosa mi sia portata da casa con tutta la calma del mondo, e mi metto a mangiare.

Anche impegnandomi a fare tutto con calma, dopo 25 minuti ho finito e non so che altro fare.

Spesso lascio perdere ogni tentativo e mi metto navigare online, chatto con le amiche su Facebook, leggo qualche post dei blog che seguo e prima di rendermene conto sto già leggendo una mail di lavoro e… la pausa è bella che finita.

Per evitare tutto questo, ho preso l’abitudine di mangiare guardando gli appartamenti di fronte al mio ufficio: la signora che stende il bucato, il ragazzo in canotta che esce sul terrazzo a fumare, la coppia che si siede in cucina per pranzare, la donna straniera – è la pelle scura a tradire la sua provenienza – che esce per scrollare il piumino pieno di polvere (non lo sa che esistono i mitici panni elettrostatici?).

Devo dire che, almeno per ora, questa vita in diretta sta funzionando molto bene e mi tiene lontana dalla video-dipendenza con la quale lotto da sempre.

Senza contare che questo passatempo mi ha fatto comprendere il motivo per cui siamo così attratti dai Social Network, e in particolare da Facebook.

Da un lato ci tengono impegnati, ci distraggono. Dall’altro assecondano due tratti marcatamente umani: il bisogno di approvazione e la curiosità verso la vita degli altri.

Quante volte, vedendo una finestra aperta e una luce accesa, vi è venuta la voglia di guardare dentro e carpire anche solo un momento della vita di persone a voi estranee?

Ecco, i Social Network sono una finestra sempre aperta sulle vite degli altri e non solo di amici e parenti, ma di qualsiasi persona con la quale vogliamo entrare in contatto.

Il rischio è lo stesso di quando si guarda la famiglia della casa di fronte: deprimerci credendo che gli altri abbiano una vita migliore della nostra, senza renderci conto che non tutto è oro quello che luccica.

Ci sono persone che postano su Facebook case perfette, bambini perfetti, vacanze perfette, outfit perfetti… e noi stiamo lì, a riempire le loro foto di like e di faccine sorridenti, ma… ma quanto c’è di reale dietro a quelle foto?

A volte ci troviamo a invidiare una vecchia amica perché si è sposata con il ragazzo che ha conosciuto quando aveva 15 anni e ha avuto un bambino pieno di ricci biondi e il volto da cherubino, senza capire che se avessimo avuto quella vita, ora non saremmo la persona che siamo e dovremmo rinunciare a tutto quello che abbiamo.

Insomma, non so di preciso dove volevo arrivare con tutto questo discorso. Forse volevo solo dirvi che, anche se trovo difficile trascorrere del tempo sola, in silenzio, senza nulla da fare, è anche bello ogni tanto mettersi alla prova in qualcosa che non riesce affatto facile.

Senza contare che, se non mi fossi costretta a trascorrere le mie pause pranzo offline, non mi sarebbero mai venute in mente queste (nuove) idee…

E voi?

Che cosa ne pensate? Vi costringete mai a fare cose che non vi riescono facili?

PS: spero solo che non vada a finire come nel film La finestra sul cortile! 😉

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