Una scia di pagine bianche

Un quadrato di sole
alla stazione di Casalecchio
resiste alla sosta dei treni
al passare delle persone
al trascorrere delle stagioni.

Mi ci rifugio
tra le 8:25 e le 8:33
nelle mattine di fine estate
in quelle miracolosamente
tiepide d’inverno
quando il sole
sia pur basso all’orizzonte
illumina la brina
posata sui binari.

Mi riscaldo
queste quattro ossa
che chiamo corpo
grata di ogni respiro
di ogni battito
di ogni pensiero
che diventa poesia.

Come avrei fatto?
Oggi mi chiedo.
Come avrei fatto
senza il ritmo incessante
di versi e di parole?

Senza trasformare in inchiostro
rabbia-rancore-frustrazione
(e dopo)
paura-ansia-disperazione
per poi lasciare tutto lì
a infestare la carta
invece della vita.

Ora so che ci sei
anche quando resti muta
anche nei momenti non-scrivo-più
che si espandono fino a durare
mesi (anni)
lasciandosi dietro una
scia di pagine bianche.

***

Poesia di Alice Spiga

Foto di Monfocus da Pixabay

3 pensieri riguardo “Una scia di pagine bianche

  1. bellissimo flash di un attimo fuggente, Momento in cui si può riflettere, elucubrare..e specchiarsi fino nell’intimo. Un po’ mi ritrovo nel tuo poetare, soprattutto in quelle pagine bianche che denotano i tempi dei silenzi, di cui si ha bisogno per ricaricarsi. Bentrovata Alice e buona serata a te 🙂

    Piace a 1 persona

    1. Grazie del tuo bellissimo commento. Anch’io mi ritrovo nelle parole che scrivi sul tuo blog. È l’aspetto di internet che amo maggiormente: trovare spiriti affini che, altrimenti, non avresti potuto incontrare mai. Quindi: bentrovata anche a te Alidada. 🙂

      Piace a 1 persona

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