Passa la vita, vuoi che non passi un giorno?

“Passa la vita, vuoi che non passi un giorno?”

Questa frase è in un libro* che sto leggendo e mi è tornata in mente stanotte, intorno alle tre, mentre vagavo per casa assediata da troppi pensieri.

Il protagonista è costretto a restare chiuso in una capanna insieme ad altri tre boscaioli. Fuori piove forte, non sanno quando smetterà, non sanno quando potranno uscire di nuovo. 

Siamo in un bosco della Maremma, in un periodo non ben specificato della seconda guerra mondiale, non c’è la televisione, non c’è internet, non ci sono nemmeno libri. Hanno solo la compagnia l’uno dell’altro, le carte con cui giocare, i ricordi che infestano la mente, la nostalgia di casa.

C’è solo il vuoto, il fluire del tempo, il senso fisico dei minuti che passano, lenti e inesorabili (e tutto questo in un capitolo di appena dieci pagine. Straordinario).

Il protagonista, assediato dai ricordi di quello che ha perso, avrebbe bisogno del lavoro per tenersi occupato, ma quando fuori fa tempesta, l’unica cosa che si possa fare è stare seduti, in compagnia di quello che c’è, aspettando che torni il sereno.

Ed è qui che chiede: “Che ore sono?”

“Le dieci”, gli viene risposto

“Le dieci?” ribatte “Non so davvero come faremo a passare questa giornata”

E l’altro: “Passa la vita, vuoi che non passi un giorno?”

Ed è a questo a cui penso questa notte. Che è solo una notte, e passerà, così come passa tutta la vita, attimo dopo attimo, momento per momento, e l’unica che posso fare è stare qui, a scrivere, con la famigliare sensazione delle “troppe cose che potrebbero andare male e che non dipendono da me” che mi pesa sulla pancia.

Note

Il *libro che sto leggendo è Il taglio del bosco di Carlo Cassola.

 

4 pensieri riguardo “Passa la vita, vuoi che non passi un giorno?

  1. chapeau. forse non era l’intenzione, ma hai scritto in poche righe una delle migliori recensioni che abbia mai letto. mi è tornata la voglia di rileggerlo (e dire che l’avevo trovato nosioso; ma a 16 anni; quasi 30 anni dopo, forse sarà diverso)

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    1. No, non voleva essere una recensione. Era uno dei miei sfoghi notturni, quando attorno a me c’è solo l’ansia e, scrivendo, riesco a mettere ordine, e a vedere altro. Grazie del tuo commento, caro “screanzatoinnamorato”… poi mi farai sapere se hai riletto il libro e se ti è piaciuto. :*

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