Tipi da palestra

Chi segue il mio blog sa che ho una strana passione: osservare le persone e, dai loro comportamenti, inquadrarle in categorie umane di mia invenzione.

Se mi avete seguito, sarete passati attraverso i miei Tipi da Treno, i Tipi da Spiaggia e i Tipi da Coronavirus, approdando ai Tipi da Palestra, che mi accingo a raccontarvi. 😉

L’elenco non è ovviamente completo; è solo un anno che frequento una palestra, quindi è altamente probabile che, con il tempo, ne emergano altri.

Vi terrò aggiornati, magari con una seconda parte. Chissà.

Gli stacanovisti

«Ho tre figli a casa. Se non vengo in palestra tutti i giorni, finisce che vado fuori di testa». Così mi ha detto una signora che incontro spesso in palestra.

Non la incontro sempre, perché lei ci va tutti i giorni, io no. Non so davvero come ci riesca. Io ci vado tre volte alla settimana e, per riuscirci, devo fare magici incastri tra lavoro, casa, famiglia. E lei ha tre figli. Io zero. Questa si chiama dedizione.

Mi ha detto: «Non ci trascorro sempre lo stesso tempo. A volte resto più di un’ora, altre volte entro, faccio dieci minuti di tapis roulant e basta. Dipende da quanto tempo ho».

Posso supporre che non sia l’unica, visto che tante facce le vedo sempre, anche se cambio giorno, anche se cambio orario. Alcuni sono presenze pressoché fisse, tanto che, se un giorno non li vedo, penso: “Chissà cosa gli sarà successo?”

Le coppie

Ne vedo tante di persone che, in palestra, si allenano in coppia. Di solito si alternano: usano la stessa macchina o gli stessi attrezzi e, quando uno si allena, l’altro si riposa.

Le mie preferite sono una madre e una figlia che si allenano tre volte alla settimana con il Personal Trainer. La madre ha gli occhi pesantemente truccati, fa battute al PT, toccandogli spesso il braccio. La figlia trascorre più tempo al cellulare che sulle macchine.

Altra coppia degna di nomina: l’uomo super-muscoloso, di quelli che sembrano gonfiati ad aria compressa, e il ragazzetto pelle e ossa, tipo Semola de La Spada nella Roccia Disneyano. Fanno gli stessi esercizi, usano le stesse macchine; solo che il primo solleva pesi mastodontici, l’altro meno di me.

I narcisisti

In questa categoria, troviamo:

  • Quelli che amano guardarsi allo specchio e lo fanno apertamente; controllano la forma e la consistenza dei muscoli, anche avvicinandosi allo specchio per vedere meglio.
  • Quelli che amano guardarsi allo specchio, ma si vergognano di farlo, quindi li vedi gonfiare i muscoli, guardare di straforo, con la coda dell’occhio e poi tornare subito all’esercizio, sperando di non essere stati beccati in flagrante.

I tatuati

Se avete intenzione di farvi un tatuaggio e non sapete in quale negozio di tatuaggi andare, entrate in una palestra e chiedete al primo che incontrate.

Non so se sia strettamente collegato a un certo senso estetico, per cui più tieni alla tua forma fisica e più finisci per avere voglia di decorare il corpo.

Non saprei, so solo che non ho mai visto così tante persone tatuate in un unico luogo. Ed è difficile non notarli, visto che la tenuta che va per la maggiore è canotta e pantaloncini cortissimi.

I grossi

Andare in palestra non vuol dire necessariamente diventare Mr Muscolo, però di “grossi” ce ne sono veramente tanti. Ora, io non mi intendo di integratori per “pompare” i muscoli, ma ho dei dubbi che si possa diventare così tanto muscolosi solo con l’attività fisica.

Ne ho visto uno, in particolare, che era talmente grosso, così super iper muscoloso, che camminava in modo strano, come se non riuscisse a piegare correttamente le ginocchia per colpa dei muscoli troppo sviluppati.

