Tipi da treno: gli attaccabottoni

Sui treni sono diventati sempre più rari – perché ormai la maggioranza delle persone tende a isolarsi dentro un cellulare – però ogni tanto può capitare di incontrare un “attaccabottoni” e… non sarà un’esperienza facile da gestire.

Di solito succede così: l’attaccabottoni si siede, dopo pochi secondi fa un commento generico del tipo: “Questo treno è sempre in ritardo”, oppure: “Sembra che inizi a piovere”.

Voi rispondete con un laconico “Mmm”, che non lo scoraggerà minimamente dall’iniziare a parlare e, nel giro di un nulla, vi avrà raccontato tutta la storia della sua vita.

Raramente vi chiederà qualcosa di voi, è raro che vi lasci proprio parlare… Ricordo una signora, in particolare, che saliva sul treno – anni fa – dalla mia stessa fermata.

Era sposata, avvocato, madre di tre figlie femmine (le età le ho dimenticate), appassionata di libri gialli, orfana di padre da meno di cinque anni (un tumore che non gli aveva lasciato scampo, anche se non ricordo più dove l’avesse colpito).

Di me, lei sapeva solo che mi chiamavo Alice, che casualmente era anche il nome di una delle sue figlie, delle quali naturalmente mi aveva raccontato tutto.

In quel periodo ricordo che stavo leggendo I pilastri della terra e, chi di voi ha letto questo romanzo, sa che ogni pagina chiama quella seguente… per cui approfittavo di ogni singolo momento libero per andare avanti nella storia.

I viaggi in treno erano i momenti migliori per leggere, tranne quando incontravo la mia personale “attaccabottone”. Non che fosse antipatica però, primo) avrei voluto leggere e secondo) avrei preferito dialogare, non ascoltare muta il suo monologo.

Ma è raro che un attaccabottone si renda conto del vostro fastidio: sono persone estroverse, espansive, concentrate su se stesse; persone che – letteralmente – ti sommergono.

Non hanno, in fondo, alcun interesse verso l’altro, hanno solo bisogno di parlare, di sfogarsi e, di solito, amano molto il suono della loro voce.

Durane il periodo di appassionata lettura de I pilastri della terra, in alcune occasioni sono persino uscita di casa prima per andare alla fermata dopo… così da non doverla incontrare.

Potrà sembrare cattivo, ma se mi vedeva non avevo scampo: mi parlava anche se io tenevo caparbiamente gli occhi incollati alla pagina e non le rispondevo!

Poi, un giorno è sparita, forse ha solo cambiato orari. Ancora oggi, che ho cambiato stazione di partenza, ma il treno è sempre lo stesso, ogni tanto la intravedo: a volte parla al cellulare, a volte con qualcuno che, muto, resta paziente ad ascoltare.

Foto di Galina Bogdanovskaya da Pixabay

2 pensieri riguardo “Tipi da treno: gli attaccabottoni

    1. Ah, sì, occhiali da sole e cuffie nelle orecchie… sei proprio il classico “tipo da treno” che si isola nel suo mondo. 😉

      Io non riesco a farlo, primo perché non sopporto proprio cuffie e auricolari. Anche senza musica, mi viene male alla testa. Mai capito perché.

      Secondo, mi piace restare aperta alle possibilità offerte dal viaggio in treno: a volte incontro persone interessanti, con le quali condivido qualche storia/pensiero/idea. 😉

      Finché è un dialogo mi piace… sopporto invece molto poco chi fa monologhi a senso unico (e parla con me come se io fossi un muro).

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...