Gli orari della scrittura

Per un po’ ho tentato: mi sono alzata alle sei per scrivere.

La casa è silenziosa, la testa riposata, il lavoro non esiste quindi non rischio di esserne disturbata, la mia pancia ancora non ha fame perché è troppo presto anche per lei.

Mi alzo, vado giusto in bagno a fare pipì, poi m’immergo nella scrittura: fino alle otto ci siamo solo io e lei, la scrittura.

Non ha lo stesso fascino dello scrivere di notte, ma ci va molto vicino. 😉

Peccato che io abbia resisto poco. Andrea e io non ceniamo mai prima delle venti e trenta, quindi non andiamo mai a dormire prima di mezzanotte.

In più, lavoro di pomeriggio, quindi già dopo la terza sveglia a orario militare, dopo pranzo mi calava la palpebra, verso sera arrivava il mal di testa e alle ventuno e trenta dormivo sul divano, con ancora la cena da digerire.

Forse avrei dovuto insistere, aspettare che il mio corpo trovasse un nuovo ritmo, ma non so se ve l’ho già detto: non sono un tipo molto paziente e mi piace il mio lavoro, mi rompe non riuscire a svolgerlo al meglio.

Così sono tornata a scrivere nei ritagli di tempo e di sera dopo cena: la giornata è finita, tutti i doveri sono stati espletati – e se qualcosa è rimasto nel “dover fare”, può aspettare il giorno dopo – e io posso finalmente scrivere (anche se la testa non è riposata come al mattino).

Se interessa l’argomento, ho scritto anche: Anche voi scrivete nelle pause?

Sarebbe bello poter essere diversa… ma questo sono, bisognerà che un po’ mi ci arrenda. 😉

E voi?

Quali sono i vostri orari preferiti per la scrittura? Anche per scrivere sul blog, s’intende, perché ci vuole concentrazione e tempo e spazio anche per quello… 🙂

12 pensieri riguardo “Gli orari della scrittura

  1. Nei primi tempi scrivevo il pomeriggio dopo aver riposato un po’ al rientro da scuola, ora lavoro anche di pomeriggio e sera sono troppo stanca per mettermi a scrivere. Così cerco di scrivere la mattina, ma le incombenze giornaliere mi travolgono anche quando mi alzo presto. Oggi però ho mollato tutto e ho postato dopo due mesi di silenzio.

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    1. Capisco. Mi alzo, faccio colazione, svuoto la lavastoviglie, a volte invio una lavatrice, a volte stiro, mi preparo il pranzo ed è già ora di andare verso l’ufficio. Se ci aggiungi che lunedì, mercoledì e venerdì vado in palestra… finisco sempre e quasi inevitabilmente per scrivere nei ritagli di tempo. Ehhhh. Ci vuole pazienza.

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      1. Capisco. Anch’io, tra lavoro, romanzo e blog, passo tanto (troppo) tempo al computer. Per fortuna vado in palestra, altrimenti avrei la schiena distrutta…

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    1. A me piaceva molto di più quando vivevo da sola: mi svegliavo presto e senza particolari problemi.
      Adesso è diverso: mi piace restare a letto a sonnecchiare accanto ad Andrea e ceniamo/ci addormentiamo troppo tardi per essere mattinieri…
      Mi ha attaccato delle pessime abitudini. 😉

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  2. Due cose distinte.
    1) “Il mattino ha l’oro in bocca” credo sia un proverbio molto calzante. Per quanto la notte con il buio ed il silenzio aiuti a concentrarsi ed a scrivere, il mattino dopo un buon riposo abbiamo la mente sveglia e fresca, e la scrittura possa avere un grande beneficio
    2) Io scrivo solo per il blog, e lo faccio solo nei ritagli di tempo o la sera dopo cena (come adesso). Spesso mi ritrovo a scrivere diversi post nel fine-settimana, con idee che troveranno pubblicazione nei giorni successivi.

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    1. 1) Sì, è vero. Il mattino ha l’oro in bocca, però quanto è bello (soprattutto in inverno) restare sotto le coperte, a sonnecchiare, il corpo caldo di Andrea accanto. Difficile alzarsi. 😉
      2) Mi sono accorta che, se scrivo il romanzo, devo avere davanti almeno due ore libere da tutto, per concentrarmi e immergermi. Il blog, invece, posso scriverlo quasi in qualsiasi momento (e anch’io programmo i post).
      PS: il fine settimana non è sempre un buon momento per scrivere. A volte sono più impegnata il sabato e la domenica che negli altri giorni. 😉

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  3. Non direi tanto tempi di scrittura, perché ci sono tanti tipi di scrittura. Per me funziona così: la mattina dopo aver sfogliato il giornale puó venirmi l’idea per un post, sia sottoforma di articolo sia come frase; nel pomeriggio, dopo aver meticolosamente perso tempo (che strani i processi creativi) invento e quindi continuo il romanzo. Per la revisione va bene qualsiasi ora. Dopo cena mi divanizzo davanti a un bel film e poi leggo.

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    1. A me le idee per i post vengono camminando… oppure leggendo i blog degli altri. Il pomeriggio lavoro, quindi cerco di sfruttare la mattina oppure la sera, dopo cena, anche se a quell’ora il divano vince quasi sempre… 😉
      PS: mi sento quasi sempre in colpa quando “perdo tempo”… non l’avevo mai visto come parte del processo creativo. Grazie. 🙂

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      1. Scherzi? L’ho capito quando lavoravo e avevo solo la domenica per scrivere un nuovo capitolo. Mi inventavo tutti lavori manuali, come togliere le foglie secche, lavare i vetri o impastare il pane. E poi due ore a scrivere ininterrottamente con tanto materiale in testa 🌻

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      2. Sì, hai ragione! Anch’io vengo presa da improvvisi attacchi creativi quando cammino o quando lavoro in giardino. Non avevo mai fatto due più due… Che imbranata! Proprio vero: non si finisce mai di conoscere se stessi. 🙂

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