Nel mio luogo del cuore

Circa un anno fa ho partecipato a un incontro di meditazione nel parco. A un certo punto, la ragazza che ci guidava nella meditazione ha detto: «Ora immaginate di essere nel vostro luogo del cuore».

E io mi sono rivista nel prato vicino alla nostra casa al Lago, distesa di schiena insieme a mia cugina Chiara. Il sole splendeva in cielo e noi osservavamo i grandi rami del noce mossi dal vento. C’era profumo di primavera e l’erba era morbida e fresca sotto le nostre schiene.

Alle nostre spalle, davanti a casa, la mia bisnonna sgranava i piselli e mia nonna, uscita di casa nel sole del pomeriggio, ci raggiungeva con una grande coperta in mano e diceva: «Mettetela sotto, altrimenti finisce che vi sporcate tutte».

Quando la meditazione finì e la guida ci disse di uscire lentamente da quel luogo e riaprire gli occhi, mi sono accorta che avevo gli occhi pieni di lacrime, come se avessi vissuto un momento talmente bello da risultare commuovente.

Non so se fosse un ricordo reale, è più probabile che fosse una rielaborazione di vari momenti vissuti – mia cugina Chiara e io giocavamo spesso sotto i rami del noce, davanti a casa – però mi ha fatto capire una cosa.

Ho capito che ci sono luoghi che ti restano dentro, che si ricavano uno spazio e lo occupano con profumi, ricordi, emozioni, pensieri che diventano parte integrante di quello che sei, e dei quali non puoi più fare a meno.

Mi sono resa conto che una parte di me è sempre là: a giocare con mia cugina con le pentole sbeccate, a rubare i fagioli dall’orto e fare indigestione, a congelarci i piedi nell’acqua del lago, cercando di imprigionare i girini.

E una parte di me continua a sentire la mancanza della mia bisnonna, seduta sotto il portico a piegare i panni, o a rammendare fazzoletti, oppure in cucina, vicino al camino, mentre infilava un pezzo di legno nella stufa per alimentare il fuoco.

Ha fatto parte della mia vita per tanti anni eppure di lei so così poco; ho i miei ricordi, qualche aneddoto riportato da altri, storie di famiglia che non sempre collimano… tornassi indietro, passerei ore con lei a farmi raccontare tutto.

Ma tornassi indietro sarei di nuovo una ragazzina, persa dietro giochi, favole, amori non corrisposti e non sarei cosciente dell’importanza delle storie che le persone si portano appresso… e che, dopo la morte, scompaiono insieme a loro.

Foto di skeeze da Pixabay

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...