Il giorno in cui ho capito che tipo di scrittore sono

Nel corso dell’ultimo anno ho avuto l’opportunità di conoscere diversi scrittori, e di imparare dalle loro esperienze di vita e di scrittura.

Conoscendoli, ho capito che ogni scrittore è un mondo a parte e che ognuno trova il proprio modo di scrivere.

Così mi sono chiesta? Io che tipo di scrittrice sono? E capirlo, mi ha aiutato tantissimo…

Durante e dopo il corso di scrittura di Gianluca Morozzi ho avuto la fortuna di conoscere diversi scrittori. C’era il ragazzo che scrive ogni giorno, anche se non ha l’ispirazione, anche se non ne ha voglia, anche se è stanco perché ha lavorato troppo, anche se ha gozzovigliato con gli amici, lui scrive lo stesso.

La ragazza che scrive reclusa. Dico sul serio: si isola in una casa di campagna, senza internet, senza telefono, senza distrazioni di alcun tipo e scrive. Quando ha finito il romanzo/racconto, torna alla civiltà e alla vita “connessa”.

Lo scrittore che scrive solo di notte, tutte le notti. Di giorno lavora, sta con la moglie e con la figlia e di notte scrive. Il risultato? Magro da far spavento e due segni neri attorno agli occhi che sembra aver fatto a pugni di recente.

Nel conoscere questi scrittori mi sono chiesta: io che tipo di scrittrice sono?

E ho capito: io sono un redattore. Sono sempre stata un redattore. Non so inventare una storia da zero, sfruttando solo il potere dell’immaginazione.

Ho bisogno di raccogliere informazioni e dati, di fare delle interviste, di raccogliere materiale e, da lì, rielaborare, romanzare, inventare, trasformare.

E non so scrivere tutti i giorni. Se non ne ho voglia, se sono stanca, se non ho dormito abbastanza, se ho lavorato troppo, posso stare davanti al computer anche tutta una notte senza produrre nulla.

Ho bisogno di sfruttare al massimo i miei periodi di creatività, finché mi funzionano gli occhi e mi regge la schiena, devo scrivere.

Poi magari non scrivo per mesi… ma visto che non ho scadenze da rispettare, se non le mie, posso permettermelo. 😉

Capire che tipo di scrittore sono mi ha aiutato tantissimo. In che modo?

Gianluca Morozzi, durante il corso, ha detto: “Io scrivo una storia solo quando so come inizia e so come finisce; se non ho i due estremi, non mi ci metto neanche”.

Da quando ho capito di essere un redattore, ho smesso di intestardirmi a cercare di scrivere storie fantastiche, che non sapevo come portare avanti, e ho cominciato a… raccogliere materiale.

E, incredibile ma vero, sto andando avanti. Forse, per la prima volta in vita mia, arriverò persino alla fine di una storia.

Su quale argomento sto scrivendo? Ah, troppo presto per svelarvi su che cosa sto lavorando… 😉

E voi? Che tipo di scrittore siete? 

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