Sono scelte personali e non mi permetto di giudicare nessuno; mi chiedo solo che cosa spinga una persona ad andare tanto “oltre”. Forse, un giorno, troverò il coraggio di chiederlo a qualcuno. È che sono talmente grossi che fanno un po’ paura…

I motivati

Questa è la mia categoria. Ho sofferto di male alla schiena, ai piedi, alle ginocchia e al collo praticamente per tutta la vita. Poi ho avuto dei problemi di salute un po’ più gravi, mi hanno imposto la palestra e, da quando ci vado, è sparito tutto.

Vi giuro, non ho più nessuno dei dolori di cui soffrivo prima ed è tutta un’altra vita. Ho ripreso a camminare senza avere dolori alle ginocchia e ai piedi. Ho ripreso a dormire una notte intera senza venire svegliata dal male ala schiena.

Questa è la motivazione principale che mi spinge a trovare il tempo e lo spazio, in una vita sempre frenetica, per andare in palestra: non avere più dolori.

E non sono l’unica. Facevo gli esercizi di allungamento per la schiena e un ragazzo mi ha detto: «Li faccio anch’io, sai? Stessi allungamenti. Li ho imparati quando soffrivo di male alla schiena. Con la palestra, grazie a Dio, è sparito tutto».

Una signora (ho attaccato discorso perché aveva dei capelli ricci troppo belli per non farle i complimenti!) mi ha raccontato che ha sofferto di dolori alla schiena e alle gambe per tutta la vita. «Tornassi indietro – mi ha detto – mi iscriverei in palestra molto prima».

Le ho detto: «Forse, prima, non era abbastanza motivata».

E voi?

Frequentate una palestra? Che “Tipi da Palestra” siete?

6 pensieri riguardo “Tipi da palestra

    1. Non sono tipa da corsa, meno che mai da bici. Sono una camminatrice, questo sì.
      Sul nuoto, poi, stendo un velo pietoso, visto che so stare giusto a galla e vado nel panico se non riesco a toccare il fondo con i piedi. Sono anche negata per qualsiasi gioco di squadra.
      La palestra è l’unico luogo in cui riesco a tenermi in forma, scarico le tensioni e mi sento a mio agio.

      PS: Sto lavorando, da un po’ di tempo, su un post di confronto (somiglianze e differenze) tra camminatori e ciclisti. Prima o poi lo finirò. 😉

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      1. Prima correvo e la bici è arrivata quando il ginocchio è andato a rischio. Non ero mai stato molto bravo con la bici Sono due esperienze diverse.
        La bici è solo salita è mi ha dato delle soddisfazioni che mai avrei pensato.

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  1. Non ho mai frequentato palestre, ma forse bisognerebbe, almeno per comprendere il genere umano. Non so, mi viene da dire che occorrerebbe il distacco ironico di Ariosto, per non dire ovviamente l’umorismo di Pirandello, per trovare il «quid» di certuni. Ah, certo, pure io potrei essere, e giustamente, categorizzato: non faccio eccezione. Eppure, anche i «social» rischiano di dare adito a un certo narcisismo. Chissà, lascio ad altri il giudizio… Certo è, alice, che non ci avevo mai pensato ai tipi da palestra: li posso inserire nel dualismo aristotelico di animo e corpo.

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    1. Io amo alla follia tutti i luoghi in cui, non vista, posso osservare gli altri, tipo il treno, la spiaggia, le sale d’attesa. Emergono tutte le singolarità che distinguono una persona da un’altra, rendendola unica e insieme universale.
      PS: i tuoi commenti sono sempre bellissimi. Mi fai tornare in mente antichi ricordi, mezzi sepolti nella memoria, del mio periodo di studentessa a Lettere Moderne. 🙂

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      1. Che che se ne dica, anche io mi giudico un buon osservatore. Poi magari riesco a dissimulare molto.che vuoi mai? Preferisco affidare agli scritti ciò che di solito non dico a voce. Sono poi contento di far riemergere antichissime letture quasi, e sottolineo quasi, sepolte…

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