Abbiamo dimenticato che esistono i limiti

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Non so voi, ma io appartengo a una generazione dove i medici sconsigliavano di far trascorrere ai bambini più di 2 ore davanti al televisore. E oggi? È una mia impressione o certe limitazioni non esistono più?

Ora, non credo esistessero genitori che riuscivano veramente a imporre questa regola ai figli perché, diciamocelo, 2 ore sono veramente pochissime in un solo giorno. Che cosa si guarda in 2 ore? Neanche un cartone animato il pomeriggio e un film la sera…
Comunque, ora mi chiedo e vi chiedo: erano tutte fandonie? Erano regole sbagliate? Perché ho la sensazione che adesso queste limitazioni non esistano più… né per i bambini né tantomeno per gli adulti.
Vi faccio il mio esempio: io trascorro davanti al computer circa 5 ore al lavoro più minimo 3 ore a casa tra scrittura, blog, social.

A queste aggiungete tipo un’altra ora perché mi guardo una puntata di un telefilm e spesso, spento il PC la sera, accendo la televisione…

Nei fine settimana, poi, se sono ispirata e mi metto a scrivere sul serio, sono capace di passare anche 10 ore davanti al computer

E per fortuna non ho uno SmartPhone, perché altrimenti rischierei di finire come la stragrande maggioranza delle persone, che chatta in autobus, camminando per strada e guidando in macchina (ma l’utilizzo del telefono non era vietato dal codice della strada?).

Devo dire che tutto questo mi spaventa moltissimo.

Ho la netta sensazione che stiamo utilizzando il web, i social e la tecnologia nel modo sbagliato; sono diventati rifugi, luoghi dove smettere di pensare, dove passare il tempo per non sentire la solitudine e il vuoto che ci portiamo dentro, dove piazzare i nostri figli perché stiano buoni, quasi fossero delle babysitter.

E il problema più grande è che le nuove tecnologie (Tablet e SmartPhone, ma anche i nuovi PC portatili ultraleggeri) ci accompagnano sempre.

Anche la televisione era (ed è) un rifugio dalla realtà, ma è confinata in casa – e una volta poi c’erano delle regole sul suo utilizzo e ce n’era una soltanto, in salotto, per cui era anche sotto stretta sorveglianza…

E ora… dove sono finiti i limiti?

Io penso che i limiti, prima di imporli ai nostri figli, dovremmo imporli a noi stessi

Ne ho avuto la conferma quando la mamma di Andrea è venuta a vivere con noi. Dopo appena due giorni di convivenza ha detto: “Ma voi state sempre ataccati a quei cosi?” e ha indicato il computer di Andrea acceso sul tavolo e il mio tablet.

E ha ragione. Abbiamo sempre qualcosa acceso, dalla mattina quando ci alziamo alla sera quando andiamo a letto, e per come la vedo io NON è normale.span style=”font-weight: normal;”>

Allora penso: se noi siamo così, come potranno i nostri figli essere diversi?

Siamo noi a dover dare loro l’esempio e se ci vedono sempre davanti a uno schermo, si sentiranno in diritto di esserlo anche loro. 

E voi?

Voi cosa pensate?

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