Un viaggio olfattivo nei ricordi

Ogni volta che sciolgo il cioccolato per preparare un dolce mi viene in mente mio fratello. Quando era bambino, e in casa preparavamo la torta al cioccolato, lui si metteva in attesa per leccare il cucchiaio e il pentolino dove, mia mamma, aveva fatto sciogliere il cioccolato con il burro.

A mia madre penso ogni volta che cucino i biscotti. Ho imparato tante ricette da lei, ma i suoi biscotti sono imbattibili e, per quanto ci provi, non mi vengono bene come i suoi. Dice che lavoro troppo la frolla, ma anche se la tocco il meno possibile, i suoi sono comunque più buoni.

La legna, che brucia nel camino, ma anche quella bagnata messa fuori ad asciugare, è legata nei miei ricordi alla mia bisnonna materna. La vedo proprio, capite? Seduta sulla sua scranna, tra la stufa e il camino.

Ogni volta che entro in una pineta e sento il profumo di pinoli, resina e aghi di pino penso a Riccione, alla casa dove ho trascorso tutte le estati della mia vita fino ai sedici anni. Penso alla Signora Danusa, la padrona di casa che, per me, è stata come una nonna.

A mia nonna materna, invece, è associato l’odore del ragù. Il suo ragù è leggendario. Non ho mai voluto sapere che cosa ci mette dentro perché, certe cose, è meglio non saperle. Si mangia, si gode e si digerisce… prima o poi.

Mio nonno materno è il pescatore della famiglia. Quando ancora guidava, la sua auto sapeva solo di pesce e di esche. Da bambina, ogni tanto mi portava nel suo negozio di pesca preferito ed era come fare un’immersione nel suo mondo.

A mio nonno materno ho dedicato il post La famiglia ti sorprende sempre

Nell’armadio-guardaroba nell’ingresso di casa di mia nonna paterna, invece, ritrovo ogni volta l’altro nonno. Anche se è morto da quasi trent’anni, apro l’armadio per appendere la giacca, sento quell’odore e mi aspetto di vederlo entrare in casa, come se non se ne fosse andato mai.

Di mio nonno paterno, e dell’armadio, vi ho raccontato in Ricordi di un nonno che non c’è più

Penso anche al profumo delle olive alla ascolana, che mi ricorda un amico di mio padre; le ho mangiate per la prima volta a casa sua, ero una ragazzina. Le aveva cucinate sua madre ed erano spettacolari.

E poi c’è il profumo dei funghi porcini, che mi fa pensare al padre di Andrea. Una delle ultime volte che l’ho visto, si stava preparando il risotto con i funghi. Ormai non sentiva più i sapori, per cui mangiava più con l’olfatto che con il gusto. Era stanco, quel giorno, faticava a reggersi in piedi.

Gli ho detto: “Franco, vai in poltrona, finisco io”. Lui mi ha guardato e ha detto: “Va bene, è quasi pronto”. Non era tipo da lasciar cucinare qualcun altro e nemmeno da accettare consigli. È stato in quel momento che ho capito che la fine era vicina.

A mio padre, invece, più che un profumo o un odore, associo una serie di luoghi, quindi il mio prossimo viaggio nei ricordi penso sarà visivo. 😉

E voi?

Ci sono odori e profumi che vi ricordano persone? O fatti. O luoghi.

Foto di Free-Photos da Pixabay

5 pensieri riguardo “Un viaggio olfattivo nei ricordi

  1. Ciao Alice!
    ti seguo su Facebook con passione.
    Questo tuo ultimo intervento mi ha fatto pensare a tutti gli odori/profumi che mi ricordano relazioni presenti e passate..
    L’odore del ragù, che ho cucinato seguendo la ricetta precisa precisa di mia mamma, che a sua volta la prese da mia nonna. e sono subito catapultata spazio-tempo a casa di nonna, quando dormivo su quel divano nel salotto buio ma così accogliente e sicuro, e mi svegliavo con il profumo che veniva dal cucinino.
    ogni volta che sento l’odore del borotalco, penso all’altra mia nonna..e allora mi concentro, avvicino il tubetto e chiudo gli occhi..ed è come se fossi tornata indietro all’infanzia..
    e poi c è il profumo di Marsiglia, che mi ricorda casa dei miei..che mi mancano tanto.
    mi manca il profumo di mia mamma, di mio papà quando li stringo a me.
    ecco,un po’ mi sono commossa a scriverti tutto ciò.
    ma ti ringrazio, hai aperto un pezzo di cuore che pensavo di aver perso.
    Un caro saluto,
    Bea

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  2. Le viole..mi ricordano la nonna che usava Violetta di Parma..e il basilico,ne metteva un mazzolino appuntato all’abito d’estate. Il profumo delle torte mi ricordano l’infanzia felice,l’odore del legno mi fa sentire vicino al papà che faceva il falegname..il profumo del bucato mi ricorda la mamma(che fortunatamente ancora ho)..
    Hai smosso in me tanti bellissimi ricordi in questa mattinata così silenziosa,in questa realtà così triste…grazie!
    Amica(virtuale) della tua mamma da tanti anni,ti seguirò con vero piacere d’ora in avanti.

    Piace a 1 persona

    1. Che bei ricordi, grazie! Le violette mi hanno fatto ricordare quando, da bambina, andavo con mia cugina nel sottobosco vicino a casa sua. In inverno era pieno zeppo di ciclamini selvatici. Non facevano profumo, ma erano bellissimi, di un rosa così intenso, quasi ci commuovevamo. Non ne ho più visti così tanti. Chissà se ci sono ancora…

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