Tipi da treno: gli urlatori

Li riconoscete subito perché parlano a voce altissima e gesticolano con tale veemenza da rischiare di prendere contro a qualsiasi cosa, animata o inanimata.

Una volta, un’urlatrice seduta di fronte a me fece un gesto così espressivo, mentre sbraitava al telefono, da sbattere forte la mano contro il finestrino del treno.

Rimase per un momento interdetta, come a dire: “E questo vetro? Chi l’ha messo qui?”, poi riprese a parlare come se nulla fosse successo, massaggiandosi appena la mano, con il cellulare incastrato tra l’orecchio e il collo.

La prerogativa degli urlatori è che non sembrano mai preoccuparsi delle persone che viaggiano insieme a loro, come se gli altri passeggeri non esistessero, come se fossero soli o a casa loro, non su un mezzo pubblico. 

Da quando poi, con 10 euro al mese, hai le chiamate pressoché illimitate, gli urlatori finiscono per trascorrere ore intere al telefono, parlando spesso e volentieri di niente, solo per riempiere il tempo tra la partenza e l’arrivo, finendo con per “intrattenere” tutte le persone attorno.

Ci avete mai pensato? Una volta, quando per ricaricare il cellulare dovevi aspettare lo stipendio a fine mese (o donare un rene), le telefonate duravano pochi secondi netti:
“Ci vediamo al solito posto, ore 20?”
“Sì, perfetto, a dopo”
“Ciao”
“Ciao”

Adesso invece, se trovi un’urlatrice al telefono quando sali sul treno è altamente probabile che continuerà a parlare (urlare) per tutto il viaggio: la vedrai anche scendere dal treno chiacchierando, ma a quale punto diventerà un problema di qualcun altro.

Pensate che, settimana scorsa, mi sono ritrovata seduta vicina a una ragazza che ha urlato al telefono con la madre per tutto il viaggio: 35 minuti a parlare di sandali estivi. Ora, non che ci sia nulla di male nel parlare di sandali, ma 35 minuti? 

Forse è (anche) per questo che mi ostino a tenere un telefono dell’anteguerra – il mio ormai mitologico Nokia: non avendo un pacchetto “all inclusive”, ogni minuto che passo al cellulare ha ancora un valore ed evito di sprecare tempo in chiacchiere inutili.

Il telefono serve per comunicare, non è un “passatempo”: chiamo un’amica, le chiedo come sta, parliamo qualche minuto e ci accordiamo per vederci. Fine. È questo a cui serve il cellulare.

O, almeno, io la penso così. 

E voi?

Che cosa pensate?

PS: su questo argomento, ho scritto anche:

Dagli sms a whatsapp: quanto pesa oggi un messaggio?

 

2 pensieri riguardo “Tipi da treno: gli urlatori

  1. Io trovo che sia un vantaggio poter avere le telefonate illimitate ho amiche che posso vedere solo 3/4 volte l’anno e se non esistessero i messaggi e le chiamate probabilmente l’amicizia sarebbe andata persa… Però solitamente parlo con loro quando sono sola come in auto durante gli spostamenti (con auricolare) oppure mentre faccio le pulizie di casa

    Piace a 1 persona

    1. Anch’io ho amiche lontane e ti capisco benissimo. Però, non so quanti anni hai, ma io riuscivo a mantenere amicizie a distanza anche senza internet… bastava carta, penna, busta e francobollo. E dicendo questo mi rendo conto che non c’è niente da fare, resto una nostalgica degli anni 90…

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