Quello che gli altri notano di noi

Diversi anni fa, una collega di mia madre ci invitò a casa sua per confezionare decorazioni per l’albero di Natale. Appena entrata dalla porta, mi guardò e mi disse:

«Ma dai! Sei tu! Ti vedo sempre sul treno! Pensavo sempre: chissà chi è questa ragazza sempre vestita bene, tutta intonata, anche alle 8:00 del mattino».

Ora, di me si può dire tutto, ma non che io abbia mai prestato attenzione alla moda e al modo di vestirmi! Mai amato fare shopping. Se mi serve qualcosa, lo compro e basta. Per cui sono rimasta colpita che io fossi “la ragazza vestita bene del treno”.

È stato strano vedersi con gli occhi di qualcun altro. Qualcuno che non ti conosce, che ti vede sul treno e ti mette un’etichetta. Una sua etichetta.

Ho pensato che anch’io faccio la stessa cosa. Osservo le persone e metto delle etichette: la ragazza che scrive. Il ragazzo che ha perso 10 kg in un anno. L’uomo vestito Ducati dalla testa ai piedi. La donna che parla parla parla parla e non la ferma nessuno. E così via.

E ho pensato che, a seconda di chi ci vede, finiamo per essere una persona diversa. Per qualcuno potrei essere la ragazza che legge, per un altro quella che prende appunti, per un altro ancora quella che non si fa mai gli affari suoi e spia gli altri, persino quella vestita bene!

Insomma: una, nessuna e centomila. 😉

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

5 pensieri riguardo “Quello che gli altri notano di noi

  1. È proprio come dici tu, siamo visti ed etichettati da chi ci guarda. Quindi noi “appariamo” agli occhi altrui e da essi siamo interpretati.

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    1. Mi fai pensare che noi stessi siamo sempre leggermente diversi a seconda di con chi siamo. Non diventiamo certo “altro”, ma tendiamo a comportarci in maniera diversa con gli amici, con i colleghi, con il compagno, con la famiglia. Come se emergessero delle impercettibili sfumature del carattere che ci rendono sempre leggermente diversi. Quindi: chi siamo? Uno, nessuno, centomila. 😉

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  2. Il tuo post mi ha fatto riflettere su una cosa: se da una parte non è bello essere etichettati da un’altra persona ciò può diventare un qualcosa di positivo. Mi spiego: il fatto che ognuno metta un’etichetta diversa, significa che ognuno ci vede da un’angolazione diversa e può farci notare un lato di noi che noi per primi non avevamo mai notato o una caratteristica che non avevamo mai visto.

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    1. Ciao Mapiova, è assolutamente vero!
      E mi fai pensare: alla fine, ognuno di noi è come un libro. Ogni persona che ci legge, anche in modo distratto e poco approfondito, nota qualcosa di diverso; sfumature che noi per primi non avevamo mai considerato.
      E il libro-persona si arricchisce di significati sempre nuovi, anche grazie a perfetti estranei che transitano solo nelle nostre vite.

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