Quando avete capito di essere innamorati?

Di recente ho guardato una serie TV su Netflix che si chiama Atypical. Il protagonista, un ragazzo con la Sindrome di Asperger, un giorno guarda i suoi genitori e chiede: “Voi quando avete capito di essere innamorati?”

Questa domanda mi ha colpito. Mi ha colpito perché non è una domanda che ci si sente rivolgere molto spesso. Per dire: a me nessuno l’ha mai chiesto e io non l’ho mai chiesto a nessuno.

Di solito si chiede: “Come vi siete incontrati?”, oppure: “Da quanto tempo state insieme?”, o ancora: “Come mai avete deciso di sposarvi proprio ora?” e cose simili.

È invece più raro sentirsi rivolgere una domanda così personale, così… intima, che di persona non farei a chiunque, anche se di certo aprirebbe le porte ad aneddoti potenzialmente molto interessanti.

Questa domanda mi ha anche stupito. Mi ha stupito rendermi conto che conoscevo l’esatto momento in cui mi sono innamorata di Andrea; non ho avuto bisogno di pensarci, di ripercorrere con la memoria questi nove anni di vita insieme.

Non pensavo nemmeno che ci fosse un momento, e invece c’è e, già che siamo in argomento, mi permetto anche di raccontarvelo.

Eravamo a Casalecchio di Reno, nella piazza di fronte al Teatro Comunale. Stavamo insieme da poco tempo, anche se non saprei proprio quantificarlo perché non sono una da anniversari, quindi non so che giorno, che mese e che anno fosse.

So solo che, a un certo punto, senza nessun motivo apparente, Andrea mi ha abbracciato e mi ha baciato, lì, nella piazza. Io ho chiuso gli occhi e mi sono sentita come se fossimo sotto un ombrello, un grande ombrello tutto colorato, e attorno a noi stava nevicando.

Una neve leggera, che circondava noi e l’ombrello, e che nel giro di pochissimo aveva imbiancato tutto: il teatro, la piazza, la baracchina dei gelati dove andavo sempre quando frequentavo il Liceo.

Quando ho riaperto gli occhi, mi sono stupita che non stesse nevicando e che nemmeno ci fosse quel grande ombrello che, ad occhi chiusi, mi era sembrato tanto reale.

È stato lì, sotto quella neve e protetti da quell’ombrello che la mia mente aveva creato apposta per noi, che mi sono resa conto di amarlo.

E voi?

Quando avete capito di essere innamorati? Anche voi avete un “momento”?

Foto di Free-Photos da Pixabay

7 pensieri riguardo “Quando avete capito di essere innamorati?

  1. Per me è difficile dirlo, nel senso che fatico a distinguere una cotta dall’amore vero… Perché inizialmente non si può definire Amore. Tra me e il mio compagno è nata per attrazione fisica, non lo conoscevo e non ci avevo mai parlato ma aveva quel no so che. Eravamo in un locale e in un momento in cui era solo l’ho invitato a ballare. Alcune settimane dopo sempre nello stesso locale (ci vedevamo circa 1 o due volte a settimana perché facevamo parte della stessa scuola di ballo anche se io non facevo più corsi) quando ci siamo visti mi ha abbracciato ed io ho sentito le farfalle allo stomaco. Sempre quella sera c’è stato il nostro primo bacio, non potevo essere innamorata non lo conoscevo neppure però da quel momento il sentimento è cresciuto lento e progressivo… Però è stato un innamoramento a senso unico, lui ci ha messo molto di più ad innamorarsi, probabilmente parecchi mesi, certo mi voleva bene ma non era amore

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    1. Che bello! Allora l’hai conquistato! 😉
      Nella mia storia con Andrea, è lui ad aver conquistato me. Pensa che non ho alcun ricordo della prima volta che ci siamo conosciuti… ed eravamo anche seduti vicini! Ora, invece, è talmente parte della mia vita che non saprei come vivere senza. 🙂

      Comunque, sì, anch’io penso che l’Amore si costruisca giorno dopo giorno, mattone su mattone, però penso anche che ci sia un momento, tra i tanti, che senza “l’inizio”… per te è stato quell’abbraccio e le farfalle nello stomaco, per me il bacio in piazza sotto una neve immaginaria.

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  2. Ali, io non ricordo il momento esatto in cui mi sono resa conto di essere innamorata di valerio. Però ricordo strabene il momento in cui l’ho notato. Nel senso, come sai noi ci conoscevamo già, frequentavamo amici comuni ed erano già capitate varie uscite in gruppo tutti insieme, Figurati che l’avevo pure invitato al mio compleanno qualche mese prima di metterci insieme. Ma per me lui era solo l’amico dell’amico dell’amica. Poi una sera d’inverno fuori da un locale, in piena notte, faceva un freddo cane, lui si è offerto di portare a casa una ragazza che non si era sentita bene e senza secondi fini. Solo per generosità. Quella generosità che io in lui non avevo mai notato e che poi è diventata parte integrante di ciò che mi ha fatto innamorare 😉 beh, il giorno dopo gli ho scritto io per complimentarmi del gesto e da lì è nato tutto…

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  3. Molto toccante questo racconto e per diverse ragioni. Elencarle tutte sarebbe ozioso e stucchevole.
    So solo che andavo pure io alla baracchina del teatro (amo poco il nome della piazza, ma mi piace pensare che è in via Pascoli, il mio Pascoli).
    E poi il liceo, quel liceo, che per me è esistito solo quando ci ho preso servizio. Prima era un altro.
    Immagino tu ti aspetti la risposta alla domanda delle domande. Eh, non so rispondere. Mi ci sono sentito, tutto qui, anzi riconosciuto: è come fosse stata una presa di coscienza.

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