Ricordi di un’infanzia senza SmartPhone

Durante l’estate, ai Giardini Margherita, mi sono fermata vicina all’area giochi (quella vicina all’entrata di Porta Santo Stefano con scivoli, altalene e quant’altro) perché c’era una bambina sull’altalena che continuava a urlare: “Mamma, guardami, guarda come vado in alto”.

Mi sono guardata attorno cercando di identificare la mamma in questione, chiedendomi perché non stesse rispondendo. Capisco che non si possa essere sempre a disposizione, magari incontri un’amica e ti fermi a parlare, oppure ricevi una telefonata e devi rispondere, ma mi è parso comunque strano che non ci fosse nemmeno un movimento attorno.

Allora mi sono fermata ad aspettare, per vedere come evolveva la situazione. Dopo diversi minuti, la mamma in questione ha detto: “Sì, tesoro, ti ho vista, brava, tesoro, brava” e questo senza staccare gli occhi dallo SmartPhone.

Ora, non posso sapere se fosse stata tutto il tempo attaccata al telefono, non posso neanche sapere tutta la storia di quella famiglia, quindi non giudico il fatto in sé.

Però, nell’osservare quella scena, mi è tornato in mente quando, da bambina, andavo con i con miei genitori ai Prati di Mugnano ed era sufficiente una mazza da golf di plastica, una pallina e una piccola buca per trascorrere un intero pomeriggio di felicità.

Ho ricordato quando andavo con mia madre a cercare le foglie più belle e più strane nel parco di fronte a casa nostra; le raccoglievamo, ne facevamo il calco con un foglio e le matite colorate, poi le mettevamo a seccare in un libro.

Ho ricordato anche quando mi fermavo con mia nonna nel giardino vicino a casa loro, al fresco di un grande Salice Piangente che muoveva i suoi lunghi rami al vento.

Oppure quando andavo al negozio di pesca con mio nonno, all’odore delle esche che mi faceva pizzicare il naso e che trovavo disgustoso, ma quello era il suo mondo ed era così bello esserne parte.

Pensavo che io e mio fratello siamo stati due bambini (e due adolescenti) fortunati perché i nostri genitori e i nostri nonni ci sono sempre stati per noi. Erano presenti, capite? Presenti con noi e per noi.

Non riesco a immaginare i miei genitori seduti su una panchina al parco a guardare lo SmartPhone invece che prestare attenzione a me o a mio fratello e questo perché ho sempre avuto l’impressione che amassero passare del tempo con noi.

Voglio dire che so benissimo quanto i figli siano impegnativi e quanto tempo portino via (avevo 11 anni quando è nato mio fratello e mi ricordo bene che cosa significa un bambino piccolo in casa), ma abbiamo veramente così bisogno di internet mentre siamo al parco con nostra figlia?

Non stiamo privando anche noi stessi di un bel momento, distraendoci dietro qualcosa che, in realtà, non ci lascia dentro nulla se non un bisogno continuo di “like” e di conferme da parte di estranei?

E lo dico perché ne vedo sempre di più: genitori seduti in autobus a sfogliare con il dito il telefonino e il figlio seduto accanto, solo.

Genitori seduti al ristorante, ognuno con il proprio SmartPhone, e il bambino che guarda i cartoni animati sul Tablet.

Arriva da mangiare e, dopo la foto al piatto, mangiano in silenzio; al massimo li senti commentare un qualche “Buono, no?”.

Non voglio dare un giudizio assoluto, non è che una cosa sia giusta e una sbagliata, dico solo che a volte bisognerebbe utilizzare questi mezzi con maggiore consapevolezza, chiedendosi: “Ho veramente bisogno di usarli ora?”, soprattutto quando si sta passando del tempo con i propri bambini.

4 pensieri riguardo “Ricordi di un’infanzia senza SmartPhone

  1. Abbiamo bisogno di internet mentre siamo in giro coi nostri figli? Certo! E non escludere che stanno indignandosi con una madre insensibile che ha smarrito la figlia mentre erano al parco e stava commentando un post di un’amica anzichè interagire con la sua piccola 😉

    "Mi piace"

  2. Concordo… più si va avanti e più ci facciamo prendere la mano dalla tecnologia. Io, quando ho mio nipote a casa, bandisco l’uso di pc e smartphone proprio perché voglio che il suo tempo – almeno quello con me – lo passi “alla vecchia maniera”. Alla fine il tempo che passiamo sui social – a meno di non farne un lavoro – non ci lascia veri ricordi… ti guardi indietro e non t’è rimasto nulla, di quei momenti.

    Piace a 1 persona

    1. Per forza non ci rimane nulla del tempo che passiamo sui Social… non sono creati per creare valore, ma per distrarre. Guardo la gente sul treno, oppure alle fermate degli autobus, o anche le coppie al ristorante e sembrano degli automi: sfogliano con il dito, non si soffermano su nulla, non cliccano su nulla. Annullano ogni pensiero e si passano il tempo… io lo trovo così triste.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...