Scene di ordinaria maleducazione

Martedì scorso, mentre andavo al lavoro a piedi, ho assistito a un scena che mi ha colpito per la feroce e inutile maleducazione dei diretti interessati.

Ero in una strada del centro città a traffico limitato, dove transitano tantissimi studenti a piedi e in bicicletta, oltre a qualche auto di servizio e qualche furgoncino per le consegne.

Una ragazza a piedi passa da una parte all’altra della strada, non è sulle strisce pedonali e non guarda né a destra né a sinistra, perché troppo impegnata a guardare lo SmartPhone. Un ragazzo in bicicletta le taglia la strada e, per miracolo, non la investe in pieno.

Ora, lei era in torto, ma anche lui era in torto, visto che veniva da una strada a senso unico e procedeva contromano, tra l’altro a una velocità da pazzo.

Si sono guardati. Lui ha detto: “Ma li mortacci tua!”

Lei ha risposto: “Ma li mortacci a te!”

E lui: “Fanculo!”

E lei: “Ma vaffanculo te!”

Poi lui è scomparso a gran velocità con la sua bici, lei ha ripreso a mandare messaggini con il cellulare.

Io sono rimasta bloccata a osservare la scena, sentendomi una stupida perché ogni volta, di fronte a tanta maleducazione, mi sento offesa come se mi riguardasse direttamente.

Voglio dire, non potevano semplicemente chiedersi scusa a vicenda? Sarebbe bastato che lui, in torto, dicesse “scusi” e lei, altrettanto in torto, rispondesse “scusi lei”.

Perché insultarsi in quel modo? Che senso ha? A chi serve?

Foto da Pixabay

2 pensieri riguardo “Scene di ordinaria maleducazione

  1. Perché nessuno dei due voleva prendersi la colpa. Poi dipende tutto da come si pone quello che è in torto, recentemente ho avuto un piccolo incidente in auto, ho tamponato a bassa velocità l’auto davanti alla mia, sono scesa dall’auto disperata continuando a scusarmi e dire che era colpa mia, l’altro signire da prima era molto ostile pronto a insultarmi, si è calmato e anzi mi ha chiesto se mi sentivo bene. Alla sera mi ha addirittura telefonato per vedere come stavo, perché mi ha detto che era molto pallida (per lo spavento) che era preoccupato per me.

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    1. Sono del tutto d’accordo con te: l’atteggiamento in tanti casi è tutto. Un esempio: per lavoro mi succede di dovermi rapportare con persone arrabbiate, e ho scoperto che più mi mostro gentile e più la loro rabbia si sgonfia. Il più delle volte usiamo le altre persone come valvole di sfogo… e se dall’altra parte non troviamo terreno fertile, la rabbia passa così come è nata. O almeno io la penso così…

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