Tipi da bicicletta

Premetto: io non vado in bicicletta, né in campagna, né in città. A seconda della destinazione, mi muovo a piedi o in macchina, oppure utilizzo i mezzi pubblici (treni e autobus).

I miei “tipi da bicicletta” nascono quindi dall’osservazione di chi, andando in bicicletta, si è casualmente trovato sulla mia strada, a tiro di sguardo.

I solitari

Preferiscono pedalare da soli, lungo la strada che si sono scelti, così possono scegliere liberamente a che ora mettersi in viaggio, quale percorso fare, che andatura tenere, quando fermarsi per fare una pausa.

Ne ho incontrato uno, in particolare. Era fermo sul ciglio della strada e parlava al cellulare. Stava dicendo: «Sì, sono da solo. Mi sono rotto di ritrovarmi sempre fermo, ad aspettare chi resta indietro».

Alcuni sono tipi sportivi, per i quali andare in bicicletta fa parte di un allenamento serio e costante, al quale non rinunciano nemmeno se diluvia o se fuori ci sono quaranta gradi all’ombra (o meno dieci gradi sotto zero).

Altri sono ciclisti della domenica, spompati, la maglietta inzuppata di sudore, la lingua che tocca l’asfalto. Si trascinano su per la salita, con una bicicletta non adatta allo scopo, e sembrano pensare: “Ma chi diavolo me l’ha fatto fare?

I gruppi

Da quando viviamo in campagna, vedo tantissimi gruppi di ciclisti. Si danno appuntamento al ristornate vicino a casa nostra e, da lì, si mettono in marcia.

Il ristorante in questione ha un parcheggio, ma loro si trovano proprio all’ingresso del ristorante e occupano quasi tutta la strada.

Una volta ho dovuto suonare il clacson perché non sembravano essersi accorti della mia macchina e rischiavo seriamente di prenderli sotto.

Alcuni sono gruppi super organizzati: uomini e donne in tenuta tecnica, con tanto di sponsor sulla maglietta, a cavallo di biciclette dall’aspetto costoso.

Altri invece sono gruppi “fai da te”: danno l’impressione di aver preso fuori la bici dopo secoli che stava in cantina e, probabilmente, hanno le gomme leggermente sgonfie e il sellino troppo duro.

Il gruppo più originale in assoluto, Andrea e io l’abbiamo incontrato in piena notte. Stavamo tornando a casa dopo una cena e la strada era invasa da una cinquantina di biciclette.

Portavano tutti una maglietta con una scritta tipo: “Noi pedaliamo di notte” ed erano seguiti da una macchina con un megafono sopra e i fari puntati sui ciclisti. Sembrano una setta segreta…

Gli incuranti del pericolo

Pedalano velocissimi e stringono a tal punto le curve da invadere la carreggiata opposta. Quando li senti passare, in discesa, producono un fischio acuto e uno spostamento d’aria notevole.

Sembrano non rendersi conto che stanno sfidando il pericolo, che la strada è trafficata di auto, di moto, di mezzi pesanti e che il rischio di andare a sfracellarsi non è poi così improbabile.

I più incuranti del pericolo sono i ciclisti che viaggiano in piena notte vestiti di scuro, senza fari posteriori; una cosa da incoscienti, secondo me, soprattutto in una strada di campagna piena di curve cieche e semi-cieche.

I soccorritori

Di ritorno da una delle mie passeggiate in campagna, vedo un ciclista fermo a lato strada. Sta trafficando con la catena, che è scesa dalla sua naturale collocazione e giace a terra.

Tempo dieci secondi, alle mie spalle sento arrivare un altro ciclista. Frena sollevando una gran polvere, gli si avvicina e dice: «Bisogno di aiuto?» L’altro risponde: «No, tranquillo, ho quasi fatto».

Passo accanto a entrambi e, di fronte a me, lungo la stradina, vedo un terzo ciclista. Anche lui si ferma, li guarda entrambi. Dice: «Avete bisogno di aiuto?»

Quello con la catena caduta di nuovo risponde: «No, no, ho quasi fatto»

Il ciclista che si era fermato per primo è ancora lì, con un piede appoggiato a terra e uno sul pedale. Alza le spalle, si guarda attorno, dice: «Gli avevo proposto di aiutarlo, ma dice che fa da solo».

Nel frattempo io sono già oltre, lungo la strada che mi porterà a casa, e mi chiedo quanti altri ciclisti soccorritori si fermeranno prima che quello in panne abbia risistemato la catena.

Gli affabili

Una delle regole del sentiero dice che: se tu stai camminando, e incontri qualcuno che cammina o un gruppo di persone in passeggiata, ci si deve porgere un saluto.

Non ci si conosce, ma ci si saluta lo stesso. Basta un buongiorno, un salve o anche solo un cenno con la testa e un sorriso.

Ho notato che i ciclisti, tra di loro, fanno la stessa cosa. Si incrociano e si salutano: un cenno con la testa, con una mano, un “Ehilà” e via che si procede.

Non mi risulta che avvenga la stessa cosa anche tra “specie diverse”: i camminatori non salutano i ciclisti. I ciclisti non salutano i camminatori.

O, almeno, questa è la mia esperienza e potrebbe anche essere del tuto sbagliata.

Ogni tanto, però, vengo presa alla sprovvista: un ciclista mi saluta. Io sto camminando in discesa, lui sta arrancando in salita. Alza lo sguardo, mi vede, fa un cenno con la testa. Io dico «Buongiorno» e lui passa oltre.

Forse alcuni ciclisti sono più affabili di altri. O forse è che, io in discesa e lui in salita, stiamo facendo due velocità che ci rendono più simili.

Chissà…

E voi?

Siete camminatori, ciclisti o tipi da divano?? 😉

Vi vengono in mente altre “categorie” di ciclisti?

10 pensieri riguardo “Tipi da bicicletta

    1. Come ho fatto a dimenticare la vecchietta in bicicletta!? Se ne vedono tantissime nelle località di mare… procedono a zig zag per la strada, con le buste della spesa in bilico sul manubrio e non si preoccupano minimamente delle altre auto-moto-bici-pedoni.
      Patrimonio dell’umanità… 😉

      Piace a 1 persona

  1. Una volta mi piaceva andare in giro in bici, ora molto ma molto meno. Mi annoia davvero, a parte brevi tratti.
    Sempre stato, anche a piedi, un “solitario”: mi piace guardarmi in giro, fermarmi se ne ho voglia, fotografare un particolare per strada, distarmi.

    "Mi piace"

    1. Anch’io sono una solitaria. A piedi, non in bici. Detesto dover tenere il ritmo degli altri o stare ferma ad aspettare… Ricordo una delle ultime volte che ho partecipato a una gita in gruppo… eravamo più fermi che in movimento. Anche no.

      Piace a 1 persona

    1. Interessante il tuo post, grazie! È una categoria di ciclisti che non ho mai sperimentato. Almeno per ora.

      Ne approfitto anche per farti tanti auguri di un buon anno nuovo (e di buone feste, anche se in ritardo). 🙂

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...