Vorrei scrivere come Israel J. Singer

Ho scoperto Israel J. Singer grazie a due cose: il Kindle e Amazon. Come molti altri siti, Amazon analizza quello che compri e ti propone titoli che potrebbero interessarti.

In molti casi ha sbagliato clamorosamente e mi ha consigliato titoli che non erano per niente di mio interesse. In alcuni casi, invece, mi ha permesso di scoprire autori e libri che ho amato a prima vista.

Il Kindle poi è stata una piccola rivoluzione, almeno per me. Ho sempre amato i libri e la carta stampata, ma l’e-reader mi ha permesso di ampliare a dismisura le mie possibilità di lettore.

Trovo comodissimo scaricare l’anteprima di un romanzo, leggerlo e comprarlo solo se mi piace. Adoro leggere al buio, senza bisogno di nessun’altra luce se non quella del Kindle stesso. Ed è così utile potermi inviare le mie note e sottolineature.

Quando vado in vacanza, poi, non ho più l’ansia da “Quali libri mi porto” e non so come avrei fatto a passare tutte le ore che ho dovuto trascorrere in ospedale senza la mia biblioteca elettronica.

Ma sto divagando. Volevo dire che grazie ad Amazon e al Kindle ho scoperto un autore straordinario: Israel J. Singer.

Ho iniziato con La famiglia Karnowski, ho proseguito con I fratelli Ashkenazi, poi A oriente del giardino dell’Eden e ultimo appena concluso: Di un mondo che non c’è più.

Sono uno più bello dell’altro. Si percepisce la conoscenza minuziosa delle sue tradizioni, la struggente nostalgia per un mondo che è stato spazzato via e la durezza di una vita povera e priva anche dell’essenziale.

Ammiro e invidio la sua straordinaria capacità di delineare quadri di vita che restano impressi nella memoria del lettore e di romanzare vite vissute all’interno di fatti storici, rendendo tutto così plausibile da non riuscire a percepire il confine tra fantasia e realtà.

Da La famiglia Karnowski:

«Non poteva sopportare l’indifferenza e la mancanza di parsimonia delle donne americane, che compravano enormi quantità di cose di cui non avevano bisogno e gettavano via oggetti che a stento erano stati usati – scarpe, vestiti, perfino mobili. Lei invece si ostinava a riparare e salvare tutto ciò che possedeva.»

«Qua e là svolazzavano carte e giornali, che si incollavano alle gambe. Una volta liberi, volavano in preda a una strana frenesia per raggiungere un altro passante da intrappolare.»

»L’aria puzzava di sudore, pesce, catrame, noccioline tostate e wurstel alla griglia.»

Dal mio preferito A oriente del giardino dell’Eden:

«Dai prati riarsi si leva l’incessante frinire dei grilli, interrotto di tanto in tanto dallo zillare delle cavallette, simile al rumore di un tosaerba.»

«In casa non c’era vino e quindi non riuscì a concludere le benedizioni dello Shabbat con le solite parole “che creasti il frutto della vite”, ma dovette accontentarsi di un misero “che ci porti il pane dalla terra”, parole che non erano uno schiaffo alla dignità dello Shabbat, ma echeggiavano la vergogna della povertà di Mattes.»

«I laghi ghiacciati, i rami rattrappiti, duri come ferro, la terra simile a pietra, tutto scricchiolava per il freddo, e il cielo era un miscuglio di marrone e di azzurro.»

21 pensieri riguardo “Vorrei scrivere come Israel J. Singer

  1. Mi pare che moltissimi amanti del cartaceo abbiano iniziato ad apprezzare gli e-reader, se non totalmente almeno per certi tipi di testo o di situazioni.

    Sicuramente, comunque, poter leggere degli estratti (scaricandoli o anche solo visualizzandoli dal sito) è un’ottima cosa! Anche se alcuni libri hanno prefazioni talmente lunghe che l’estratto finisce prima dell’inizio del contenuto principale… Sarà mica così complicato far sì che gli estratti saltino i preamboli, no? 🙄

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    1. Sì, è vero. Alcuni libri hanno prefazioni e commenti iniziali talmente lunghi che non arrivi mai a leggere l’inizio del testo! L’editore dovrebbe caricare un estratto specifico, in questi casi, ma richiederebbe un surplus di lavoro e già gli ebook costano poco… figurarsi. 🙄

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      1. Sì immagino che potrebbe essere complicato… Ma se fosse un difetto preso in considerazione scommetto (da ignorante sull’argomento eh! 🤪) che un programmatore non ci metterebbe molto a sviluppare una funzione, per determinati software usati dalle case editrici, che permetta in pochi secondi da da che posizione debba partire l’estratto per le edizioni digitali. 🤔 Su, qualche programmatore si proponga, presto! 😁

