AAA spazi di scrittura cercasi

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Quando ero una bambina/ragazzina riuscivo a scrivere, a leggere e a studiare in qualsiasi luogo e in qualsiasi condizione; con mia mamma che parlava al telefono, la televisione accesa, mio fratello che giocava.

Quando frequentavo l’Università, poi, faticavo a studiare in biblioteca perché c’era troppo silenzio, figurarsi! E in ufficio (intendo la casa editrice dove ho lavorato per 8 anni), i primi tempi eravamo in 6 in un unico ambiente, tra telefoni che suonavano, gente che andava e veniva di continuo, musica accesa… un vero delirio.

E ora?

Sono sempre riuscita a concentrarmi senza nessun problema, mentre da un paio di settimane a questa parte non ci riesco più e il motivo è che, a casa, non ho più uno spazio dove scrivere. Intendo un spazio fisico: scrivania + sedia + porta che, se voglio, posso chiudere.

Dopo la morte di mio suocero, infatti, la mamma di Andrea si è trasferita qui a casa nostra e ha occupato la stanza che prima utilizzavo come studio.

Resterà con noi per circa 2 mesi, ovvero finché la sua casa non tornerà ad essere agibile (stanno facendo dei lavori di ristrutturazione e c’è un gran casino e non funziona l’ascensore e lei ha 71 anni, non è più una ragazzina, insomma, avete capito).

Da quando si è trasferita qui, e ha preso possesso di quella stanza, mi sono ritrovata un po’ spaesata e non solo perché non ho più la mia scrivania, ma perché non ho più uno spazio delimitato dove scrivere.

Se mi metto a scrivere in cucina, lei dopo un po’ viene in cucina con me. Se mi metto in salotto, lei si mette sul divano. L’unico posto nel quale non mi segue è la camera da letto, ma vi lascio immaginare la comodità infinita di scrivere a letto, con il computer sulle gambe.

Non fraintendetemi, il più delle volte è una presenza silenziosa, però mi sento in colpa a ignorarla, a continuare a scrivere come se lei non ci fosse; il risultato è che non riesco a concentrarmi, scrivere diventa più difficile che stirare e perdo l’ispirazione.

Già dopo i primi 4 giorni di convivenza pianificavo di entrare nella sua stanza e rubare la scrivania… ma per metterla dove, poi? In camera nostra non c’è posto, al piano di sopra chi ce la porta? Neanche ci passa dalle scale! E poi, se le portavo via la scrivania, lei dove avrebbe appoggiato tutta la sua roba?

Andrea si era anche proposto di farmi un po’ di spazio alla sua di scrivania, nel suo studio, ma non sarebbe stato molto carino chiuderci entrambi al piano di sopra, isolandola al piano di sotto come un’appestata.

Così ho iniziato a scrivere di sera, dopo cena. Andrea sparecchia, mette i piatti in lavastoviglie, lei va dormire (per fortuna va a letto abbastanza presto, 23:00 al massimo) e io mi siedo in cucina, con il mio PC, a scrivere.

Non ci sono molto abituata – di solito scrivo di mattina, oppure nei fine settimana – però al momento mi sembra la soluzione più fattibile: evito di isolarla e io riesco a ricavarmi un po’ di spazio, fisico e mentale, tutto per me.

In fondo, mi ripeto, sono poi solo due mesi…

E voi?

Aspetto le vostre storie di spazi (fisici e mentali) condivisi. 😉

Nella foto 

È il tavolo consolle del nostro salotto. Quando mia suocera è venuta a vivere con noi, avevo deciso di scrivere lì… peccato che sia anche il posto dove TUTTI appoggiano le loro cose! Al momento della foto c’erano poche cose, di solito il mio computer finiva sommerso! 😦

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