Ricordi di baci e di amore | tutto merito del semaforo rosso

Oggi ero ferma al solito semaforo di via Irnerio* e, dall’altra parte della strada, ho notato un ragazzo e una ragazza che si baciavano appassionatamente.

Hanno attirato la mia attenzione perché si erano posizionati esattamente al centro del passaggio, tra le due colonne del portico, per cui la gente doveva per forza aggirarli da destra o da sinistra per raggiungere le strisce pedonali.

Mi hanno ricordato il verso della poesia di Prévert I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno perché, nonostante si fosse formato un nutrito gruppo di persone che li guardava in malo modo e li aggirava a fatica per assenza di spazio, non hanno mai smesso di baciarsi e non hanno mai accennato a spostarsi per lasciare libero il passaggio.

Oltretutto, lui aveva uno zaino sulle spalle talmente ingombrante che, a conti fatti, occupavano lo spazio di tre persone invece che di due. Eppure niente, sembravano non avere il minimo sentore di essere… in mezzo.

Quando poi il semaforo è finalmente diventato verde, non hanno nemmeno attraversato la strada: si sono semplicemente messi a parlare tra loro, come se quello fosse un punto come tanti altri. 

Nell’osservarli, mi sono ritrovata a sorridere, consapevole del fatto che quando ci si abbraccia e ci si bacia, il resto del mondo sparisce – e non potete avere idea di quante volte mi sia capitato, riaprendo gli occhi dopo un bacio, di accorgermi che c’eravamo fermati proprio in mezzo al portico!

Camminando verso l’ufficio, con la faccia inebetita dai ricordi, mi è tornata in mente una poesia che ho scritto il 26 luglio 2010.

Certo non sono e non sarò mai Prévert, però mi fa piacere lasciarvela qui:

Osservo sorridendo
le coppie baciarsi
in attesa del treno,
finalmente consapevole
del mondo che si cela
al di là del bacio
dei nostri baci.
Dei primi, insicuri e
impacciati, nel clangore
di metallo e vetro.
Degli ultimi, preludio e
continuo e finale
di qualcosa che (ancora)
non ha una definizione.
Di tutti quelli che vivono nel mezzo,
in piedi, contro lo stipite della porta,
nel centro esatto di questa casa.

Nota
* Un doveroso ringraziamento va a chiunque abbia programmato quel semaforo. Attraverso la strada in quel punto ogni giorno per andare al lavoro e per tornare a casa, e siccome il semaforo è sempre rosso e dura un’eternità, finisco ogni volta per trovare qualche nuovo spunto per il mio blog. 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...