Quando avevamo amici di penna

Non so voi, ma io ricordo ancora l’emozione di quando, tornata da scuola, trovavo nella buchetta della posta una lettera da parte di uno dei miei amici di penna.

Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza ho infatti scritto e spedito una quantità smisurata di lettere.

Non erano tutti propriamente penfriends; la maggior parte erano amici che vivevano abbastanza lontani da non poterci vedere così tanto come avremmo voluto.

E siccome il telefono costava più di fogli-busta-francobolli, finivamo per scriverci lunghe lettere piene di… scuola, amori non corrisposti, fratelli che avremmo voluto – solo metaforicamente – annegare, litigate con i genitori (che non ci capivamo mai) e passioni varie (tipo i Take That).

Ho un cassetto pieno di vecchie lettere che non sono stata capace di buttare e che ho traslocato da una casa all’altra… cosa volete? A volte sono un po’ nostalgica degli anni 90.

Dicevo, nel corso del tempo ho avuto un discreto numero di amici di penna. Il primo in assoluto fu Enrico, che è anche il mio primo amico in assoluto, visto che lui è nato a ottobre, io a novembre dello stesso anno e ci conosciamo da allora.

La sua calligrafia era stretta e minuta, a tratti del tutto illeggibile. Per fortuna era molto simile a quella di sua madre, che era amica di mia madre da sempre, quindi se proprio mi trovavo in difficoltà, avevo la traduttrice ufficiale in casa.

La seconda amica di penna è stata Arianna, di Verona. Ci siamo conosciute a Riccione e ci siamo piaciute così tanto da scambiarci gli indirizzi e continuare a scriverci lungo tutto l’anno, per tanti anni a venire (ora andiamo di WhatsApp e Facebook).

Le sue lettere erano come lei: vivaci ed estroverse. Era capace di usare venti colori in tre pagine, incastrare nei bordi piccoli disegni, stickers e timbri, condendo il tutto con i glitter, che mi restano sulle mani per giorni. 😉 Una volta mi spedì una lettera talmente profumata che è tutt’ora conservata dentro un sacchetto. 🙂

Nel novero degli amici di penna inserisco anche Chiara, anche se ci scrivemmo per poco tempo. Eravamo alle medie insieme e, nel passaggio alle superiori, scegliemmo scuole diverse, così ci scrivemmo per un po’, giusto per tenerci aggiornate.

La cosa più strana era che, mentre Enrico viveva dall’altra parte di Bologna (un solo autobus extraurbano che si attraversava km di campi arati e mucche al pascolo) e Arianna a Verona, Chiara viveva a Casalecchio, a poco meno di due km da casa mia!

Mah…

Poi… ci fu Aurelie, una ragazza francese che avevo conosciuto durante una vacanza in Corsica. Ci scrivemmo, in inglese, per diversi anni, fino a perdere i contatti definitivamente.

Ho ancora una nostra foto, infilata tra le varie lettere: due ragazzine abbronzate, sorridenti, con gli occhi proiettati verso il futuro. Chissà che fine avrà fatto? 

E infine, come non citare il mio amico di penna australiano? Ebbene sì, sono finita a scrivere fino all’altra parte del mondo!

Fu un progetto scolastico, durante le medie. Dovevamo scegliere un amico di penna e scrivergli in inglese, e io scelsi lui perché ero fissata con il cartone animato Georgie che, per chi non lo sapesse, è ambientato in Australia.

Ci scrivemmo in tutto quattro lettere. Nella terza mi mandò una foto e me ne chiese una mia. Gliela spedii e lui non mi rispose più. Non si può certo dire che si comportò da galantuomo. 😉

E voi?

Anche voi scrivevate lettere? Le avete ancora? Chi erano i vostri amici di penna?

Foto di Free-Photos da Pixabay

5 pensieri riguardo “Quando avevamo amici di penna

  1. Alice, hai risvegliato la mia memoria nostalgica. Mi mancano quelle lunghe lettere. MI ricordo un mio amoco di penne indiano, ci siamo scritti per anni. poi un’amica argentina che era rifugiata politica in Italia. Ci eravamo conosciute nel mio breve pariodo “politico”. Quando è tornata a Buenos Aires ci siamo scritte per anni, poi con l’arrivo delle email, ci siamo allontanate. Le email sono fredde, non si riesce a infondere lo stesso calore. Ho tenuto quelle lettere anch’io, sono in fondo a un baule in cantina dove tengo i miei quaderni. Sono un pezo di me. GRazie per questo ricordo

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    1. Cara Camilla, grazie a te per questo bellissimo commento! Ed è vero, le email sono veloci, gli sms addirittura istantanei, ma è tutto più… freddo. Era così bello invece ricevere notizie dagli amici… pattugliavo la buchetta della posta per giorni e giorni in attesa di risposte… e come era bello quando finalmente compariva la busta! Quante emozioni…

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  2. Io uso la penna per provarci con una ragazza. E più che amico di penna sono stato fidanzato di penna. Ora sono single. La mia ragazza non mi manca. Ma scrivere tutte le emozioni che provavo (e che provo) per lei mi manca assai…

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    1. Ho passato anni a scrivere per qualcuno che non mi considerava e che non leggeva (in generale, non solo quello che scrivevo io). Con il mio attuale fidanzato, invece, ci siamo innamorati a “suon di poesie” (mie e sue) e siamo insieme da 9 anni. Quindi continua a scrivere e, alla fine, trovare chi saprà apprezzarti. 😊

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