        A proposito di e-book che costano poco, credo d’aver trovato il record dell’opposto: ho messo nella lista dei desideri da poco un libro che cartaceo costa 22,91€ e in digitale solo… udite udite (leggete leggete)… 22,45€! 😂😱 Risparmione! 😂

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      2. Interessante. Un po’ costosetto… 😉
        Il kindle è fantastico anche per leggere libri in inglese. C’è la funzione traduzione che aiuta tantissimo nella comprensione del testo. Ho letto tutti i libri di “Una serie di sfortunati eventi” in inglese e devo dire che me la sono cavata egregiamente. Pur con il mio scarso inglese scolastico.

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      3. Uh, la funzione di traduzione è interessante! Ma per il tipo di libro che è (per come lo userei io) penso che valuterei l’ebook solo se il costo scendesse ancora un “pochino”! 😅
        Comunque sono brava a cacciare ebook costosi: 9 euro ti sembrano tanti? Beh, degli ebook che al momento potrebbero interessarmi sono sopra quella cifra quasi la metà! 😅 Devo avere gusti strani… 🤔🤬😂

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      4. Per il resto, ho lavorato in una casa editrice per un po’ e ogni casa editrice ha un software dedicato con cui impagina. Non so quanto sarebbe facile creare un software o applicativo che valga per tutte… E non so neanche quanta richiesta possa esserci per una cosa simile… Chissà. 🤔

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    1. Non sono una “purista”. Ascolto musica in qualsiasi formato e con qualsiasi mezzo (amo la radio e la ascolto dal PC o in macchina). Mio fratello mi dice sempre che la musica è un’altra cosa ascoltata con il vinile. Io non sento differenza… Son fatta così. 😉
      Idem per i libri. Per me un libro è un libro in qualsiasi formato sia (certo parlo di narrativa, i libri d’arte o fotografici in ebook non hanno un senso).

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  2. Pur essendo una grande amante del libro cartaceo da qualche mese sono passata al libro elettronico e devo dire che, malgrado prima vedessi questa forma di lettura quasi come “l’Anticristo dei libri”, devo dire che mi sta piacendo molto, 👍.

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    1. Da quando ho il lettore elettronico leggo molto più di prima perché non ho più confini: leggo al buio, leggo mentre mangio, leggo in piedi in attesa di fare gli esami del sangue… è una rivoluzione. Almeno per me. 🙂
      PS: sto leggendo sul Kindle i racconti di Stephen King (da cui hanno tratto Le ali della libertà e Stand by me). Sono uno più bello dell’altro. Agghiaccianti, ma capolavori.

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      1. Concordo con te, 👍: il vantaggio della lettura elettronica è che hai una biblioteca personale sempre a portata di mano e che si può leggere in qualsiasi momento, 😃. Il libro che stai leggendo l’ho letto anch’io e fa parte della mia biblioteca personale, quella cartacea, 😉. Anche a me è piaciuto molto, 😃. Stephen King, poi, è uno dei miei scrittori preferiti, e tra gli ultimi libri che ho acquistato ci sono “Shining” (già letto tanti anni fa ma i libri belli è sempre un piacere rileggerli, 😉) e “Carrie” (questa sarà la prima lettura di questo romanzo horror, 😉).

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      2. Io ho sempre evitato i suoi libri perché già i film tratti dai suoi romanzi e racconti mi tengono sveglia, figurarsi! Poi: mio fratello lo adora, sono anni che mi spinge a leggerlo e porca miseria se ha ragione. Non so se arriverò mai a leggere IT (mai visto il film, la pubblicità da sola mi ha sempre terrorizzato), però è oggettivamente uno scrittore straordinario. Mi tiene incollata alle pagine anche nelle parti più dure e truculente e disgustose e a farmi piacere personaggi odiosi, ai quali vorresti solo fare del male, tanto male!

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      3. “It” è uno di quei libri di King che ancora non ho letto, in compenso ho visto sia il film originale che il remake, 🙂. Il primo capitolo del remake devo ammettere che ha mi ha fatto venire una bella strizza anche a me che sono amante del genere horror, 😉. Un’altro bellissimo libro di King, di cui hanno fatto anche il film, è “Il miglio verde”.

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      4. Mio fratello ha letto “IT” tre volte, di cui una in inglese. Ho visto sia “Il miglio verde” sia “Le ali della libertà”. Ho preferito il secondo, il primo l’ho trovato un po’… sopra le righe. Non so come altro dirlo.

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