Tipi da treno: gli studenti

Nel corso degli anni, prendendo il treno in momenti diversi del giorno, ho potuto notare che gli studenti non sono tutti uguali

A seconda dell’età, e del contesto in cui si trovano, hanno atteggiamenti del tutto diversi e, come mio solito, non ho potuto fare a meno di catalogarli, creando tre diverse tipologie di… studenti da treno. 😉

1. Lo studente delle superiori

Il treno che arriva a Bologna alle 7:47 è letteralmente infestato da studenti adolescenti, che frequentano le scuole superiori.

Chiassosi, vocianti, si passano il telefono tra loro, ridono spalancando la bocca, si danno vigorose pacche sulle spalle, si scambiano di posto, si sbaciucchiano rumorosamente.

Io sono mezza insonnolita, congelata, di malumore e loro sono talmente pieni di energia che ogni volta mi chiedo: “Ma come diamine ci riescono? Sono le 7 del mattino!”

Quando scendono, si lasciano dietro un silenzio irreale, l’odore tipico delle palestre scolastiche e, nelle orecchie, mi resta un leggero ronzio, come dopo una serata in discoteca.

2. Gli Universitari

Di solito mi capita di incontrarli in tarda mattinata e si riconoscono perché hanno il viso contratto, preoccupato, gli appunti sulle gambe, l’evidenziatore tra le mani.

A volte sono soli e li vedi sottolineare febbrilmente, bofonchiare a bassa voce, chiudendo gli occhi, come a voler fissare meglio le parole che stanno studiando nella mente.

A volte invece sono in gruppo – tre, quattro studenti al massimo: ripassano insieme, oppure si scambiano consigli per passare un certo esame e pareri sui professori e sugli insegnamenti da scegliere (e da evitare).

Ogni volta che li vedo penso che studiare non mi manca per nulla. Anche nei periodo di maggiore stress lavorativo, ho sempre pensato che sto meglio in ufficio che in Università.

>> PS: lo sapevi che gli studenti universitari mi hanno ispirato la poesia “Una vita assurda”? 😉 <<

3. Gli studenti delle elementari

Può capitare in qualsiasi momento. Sali sul treno e tutti i vagoni sono traboccanti di bambini delle elementari in gita scolastica.

In pratica, ti ritrovi circondata da un’orda di piccoli barbari indomabili. A nulla infatti servono i rimproveri delle insegnanti che li accompagnano, i vari “stai seduto”, “non calciare il sedile davanti”, “non metterti le dita nel naso”; la loro energia è superiore a qualsiasi tentativo di addomesticamento.

E per fortuna che il treno ha diversi vagoni, per cui la loro presenza si stempera nello spazio; quando trovi due classi di bambini in gita su un autobus, l’unica cosa che puoi fare è metterti nel tuo angolino e aspettare: o arrivano a destinazione loro o ci arrivi tu. In un caso o in un altro, prima o poi il viaggio finirà. 😉

Foto di Wokandapix da Pixabay

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