Un altro Natale mascherati

Oggi è la vigilia di Natale e ho ceduto. Ho preso l’albero fuori dallo sgabuzzino e l’ho messo in un angolo del salotto. Era già addobbato dall’anno scorso, quindi non ho fatto un grande sforzo.

Questa mattina mi sono svegliata e, già nel fare colazione, ho capito che qualcosa era cambiato, che una flebile fiammella di spirito natalizio si era accesa.

Ho apparecchiato con tazza, cucchiaino e coltello rosso, ho messo i fazzoletti di carta natalizi; ho scattato anche una foto, così giusto per non dimenticare il momento.

Nel pomeriggio ho guardato un film di Natale (il primo dell’anno 2021) e, verso sera, il salotto sembrava così spoglio, così poco illuminato ed è stato lì che ho estratto l’albero dal suo nascondiglio.

Non so per quanto lo terremo. Ci sono stati anni in cui scalpitavo che arrivasse l’otto dicembre per fare albero e presepe ed ero capace di lasciarli lì fino alla fine di gennaio; mi piangeva il cuore a rimettere tutto nelle scatole con scritto sopra “NATALE” e “PRESEPE”.

Quest’anno… non so.

Sarà un altro Natale anomalo: Vigilia e Natale da soli, Andrea e io, ventisei dalla mia famiglia, ventisette e ventotto dalla mamma di Andrea.

Mia mamma ha già pre-allertato: «Cerchiamo di tenere le distanze e, soprattutto, le mascherine più che possiamo».

Un altro Natale mascherati. 😦 Oh, meglio che niente…

Vi lascio con Vasco, giusto perché sta passando in radio e si adatta bene al mio umore attuale. “Siamo quiiiiiiii, pieni di guaiiiiiiii”.

E voi?

Che programmi avete?

8 pensieri riguardo “Un altro Natale mascherati

  1. i miei programmi non sono tanto diversi dai tuoi. Io domani ho invitato qui figlie e nipoti ma poi mi sa che ci si rinchiude di nuovo… Non se ne esce da questa brutta storia.
    Buon Natale Alice e un abbraccio grande

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    1. A volte penso che abbiamo la sensazione che le cose non stiano migliorando perché riceviamo informazioni parziali e “sensazionalistiche”. Ad esempio: ogni giorno ci danno il “numero dei contagiati”, ma non sappiamo se chi viene contagiato è vaccinato. Non sappiamo mai se le persone contagiate hanno tenuto dei comportamenti a rischio. Non sappiamo se hanno o meno dei sintomi (anche i miei nonni l’hanno preso, ma erano vaccinati e non hanno avuto alcun sintomo. Se non fossero stati vaccinati, non so cosa sarebbe successo). E inoltre: sembrano tantissimi i contagiati, ma vanno messi in relazione al numero (spropositato) di tamponi fatti e al numero di morti (molto inferiore all’anno scorso). Insomma. A volte ho la sensazione che il clima di terrore serva soprattutto a far tenere le distanze, la mascherina sulla faccia e il disinfettante in borsa…
      Detto questo, trascorri un Natale sereno e felice, cara AliDada. Ricambio l’abbraccio di cuore. 🙂

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